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Ucraina – La Russia: “Nuove sanzioni? Chiudiamo i nostri cieli agli aerei”

La Russia potrebbe chiudere il suo spazio aereo se l'Unione Europea dovesse applicare nuove sanzioni per la crisi ucraina. È la minaccia del premier Dmitri Medvedev, nel giorno in cui i 28 Paesi dell'Ue si riuniscono per approvare nuove misure economiche contro la Russia. A Bruxelles, l'approvazione del nuovo pacchetto scadeva alle 15 ed è stato esteso alle 18.

"Si deve chiedere ai Paesi occidentali se ci saranno nuove sanzioni", ha detto il premier russo Medvedev in un'intervista a Vedomosti, "ma se ci saranno sanzioni connesse all'energia o ulteriori restrizioni al nostro settore finanziario, dovremmo rispondere in modo asimmetrico, ad esempio con restrizioni nella sfera del trasporto aereo".

Le parole di Medvedev, infatti, arrivano anche se ieri il presidente del Consiglio Ue aveva detto che l'Europa era pronta a fare marcia indietro sulle sanzioni. "Siamo pronti a fare marcia indietro se tiene la tregua", aveva assicurato Herman Van Rompuy, "Tuttavia il cessate il fuoco è un passo importante, ma solo un passo".

Secondo un funzionario Ue, le nuove sanzioni riguardano le aziende con assets turnover di olte un miliardo, e la metà deve provenire da vendite o da trasporti di petrolio. Inoltre, sempre secondo le indiscrezioni, Rosneft, Transneft e Gazprom non potranno eseguire aumenti di capitale o finanziamenti nell'Europa. Ecco che quindi la minaccia di Medvedev sulla chiusura degli spazi aerei potrebbe diventare concreta.

Intanto oggi la tregua regge, anche se ieri ci sono state esplosioni sia a Mariupol, sia a Donetsk. Ribelli e governativi hanno poi stabilito uno scambio di prigionieri, previsto mercoledì 10. Lo ha reso noto il primo vice premier dell'autoproclamata repubblica di Donetsk Andrei Purghin, aggiungendo che le autorità locali stanno preparando la lista. I separatisti hanno rilasciato 1200 prigionieri di guerra in quattro giorni per consegnarli alle truppe di Kiev. Lo scambio era previsto nell'accordo per la tregua. Ad annunciarlo lo stesso presidente ucraino, Petro Poroshenko: l'auspicio di Kiev è che siano liberate le altre 863 persone in mano ai ribelli.

Il presidente ucraino è andato sul fronte dove si combatte contro i ribelli: appena arrivato a Mariupol, Petro Poroshenko ha ordinato di rinforzare le difese della città sul mare di Azov, con carri armati, lanciamissili e difesa aerea. "Il nemico subira' una sconfitta schiacciante", ha affermato il presidente.