Press "Enter" to skip to content

Monti da Bruxelles: c’è la volontà di salvare l’Euro ed io “Escludo di restare al governo dopo il 2013”

"Più si va a fondo per risolvere i problemi più immediati e più si vede che è difficile farlo senza andare verso più integrazione politica". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti in conferenza stampa da Bruxelles a conclusione della riunione dell'Ecofin.

"Un importante segnale per i cittadini e i mercati sulla volontà di fare tutto quello che è necessario per salvaguardare la nostra moneta e far progredire il progetto politico europeo", ha detto  Monti, parlando del rapporto dei quattro presidenti verso l'unione economica e monetaria.

Secondo Monti è importante che sia stato impostato un processo che "dovrà condurci verso il traguardo di una vera e propria unione economica e monetaria" che si traduce anche in "un segnale per i cittadini e i mercati sulla volontà di fare tutto ciò che è necessario per salvaguardare la nostra moneta e far progredire il progetto politico europeo"."La misura più urgente è l'unione finanziaria con una autorità di vigilanza sulle banche, in particolare su quelle che operano su più Paesi e quelle con importanza sistemica per l'Europa.

"La crisi che stiamo attraversando ha evidenziato la vulnerabilità del sistema bancario in Europa e i rischi di contagio" tra gli istituiti, sui depositi e sull'"intera economia", ha sottolineato il premier. Monti ha riferito che è emersa la necessità, alla luce della realizzazione dell'unione bancaria, di "rendere più ambiziosa la direttiva sulle procedure di liquidazione e ristrutturazione degli istituti di credito, coerente con l'approccio più avanzato del summit di giugno".

Fra le novità su cui si lavorerà da settembre c'è l'intervento diretto dell'Esm nella ricapitalizzazione delle banche", ha detto  Monti. All'Eurogruppo di questa notte tutti i ministri dlla Finanza dell'Eurozona "hanno confermato senza eccezioni o distinguo la volontà di sostenere la stabilità fiannziaria" attraverso lo scudo anti-spread su cui si era raggiunto l'accordo all'ultimo Consiglio Europeo,  ha sottolineato il premier.

"Come avete visto nello statement dell'Eurogruppo - ha spiegato Monti - esso conferma il percorso delineato il percorso delineato dal vertice del 28-29, con riferimento alle misure a breve termine per la stabilità dell'area euro. I ministri hanno confermato senza eccezioni o distinguo la volontà di sostenere la stabilità fiannziaria, in particolare attraverso l'attivazione dell'Efsf e poi dell'Esm per i Paesi adempienti alle raccomandazioni del semestre europeo".

L'attivazione sarà "condizionata al pieno e continuo rispetto del percorso di consolidamento fiscale e di riforme strutturali già contenuto nelle 'country specific raccomandation'".

I paesi 'virtuosi' potranno chiedere l'intervento del meccanismo anti-spread firmando un memorandum d'intesa leggero, "non un memorandum plus come quello dei paesi sotto assistenza, che sono soggetti alla troika".
Il premier Mario Monti continua a ritenere che l'Italia non avrà bisogno di fare ricorso allo scudo anti-spread ma ritiene che sarebbe "ardito" escluderlo di sicuro per il futuro. "Sarebbe ardito dire l'Italia non avrà mai bisogno di questo o di quel fondo. Il principio della prudenza induce a non dirlo", ha aggiunto.

L'Italia potrebbe avere bisogno di "un sostengo temporaneo con acquisti su mercato secondario e primario di titoli" per "contenere "le fluttuazioni degli spread" e non un aiuto per sanare "gli squilibri" e pagare gli stipendi degli impiegati pubblici "come in Grecia", afferma il premier Mario Monti

"Confido ancora che l'Italia - ha aggiunto Monti - essendosi messa sulla dura strada dei conti in ordine non si appresti ad avere bisogno di interventi del primo tipo, ma potrebbe avere bisogno di interventi del secondo tipo".
"Lo spread è tornato a salire dopo una parentesi positiva a seguito del vertice Ue di fine giugno anche per "le dichiarazioni di alcuni paesi", "senza riferirmi a nessuno in particolare", non "contenti" che riducono la portata agli occhi del mercato" dell'intesa, ha detto il premier Mario Monti. "Allora torna più chiaramente in mente ai mercati la fitta selva di possibili occasioni ostative fra un accordo politico e la concreta realizzazione di quell'accordo".

"Escludo di considerare una esperienza di governo, per quanto mi riguarda, che vada oltre la scadenza delle prossime elezioni. Naturalmente sono, e resterò anche dopo di allora, membro del Parlamento in quanto senatore a vita", ha detto il premier, rispondendo ad una domanda al termine dell'Ecofin.

Sulla stabilità economica dei Paesi, e sulla sua percezione nei mercati, avrà sempre più peso quella che potrà essere "la capacità di governance" del prossimo governo. Lo ha spiegato Mario Monti.

"Quale sarà la capacità di governance dell'Italia finita questa breve esperienza di governo ha un peso maggiore di quello che poteva avere nel novembre dell'anno scorso -ha spiegato il presidente del Consiglio-. Allora gli occhi erano concentrati su quello che questo governo sarebbe riuscito a fare o no. A gennaio sarà quasi irrilevante quello che questo governo riuscirà a fare e sarà dominante l'altra cosa".