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Crimea-Ucraina: Obama avverte il rais russo Putin: la Nato è pronta a reagire.

Parla soprattutto della crisi ucraina Barack Obama, nella conferenza di chiusura del vertice all'Aja sulla sicurezza nucleare. Il presidente americano avverte la Russia: "Se non si fermerà ci saranno altre conseguenze e altri costi" e ribadisce l'unità dell'alleanza atlantica. "Ci stiamo organizzando -assicura - in modo ancora più intenso per fare in modo che ci siano piani di emergenza e garanzie a tutti gli alleati".

È stato proprio Obama a sostenere sin da subito la linea dura - stemperata dall'Europa preoccupata dalle possibili ricadute delle sanzioni - e a spingere perché a margine dei colloqui sul nucleare i leader del G7 si confrontassero sulla crisi in Crimea.

"La Russia è una potenza regionale che sta minacciando alcuni paesi limitrofi sulla base della debolezza" afferma Obama. "Non c'è bisogno di invadere i propri vicini per avere rapporti stretti di collaborazione tra loro" aggiunge.

"Sta alla Russia agire in modo responsabile dimostrandosi disponibile a rispettare le norme internazionali: se non lo farà dovrà aspettarsi costi ulteriori" spiega il presidente Obama che ammette che non esiste una soluzione semplice per risolvere la situazione in Crimea. "Con le sanzioni economiche che potremo decidere se non ci sarà una de-escalation cerchiamo di essere sicuri che tutto questo per la Russia avrà un costo".

"Ogni alleato della Nato ha la rassicurazione che tutti noi, inclusi gli Stati Uniti, ribadiamo pieno sostegno al concetto di difesa collettiva previsto dall'art.5 del Patto Atlantico" a proposito di possibili minacce sui paesi baltici. "Ci sono momenti in cui l'azione militare può essere giustificata".

Le sanzioni occidentali saranno fatte in modo "da colpire in modo mirato soprattutto la Russia" ed evitare conseguenze per gli altri paesi, in particolare Europa e Canada, assicura il premier olandese Mark Rutte.

La decisione dei sette grandi viene comunicata al mondo lunedì sera dopo una riunione di un’ora e mezza: se la Russia non cambia strategia resta fuori, temporaneamente, dal G8 che da Sochi si trasferisce a Bruxelles. Il documento ufficiale si poggia su due pilastri la minaccia di sanzioni più dure e l’isolamento internazionale di Mosca.