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Crisi ucraina. Due morti a Kharkiv, domani il referendum per la secessione della Crimea

Resta il muro contro muro nella crisi ucraina. Oggi il Consiglio di sicurezza dell'Onu si riunirà in una sessione straordinaria per votare la risoluzione presentata dagli Usa che riafferma l’integrità territoriale dell’Ucraina e dichiara l'invalidità del referendum di domani sulla secessione della Crimea da Kiev. Lo riferiscono fonti diplomatiche. La riunione prenderà il via alle 16 ora italiana. Certamente la Russia eserciterà il suo diritto di veto sulla risoluzione, in qualità di membro permanente del Consiglio.

Continua, intanto, sul fronte delle operazioni, il sostegno americano alla causa dell’Ucraina dove nella notte sono morte due persone in una sparatoria a Kharkiv, nell'est del Paese, tra militanti filo russi e nazionalisti ucraini. Per questo, Mosca ha chiesto al governo di Kiev di dichiarare fuori legge i gruppi nazionalisti. I sostenitori filo russi di Kharkiv, ex capitale dell'Ucraina non lontana dai confini con la Russia, ieri hanno annunciato di voler organizzare un proprio "referendum" per l'annessione a Mosca come quello in Crimea.

Il primo ministro ucraino Arseni Iatseniuk h annunciato in mattinata che la parte politica dell'accordo di associazione e libero scambio tra Ucraina e Ue sarà firmata il 21 marzo prossimo, nel corso del vertice Ue.

Il Dipartimento della Difesa Usa sta per inviare 300mila razioni alimentari all'esercito ucraino. Lo ha detto la portavoce del Pentagono Eileen Lainez all'agenzia Dpa. Le razioni individuali, conosciute con il nome "meals ready to eat", MREs, vengono solitamente impiegate dai militari Usa in missione e anche inviate alle popolazioni civili nelle aree colpite da disastri naturali, sia negli Stati Uniti che all'estero. Ieri il bilaterale tra il segretario di Stato Usa Kerry e il ministro degli Esteri russo Lavrov.

Ognuno è rimasto sulle sue posizioni: Mosca rispetterà l'esito del referendum in Crimea (Putin ritiene che il referendum sia conforme al principio di diritto internazionale), mentre Washington non lo farà.
Ieri, rompendo per la prima volta la tradizione delle decisioni all'unanimità, il comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, in cui siedono gli ambasciatori di tutti e 47 gli Stati membri (compresi quelli di Ucraina e Russia), ha votato a larghissima maggioranza una dichiarazione in cui esprime la propria "solidarietà per l'Ucraina e il suo popolo" e "grande preoccupazione per l'intenzione di tenere un referendum in Crimea". Nella dichiarazione il comitato dei ministri "sottolinea l'importanza di mantenere gli sforzi per trovare una soluzione politica in Ucraina e il contributo che il Consiglio d'Europa deve fornire a tale fine".

Al fine di favorire la ricerca di una soluzione politica della crisi, il comitato dei ministri ha votato a favore di tre misure. La prima riguarda la valutazione della compatibilità del referendum in Crimea con la costituzione ucraina e la seconda l'invio in Ucraina di un gruppo di esperti sulla protezione delle minoranze per valutare la situazione dei vari gruppi etnici. Inoltre, il Consiglio d'Europa ha dato il proprio via libera alla creazione di un gruppo di lavoro che coinvolge rappresentanti del parlamento e del ministero della giustizia ucraino ed esperti dell'organizzazione per l'elaborazione delle necessarie riforme legislative.

E' gelo anche sul fronte commerciale tra Russia e Ue sull'Accordo di partnership con l'Ucraina. L'incontro odierno tra il commissario al commercio Karel De Gucht e il ministro russo per lo sviluppo economico Ulyukayev "non ha portato a un dialogo fruttuoso" e quindi "non sono stati programmati ulteriori incontri", ha annunciato il portavoce del commissario. Nessun passo in avanti è stato fatto nemmeno sulle altre questioni aperte, dal blocco tuttora in vigore dell'import europeo della carne di maiale in Russia agli altri contenziosi aperti davanti al Wto, tra cui quello sulla tassa per la rottamazione delle auto.