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Scendono dal silos i tre operai dell’Alcoa

Sono scesi dalla cisterna poco prima delle 17.30 i tre operai dell'Alcoa che da quattro giorni protestavano a oltre 60 metri d'altezza nella fabbrica di Portovesme per ottenere dall'azienda un impegno scritto a sospendere le procedure di fermata dell'impianto. Le condizioni di uno di loro, che ha problemi di cuore e aveva già accusato un malore, sono peggiorate in giornata. Una volta a terra, assistiti dai colleghi, i tre lavoratori hanno dichiarato che lunedì prossimo saranno a Roma alla testa del corteo per il lavoro che i sindacati del Sulcis stanno organizzando.

"In un primo momento il nostro collega non voleva scendere", ha riferito Rino Barca della Cisl. "Ci ha detto che l'avrebbe fatto soltanto assieme agli altri due compagni, i quali, per solidarietà, sono venuti giù con lui". L'operaio è stato accompagnato dai colleghi da un medico di fiducia per essere visitato. "Glencore invia una manifestazione d'interesse direttamente ad Alcoa, se davvero è intenzionata all'acquisto", è l'invito lanciato da Barca al gruppo svizzero che ha comunicato al Mise l'intenzione di acquisire la fabbrica di alluminio di Portovesme, ma a determinate condizioni.

n attesa del vertice di lunedì al Ministero dello sviluppo economico, gli operai dell'Alcoa hanno deciso il blocco degli straordinari e lo sciopero di 24 ore per lunedì 10 settembre, in concomitanza con il vertice. Gli operai dell'Alcoa hanno scelto la linea dura e dopo un'assemblea a Portovesme con i sindacati e i rappresentanti della Rsu hanno deciso di inasprire le azioni di lotta in vista dell'attesa riunione al Mise sul futuro dello stabilimento sardo, cuore della produzione di alluminio primario in Italia. Niente prestazioni straordinarie per i lavoratori diretti e per quelli delle imprese d'appalto, con il blocco di tutte le attività, ad eccezione delle emergenze. Lunedì, invece, la fabbrica si fermerà per 24 ore, quando a Roma si dovranno sciogliere i nodi politici per il passaggio di mano dello stabilimento. Due i potenziali acquirenti, le multinazionali svizzere Glencore, con sede a Baar - già presente nel polo industriale del Sulcis con la Portovesme srl -, e Klesch, con sede a Ginevra.