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Tirrenia – Cappellacci e Solinas, molte inesattezze ricostruzione ciaccia; regione tutela interessi sardi

“Le dichiarazioni rilasciate oggi dal Viceministro Ciaccia presentano alcune obiettive inesattezze che meritano un’accurata puntualizzazione”. E’ quanto sottolineano il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e l’assessore dei trasporti, Christian Solinas, a proposito delle spiegazione dell’esponente del Governo sulla Tirrenia.

In primo luogo, si confondono – spiegano il Governatore e l’esponente della Giunta - due vicende totalmente distinte: la privatizzazione delle società regionali ex Tirrenia (Toremar, Caremar, Laziomar, Saremar e la stessa Siremar), che riguardano servizi di collegamento con isole minori, ed i servizi di cabotaggio avviati dalla Regione Sardegna nel 2011 per garantire alla collettività sarda continuità territoriale con la penisola italiana.  La privatizzazione di Saremar, peraltro non richiesta dalla Commissione europea, bensì offerta dalle Autorità italiane, sarà comunque eseguita, così come previsto dalla legge, secondo procedure coerenti con l’ordinamento italiano ed europeo. Si segnala altresì, per dovere di obiettività, che, ad oggi, l’unica compagnia regionale privatizzata è la Toremar, con una procedura che, fra l’altro, suscita non pochi dubbi nella misura in cui ha dato luogo alla costituzione di un monopolio locale, i cui effetti cominciano ad essere avvertiti sul mercato.

E’ di ieri un’interpellanza parlamentare, firmata da 53 deputati (riconducibili alla maggioranza che sostiene l’attuale governo), che rileva, fra le altre criticità, la singolarità e i rischi della vendita di Toremar all’operatore Moby che si ritrova oggi “nella posizione di monopolista con evidenti ricadute nell’ambito tariffario e degli interessi degli utenti isolani”. Altrettanto esemplificativo è infine che la privatizzazione della compagnia regionale Siremar, gestita dall’Amministrazione Straordinaria sotto il controllo del MISE, sia oggi in un totale impasse a seguito dei possibili difetti della procedura di vendita rilevati di recente dalla magistratura amministrativa. Un ultimo rilievo dal punto di vista del diritto nazionale: la legge prevede che il termine ultimo per la privatizzazione delle società regionali sia agganciato a quello della realizzazione della privatizzazione di Tirrenia e Siremar, gestite in sostanza dallo stesso Governo e che, come detto, non ha ancora avuto luogo.

Quanto ai servizi avviati dalla Saremar nel 2011 per Civitavecchia e Vado Ligure la dichiarazione del Viceministro sorprendentemente trascura diversi aspetti. Innanzitutto che si tratta di servizi resisi necessari per assicurare continuità territoriale a prezzi sostenibili per la collettività, in una situazione in cui proprio gli operatori che intendevano acquistare Tirrenia avevano aumentato i prezzi dei collegamenti con la Sardegna in misura anche superiore al 100% con un parallelismo che ha indotto l’Antitrust ad avviare un’istruttoria di cartello. Inoltre, la collusione fra tali operatori è stata quella sì censurata dalla Commissione europea che, come il Viceministro ben sa, ha opposto un insuperabile divieto alla prima operazione di vendita a CIN disposta dall’Amministrazione Straordinaria sotto il controllo del MISE.  Se poi la privatizzazione di Tirrenia fosse stata concepita e gestita diversamente, in coerenza con le norme europee antitrust, sarebbe stata finalizzata già da tempo: quindi le criticità sulla vendita di Tirrenia hanno ben altra origine.

Ma soprattutto, è ormai noto che anche l’attuale vendita a CIN presenta – evidenziano Cappellacci e Solinas - gravissime criticità dal punto di vista europeo per il mancato rispetto delle norme sugli aiuti di Stato. La Commissione ha già avviato una prima procedura che riguarda il prezzo di vendita del ramo d’azienda che potrebbe essere anormalmente basso; ipotesi questa che, se riscontrata, comporterebbe un danno per i terzi creditori. Infine, è noto che l’Europa si sta interrogando sulla Convenzione che il MISE intende firmare con CIN e non è affatto escluso che un’ulteriore procedura possa essere avviata anche nei confronti di tale Convenzione, così come la stessa Commissione ha fatto di recente anche nel caso della Corsica.

“Le criticità della operazione Tirrenia sono dunque imputabili a ben altre cause e responsabilità. E sorprende che un Viceministro – concludono i due esponenti del governo regionale - rilanci osservazioni pretestuose di acquirenti privati prive di ogni fondamento e che, come già accertato dalla Commissione europea, non hanno esitato a concertare azioni di mercato in danno dei consumatori e degli interessi della collettività sarda”.

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