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Ucraina. Crimea vota annessione con la Russia.

Nuova giornata di tensione in Crimea, dove la leadership filo-russa ha accelerato per staccarsi dall'Ucraina e confluire nella Federazione russa, con una mozione parlamentare e la convocazione di un referendum sulla secessione per il 16 marzo.  Kiev ha subito avvertito che si tratta di un passo "incostituzionale", ma la nuova escalation ha prodotto una dura reazione americana, con l'annuncio di sanzioni contro esponenti russi e ucraini.

Il presidente americano Barack Obama ha parlato telefonicamente con il presidente russo Vladimir Putin sull'Ucraina. La telefonata è durata un'ora, secondo quanto comunicato dalla Casa Bianca. Obama parlando con Putin, ha assicurato che il Segretario di Stato, John Kerry, continuerà a dialogare con il ministro degli Esteri russo, Lavrov, il governo dell'Ucraina, ed altri partner internazionali, nei prossimi giorni allo scopo di trovare una soluzione diplomatica alla crisi.

Barack Obama aveva reso noto in precedenza, in una conferenza stampa, che “un referendum violerebbe la legge” perché qualsiasi discorso sulla Crimea “deve coinvolgere il governo ucraino”. "Gli Stati Uniti hanno preso le loro decisioni insieme ai partner europei", aveva detto Obama, prevedendo "conseguenze contro i responsabili”.

La reazione dell'Unione Europea, in precedenza, era stata altrettanto decisa. Il presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, si era detto pronto a nuove misure anche economiche contro la Russia.  Il Segretario di Stato Usa John Kerry, a Roma, ha chiesto a Putin di comprendere che “la preferenza degli Stati Uniti è di tornare ad una situazione di umanità e rispetto dei diritti ucraini, così come all’integrità del paese”.

Sono 300 i cosacchi arrivati nelle ultime 24 ore a Simferopoli, la capitale della Repubblica autonoma di Crimea e che stanno presidiando alcuni dei punti nevralgici del centro. Degli uomini armati hanno occupato la stazione di trasmissione radio e tv della città e la frequenza della tv Chernomorskaya - seconda emittente del Paese - è stata oscurata, al suo posto vengono trasmesse le immagini della televisione All News Russia 24. I servizi segreti ucraini (Sbu) hanno arrestato Pavel Gubarev, l'autoproclamato governatore filorusso di Donetsk, nella parte russofona dell'Ucraina orientale.

La giustizia ucraina ha emesso mandati d'arresto per il premier e per il presidente del parlamento (Rada) della Crimea, Sergei Aksyonov e Vladimir Konstantivov. I due, il cui potere non è riconosciuto da Kiev, sono a capo delle istituzioni della penisola che stanno portando la Crimea tra le braccia della Russia con il referendum. La Verkhovna Rada (il parlamento ucraino) ha deciso di iniziare l'iter per sciogliere il parlamento della Crimea che ha fissato il referendum.

Uomini armati hanno bloccato un gruppo di 40 osservatori dell'Osce, impedendo loro di entrare in Crimea. Lo ha riferito una fonte diplomatica: "Sono bloccati ma non stanno tornando indietro. Due gruppi di uomini armati, molto professionali e molto ben addestrati, non hanno consentito loro di passare". Intanto, a Bruxelles, il premier ucraino Arseniy Yatseniuk ha comunicato ai leader Ue di essere "determinato a firmare al più presto l'accordo di associazione", dicendosi grato per gli aiuti europei. L’Unione Europea ha proposto un piano di aiuti all’Ucraina da 11 miliardi di euro in due anni. Il presidente russo, Vladimir Putin è stato subito informato della richiesta nel Referendum del 16 marzo e ne ha discusso in una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza russo.

"Condanniamo con forza la non provocata violazione della sovranità e integrità territoriale ucraina da parte della Federazione russa e chiediamo a quest'ultima di ritirare immediatamente le sue forze armate nelle aree in cui stazionano in modo permanente, in accordo con gli accordi pertinenti". E' quanto si legge nella dichiarazione congiunta dei capi di Stato e di governo dei Paesi dell'Unione Europea, a seguito del vertice straordinario sull'Ucraina, tenutosi a Bruxelles. "Chiediamo alla Federazione russa - si legge - di permettere l'immediato accesso agli osservatori internazionali. La soluzione della crisi deve essere basata sull'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina, così come sulla piena applicazione degli standard internazionali".