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Crimea, fumo nero a Sebastopoli nel giorno dell’ultimatum alla base di Belbek

Una spessa coltre di fumo nero e gli aerei sfrecciano minacciosi. Si presenta così il cielo di Sebastopoli nel giorno della scadenza dell'ultimatum alla base militare di Belbek, l'unica controllata dai soldati ucraini e assediata da 12 blindati russi. Ai militari ucraini asserragliati all'interno il governo di Crimea e i soldati assedianti hanno detto: "Arrendetevi entro le 11 di domani (le 10 in Italia) o conquisteremo la base". La tensione è quindi altissima a Belbek, la 'capitale morale' della Crimea, a qualche decina di chilometri da Sebastopoli. Da settimane l'accesso alla base e all'aeroporto assediati è impedito ai giornalisti e ai civili: un improvvisato checkpoint impedisce l'ingresso lungo la strada. Nei giorni scorsi è stata oscurata anche la webcam piazzata vicino all'ingresso della base, dove erano stati visti da testimoni almeno 12 blindati.

La postazione su cui sventola il vessillo celeste e giallo di Kiev è strategica per la nuova Repubblica di Crimea: garantire la sicurezza dello scalo potrebbe aprire la strada per l'arrivo di importanti personalità, russe e straniere. E garantirebbe una base d'appoggio per eventuali cacciabombardieri. Per molti l'operazione di "messa in sicurezza" di Belbek servirebbe ad aprire i cancelli della Crimea alla visita del presidente russo Vladimir Putin. Ma forse è solo il sogno di Sebastopoli, citata diverse volte da Putin nel suo discorso alla Duma russa. Nel quale, tuttavia, non ha mai proferito la parola "Simferopoli".

L'ultimatum russo ai soldati ucraini asserragliati nella base è arrivato lo stesso giorno in cui l'Europa ha accolto l'Ucraina con la firma dell'accordo di associazione, il cui rifiuto da parte dell'ex presidente Yanukovich aveva provocato la rivolta di piazza Maidan. Il Consiglio europeo ha varato ieri aiuti all'Ucraina e nuove sanzioni alla Russia, mentre il Senato di Mosca dava l'ultima approvazione all'annessione della Crimea.

Per oggi, in serata, è previsto anche l'incontro del capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov con il segretario di Stato John Kerry all'Aja, dove lunedì 24 inizierà un summit internazionale sulla sicurezza nucleare. Il ministero degli Esteri russo ha ricordato che i due hanno concordato di rimanere in contatto sulla situazione in Ucraina, per discutere le vie per una de-escalation della crisi e per l'avvio di una riforma costituzionale con la partecipazione di tutte le regioni del Paese.