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Crisi ucraina, Crimea: forze russe camuffate e filorusse occupano il comando della marina ucraina

Dopo che nella notte il presidente americano Barack Obama e la cancelliera Angela Merkel hanno ribadito in un colloquio telefonico la condanna delle “mosse formali della Russia per l'annessione della Crimea ed hanno concordato di continuare a sottolineare con il presidente russo Vladimir Putin che c'è un chiaro percorso per risolvere la crisi con mezzi diplomatici", questa mattina i manifestanti filo russi hanno fatto irruzione nella sede dello stato maggiore della marina militare ucraina a Sebastopoli e ammainato la bandiera ucraina issando la bandiera russa e quella di Sant'Andrea.I soldati ucraini hanno abbandonato la base e le forze filo russe avrebbero fermato il capo di stato maggiore della marina ucraina.

I soldati russi hanno attaccato una base militare ucraina nell'ovest della Crimea, lo ha dichiarato Vladislav Seleznev, portavoce del ministero della difesa di Kiev. I militari hanno sfondato con un trattore il cancello di una base della marina militare ucraina a Novoozerne e si sarebbero poi fermati trovandosi di fronte i militari ucraini armati.

Da Mosca intanto arriva la nota del ministro degli esteri russo sul mancato incontro tra il presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy e Putin, incontro saltato secondo Mosca per volontà dell’Ue. E da Mosca arrivano le parole del portavoce del Cremlino che, escludendo l'intenzione della Russia di avviare operazioni militari nell'est dell'Ucraina, ha parlato di "rischio di spargimento di sangue" se Kiev "non farà attenzione". Sydney si aggiunge alla lista dei paesi che hanno varato sanzioni contro la Russia.

Intanto l'Unione Europea ha deciso di finanziare un ulteriore miliardo di euro, che si aggiunge ai 610 milioni già deliberati, per aiutare economicamente l'Ucraina, lo ha dichiarato Olli Rehn, vicepresidente della commissione europea.

Mentre continuano gli sforzi diplomatici, con la stampa russa che annuncia un possibile incontro tra Putin e Ban Ki-Moon, la Corte Costituzionale di Mosca ha dato il suo via libera al trattato internazionale con cui si sancisce l'ingresso della Repubblica di Crimea e della città di Sebastopoli nella Federazione russa. E dalla Crimea arriva la notizia che sarebbe stato individuato e fermato il responsabile dell'uccisione di un militare ucraino di mercoledì.

Lunga telefonata nella notte tra il presidente Obama e la cancelliera Merkel per discutere di Ucraina. I due leader hanno ancora una volta condannato la condotta di Putin e hanno concordato di insistere sulla linea diplomatica per risolvere la crisi, anche se un inasprimento delle sanzioni nei confronti della Russia è tutt’altro che escluso. Obama e Merkel hanno anche discusso di come aiutare l'Ucraina a stabilizzare l'economia e preparare le elezioni di maggio.

E dagli Stati Uniti arrivano anche le parole dell’ex segretario di Stato Hillary Clinton che ha detto che Putin vuole "riscrivere" le frontiere dell'Europa orientale. In Crimea "la logica di Putin" secondo la Clinton è che gli abitanti di questa regione annessa alla Russia, "sono di etnia russa, sono dei russofoni, sono ancora parte interessata della Russia".

Questo ragionamento "potrebbe non solamente essere esteso ad altre parti dell'Ucraina, ma anche ad altre regioni dell'Estonia, della Lituania e della Lettonia. Ci sono molte zone dove si trovano popolazioni di etnia russa o russofone". "Se al presidente Putin sarà concesso di cavarsela, - ha concluso la Clinton - penso che vedremo molti altri Paesi che verranno aggrediti direttamente dalla Russia o corrotti dal sistema politico del Cremlino, in un modo tale che saranno talmente intimiditi che verranno trasformati a tutti gli effetti in vassalli e non in democrazie sovrane".

Al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, che aveva chiesto un incontro urgente alla leadership russa, "non è stato permesso di venire oggi a Mosca". E' quanto afferma il ministero degli Esteri russo, ironizzando sul fatto che Van Rompuy sarebbe stato messo in una "nuova lista di sanzioni, di quelli a cui viene impedito di andare in Russia".

Secondo quanto dichiarato dal ministero russo, il presidente del Consiglio Europeo aveva chiesto domenica scorsa una visita a Mosca per "ascoltare direttamente le posizioni della Russia sulla crisi in Ucraina e le prospettive di uscita dalla situazione ancora in deterioramento". Mosca aveva "immediatamente risposto" organizzando i colloqui per oggi. "Ma al presidente del Consiglio Europeo non è stato permesso di andare a Mosca - conclude il ministero - i suoi amici non gli hanno permesso di partire, pensando che non è necessario che sappia la verità, visto che tutto è stato già deciso". Secca la risposta dell'Ue che, secondo le indiscrezioni, parla apertamente di "disinformazione" da parte di Mosca. Per Mosca rischio "spargimento di sangue" nell'est dell'Ucraina se Kiev non "farà attenzione"

Esiste il pericolo di "spargimenti di sangue" nelle regioni filo-russe dell'est dell'Ucraina, se le autorità di Kiev non faranno "attenzione". Il monito è stato lanciato dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, in un'intervista alla Bbc. "Non vogliamo fare pronostici su un possibile spargimento di sangue nell'est del Paese", ha spiegato Peskov, "poiché se il governo dell'Ucraina non farà attenzione alla terribile situazione delle regioni orientali, questo può avere conseguenze molto, molto brutte". Il portavoce ha ribadito che Mosca non ha intenzione di avviare alcuna operazione militare nelle regioni orientali dell'Ucraina ma, ha avvertito, non potrà esimersi dal proteggere i russi in caso di necessità. Peskov ha anche parlato dei militari ucraini rimasti in Crimea, affermando che devono fare una scelta: "Possono unirsi alle forze crimee che diventeranno parte dell'esercito russo o, se non vorranno, sono liberi di lasciare la penisola". Il portavoce ha sottolineato che Mosca si aspetta che Kiev "protegga la popolazione russa" nelle zone orientali, "altrimenti la Russia semplicemente non potrà non reagire". Peskov ha insistito che un'opzione militare non è all'ordine del giorno, ma la Russia farà tutto il possibile, usando l'intero spettro degli strumenti legali previsti dal diritto internazionale, per aiutare i russi dell'Est.

Circa 200 miliziani più probabilmente russi camuffati e presunti filo-russi, hanno assaltato il quartier generale della Marina Militare ucraina, tuttora ospitato nel porto di Sebastopoli, in Crimea, dove ha base la Flotta russa del Mar Nero: lo ha denunciato un portavoce militare di Kiev, Sergiy Bogdanov, secondo cui gli aggressori hanno assunto il controllo di una parte almeno del complesso. "Alcuni indossano passamontagna", ha riferito Bogdanov, ma "sono disarmati", e "da parte nostra non è stato sparato un colpo". L'occupazione non avrebbe incontrato resistenza essendosi i militari ucraini "barricati all'interno della struttura".

All'ingresso sono state issate tre bandiere della Federazione Russa. Da Kiev il ministro della Difesa ad interim, Ihor Tenyukh, ha ribadito che le forze dell'Ucraina non lasceranno la penisola ribelle nemmeno dopo la firma del trattato che l'annette a Mosca da parte del presidente russo Vladimir Putin. Ieri il ministero della Difesa ucraino aveva autorizzato i soldati di stanza in Crimea ad aprire il fuoco  per difendersi. Il comandante della flotta del Mar Nero russa, Alexander Vitko, è intanto arrivato nel quartier generale della marina militare ucraina per partecipare ai negoziati in corso dopo che i manifestanti hanno fatto irruzione nella sede. Sede che è stata abbandonata dai militari di Kiev mentre, il capo di stato maggiore della marina ucraina sarebbe stato catturato dai miliziani filo russi.

L'Australia ha imposto sanzioni finanziarie e il divieto di rilascio dei visti per 12 cittadini russi e ucraini coinvolti nelle iniziative per la secessione della Crimea dall'Ucraina. Con la misura annunciata in parlamento dal ministro degli Esteri, Julie Bishop, il governo di Canberra si è unito così alla protesta internazionale per il referendum per l'annessione della Crimea alla Russia. "E' un'iniziativa di solidarietà e sostegno per un ordine internazionale basato sulle regole", ha dichiarato la Bishop, sottolineando che le sanzioni sono in linea con quelle già decise da Ue, Usa e Canada.

Mosca annuncia una serie di nuove esercitazioni militari anche al confine con l’Ucraina che, in base agli accordi internazionali, ha deciso di inviare quattro osservatori. Le manovre russe prevedono l’utilizzo di oltre 5.000 artiglieri delle truppe aviotrasportate che prenderanno parte alle esercitazioni di tiro nel territorio di otto regioni russe, compreso il poligono vicino a Novorossisk, che confina con la Crimea. Le manovre dureranno da 45 giorni a due mesi ed è previsto l'uso di oltre mille mezzi militari, tra blindati e pezzi di artiglieria. Saranno sparati oltre 6000 ordigni di artiglieria. E un team di quattro ispettori ucraini è arrivato a Bolgorod, nel sud della Russia, per accertarsi che non vi siano "attività militari non dichiarate" vicino alla frontiera.

La visita, di cui ha dato notizia il ministero della Difesa russo, era stata richiesta sulla base del Documento di Vienna del 2011. L'area da ispezionare è di 13.000 chilometri quadrati e riguarda le zone di Belgorod e Kursk. Il Documento di Vienna prevede una serie di misure per accrescere la fiducia reciproca e la sicurezza ed è stato adottato il 30 novembre del 2011 dai 57 Paesi dell'Osce, l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.