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Pronto Soccorso – Tra caldo torrido, ferie e tagli torna il “rischio disagio” per migliaia di anziani

“Caldo torrido, ferie obbligate e “spendig review”, quest’anno potrebbero mettere in seria difficoltà sia ospedali e pronto soccorso, sia gli anziani costretti ad attendere molto tempo prima di ricevere gli urgenti e necessari interventi”.

La Presidente Regionale dell’ANAP (Associazione Nazionale Anziani e Pensionati) di Confartigianato, Paola Montis, lancia l’allarme per la situazione che quest’anno potrebbe delinearsi a causa delle particolari condizioni climatiche e delle novità del Governo Nazionale.

Anche se la situazione è migliorata rispetto a qualche anno fa, agli anziani va assicurata una presenza capillare dei servizi assistenziali sul territorio e soprattutto maggiore informazione su come avere un accesso facilitato ad essi”, continua la Presidente dei Pensionati di Confartigianato “infatti, come è noto, i problemi d’estate si acuiscono perché le organizzazioni sanitarie sono meno efficienti, perché gli anziani si accalcano nei dipartimenti di medicina d'emergenza, trasformandoli in studi di medicina generale, e perché  i medici di famiglia sono meno presenti, inducendo le persone “mature”, spesso diffidenti con i sostituti, a presentasi al pronto soccorso anche solo per una ricetta o un'iniezione o per misurare la pressione”.

“Particolare attenzione va data alle persone che vivono sole, con reti parentali e di vicinato deboli, in condizioni che determinano a volte determinate situazioni di isolamento - continua la Presidente Montis – mentre un’altra altra categoria particolarmente a rischio, che necessita di un attento monitoraggio, è costituita dagli ultrasettantacinquenni soli che sono dimessi dagli ospedali del territorio provinciale e dal Pronto Soccorso”.
“In una Regione come la nostra -continua la Presidente dell'ANAP -dove gli over 65 sono il 19,5 % della popolazione totale, è fondamentale rafforzare le strutture di assistenza sanitaria presenti sul territorio, specie in estate, stagione dell'anno che provoca maggiori problemi alle condizioni di salute della popolazione anziana”.

“Fortunatamente la professionalità di medici, infermieri e volontari è encomiabile - sottolinea la Montis – infatti tutto il personale ogni giorno compie uno sforzo enorme per accudire e assistere tutti riuscendo a lavorare in modo sereno anche in condizioni che serene non lo sono affatto”.

Molti degli interventi per cui gli anziani si recano nelle strutture sanitarie, sono da classificare come codici “bianchi” o “verdi”, ovvero provvedimenti importanti ma che non compromettono le funzioni vitali quali la misurazione della pressione, il controllo della glicemia, l’assunzione di farmaci già prescritti oppure per un semplice colpo di calore o per l’insufficiente assunzione di bevande o di alimenti. O ancora, più banalmente, per la necessità di sentirsi accuditi e controllati da personale medico o infermieristico.

Secondo l’ANAP Sardegna, la soluzione potrebbe essere quella di individuare una serie di strutture, vicine e lontane ai Pronto Soccorso, attraverso le quali attivare una assistenza 24 ore su 24.

“Visto che non c’è la possibilità di potenziare le risorse umane e strutturali dei Pronto Soccorso - conclude la Montis – si potrebbero spostare i codici a bassa priorità dall’ospedale al territorio, individuando sedi differenti per la gestione dei pazienti meno gravi. Magari nelle case di riposo, magari in una rete di studi medici privati o addirittura nelle farmacie abilitate”. Com