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L’assemblea del Pd, le primarie, e il ritorno “agghiacciante” di Berlusconi

Si sta svolgendo al salone delle fontane all'Eur di Roma l'assemblea nazionale del Pd. Dopo l'inno di Mameli la presidente, Rosy Bindi, ha fatto rispettare un minuto di silenzio per le popolazioni terremotate dell'Emilia.

Ascoltano il discorso del leader Pier Luigi Bersani tutti i big del partito. Molto 'fotografato', nelle ultime file il sindaco di Firenze Matteo Renzi.
"Vedo che in mezzo a tanti problemi si sta aprendo una discussione singolare sul tasso di continuità rispetto a questa transizione (Monti). Non capisco il dilemma. Inviterei a non cadere sempre nella ricerca di punti di distinzione, a volte un po' metafisici, stucchevoli e fastidiosissimi per la nostra gente". Così Pierluigi Bersani, aprendo l'assemblea del partito, invita ad evitare distinguo dentro il Pd sull'agenda Monti dopo il 2013. Se per continuità, spiega Bersani, si intende "la ferma presenza dell'Italia in Europa, tenere i conti a posto e prendersi responsabilità, è così. Ma non è così se pensiamo che significa che noi avremmo fatto proprio cosi le pensioni, l'Imu, il mercato del lavoro, le liberalizzazioni e la spending review".

"Sulle primarie non possiamo decidere da soli i tempi e i modi. Lasciatemelo dire con chiarezza: non si parlerà del Pd, non sarà il congresso del Pd. Si parlerà dell'Italia e del governo del Paese". Bersani si rivolge cosi' agli sfidanti interni sulle primarie per la premiership.
"In base alla legge elettorale ci sarà più chiaro come prospettare agli elettori il patto di legislatura fra progressisti e moderati, che non ha nulla di tattico o politicista ma ubbidisce ad una tendenza di fondo europea. Per organizzare questo campo, partiremo dai contenuti e non ci perderemo in dettagli programmatici ma apriremo la discussione sui cardini del progetto". Bersani rilancia così lo schema di alleanza per le elezioni nel 2013.

"Le primarie si dovranno tenere in una ragionevole distanza dalle elezioni e cioè entro la fine dell'anno". E' la data indicata da Bersani, che ribadisce che la sua candidatura alla premiership "non sia esclusiva", aggiungendo che dopo le vacanze "avremo modo di investire l'assemblea su temi regolamentari e statutari".

"Nei prossimi mesi dovremo risvegliare in Italia una ragionevole fiducia. Mettendoci all'attacco. Quale risparmiatore dovrebbe aver fiducia nell'Italia davanti a liste di fantasia, partiti per procura, leadership invisibili e senza controllo o agghiaccianti ritorni?", così Bersani critica all'assemblea del Pd il ritorno di Berlusconi.

 "I giovani del Pd non faranno come Alfano" sulle primarie. Lo ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi a margine dell'Assemblea del Pd. "E' stato desolante - ha sottolineato - vedere tanti giovani del Pdl che si sono immediatamente rimessi in ordine appena Berlusconi ha detto 'scendo in campo io'. Noi faremo l'opposto".

"Bersani ha fatto un'apertura sul tema delle primarie; sul resto mi sembra che abbia dato una cornice condivisibile sui temi come la costituente dei progressisti o il ruolo della politica e di un premier che sceglie un governo competente e non più, mi sembra di capire, fatto con i bilancini. Ha detto cose sacrosante come il fatto che non siamo il partito delle tasse. Guardo il bicchiere mezzo pieno". Così il sindaco di Firenze commenta l'intervento del segretario del Pd Bersani.

"Bersani non vuole utilizzare la norma statutaria che indica nel segretario il candidato per Palazzo Chigi e quindi le primarie saranno aperte a altri candidati ma io penso che Bersani debba essere il candidato naturale del Pd". Così il capogruppo Dario Franceschini nel suo intervento all'assemblea del partito.