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Il Pdl non vuole mollare il controllo del Cda Rai perché interessa al suo padrone: nuova fumata nera ma da domani voto ad oltranza

E' saltata la riunione della commissione di vigilanza Rai convocata per il rinnovo del cda Rai a causa dell'assenza del numero legale. Secondo quanto riferito da Giorgio merlo del Pd i parlamentari presenti erano venti e a "far mancare il numero legale è stato il radicale Marco Beltrandi".

Erano assenti i parlamentari della Lega Nord e del Pdl, questi ultimi riuniti in un'altra stanza per decidere la linea del partito. Per il numero legale è necessaria la presenza della metà più uno dei 40 membri della commissione. "L'atteggiamento irresponsabile del centro destra-ha proseguito Merlo - blocca la Rai, ha ragione Bersani a chiedere il commissariamento".

La commissione di vigilanza Rai è stata nuovamente convocata domani mattina, per le 9, per l'elezione dei componenti del consiglio di amministrazione della Rai. Lo ha deciso l'ufficio di presidenza della Commissione. Le votazioni saranno a oltranza.

Pasquale Viespoli (Coesione Nazionale) è stato nominato membro della Vigilanza Rai in sostituzione del senatore del Pdl, Paolo Amato. Secondo quanto si apprende, Viespoli ha ricevuto la lettera di nomina dal presidente del Senato, Renato Schifani, poco dopo l'ora di pranzo. E Schifani ha dato notizia della nomina, al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e al presidente della commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli.

Al capogruppo di Coesione nazionale a palazzo Madama, Pasquale Viespoli, la lettera di Schifani che gli comunicava la nomina è giunta poco dopo l'ora di pranzo. In poche righe, Schifani lo informa di aver provveduto a nominarlo componente della commissione e di averne dato dato comunicazione al presidente della Camera Gianfranco Fini e al presidente della commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli.

"Di fronte alla situazione di stallo creatasi ieri in commissione di Vigilanza Rai e alle giuste rimostranze della pubblica opinione, ho deciso, oggi, di dare il mio voto alla candidata Flavia Nardelli". Lo aveva annunciato stamane all'ANSA il senatore Paolo Amato (Pdl).

" Mi assumo apertamente, come è mio costume, la responsabilità di questa scelta, che è in linea con le mie convinzioni e con gli interessi generali della Rai", spiegava Amato. "La quale ha bisogno di amministratori disinteressati, autonomi e capaci. Detto questo, tengo anche a precisare che nelle votazioni di ieri ho invece seguito le indicazioni del mio gruppo".

Dopo le dichiarazioni di Amato il Pdl aveva annunciato che non avrebbe votato. Secondo il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, e il suo vice, Gaetano Quagliariello, la  sostituzione di Paolo Amato negli organismi nei quali rappresenta il Popolo della Libertà, ivi compresa la commissione Vigilanza Rai, comporta dei tempi tecnici ai quali per quel che è di nostra competenza adempiremo il più rapidamente possibile, ma che ci impediscono oggi di garantire lo svolgimento della votazione per il rinnovo del Cda".

"In un colloquio successivo alla sua sorprendente dichiarazione a un'agenzia -avevano dichiarato in una nota congiunta Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vicecapogruppo vicario del PdL al Senato - il senatore Amato ci ha comunicato la sua volontà di dimettersi dal gruppo del Pdl. La sua sostituzione negli organismi nei quali rappresenta il Popolo della Libertà, ivi compresa la Commissione Vigilanza Rai, comporta dei tempi tecnici ai quali per quel che è di nostra competenza adempiremo il più rapidamente possibile, ma che ci impediscono oggi di garantire lo svolgimento della votazione per il rinnovo del cda".

"Non ho rassegnato le dimissioni dal gruppo Pdl. Ho semplicemente preannunciato un voto in dissenso com'è accaduto tante volte, in questa legislatura, a deputati e a senatori del Pdl, senza che ciò comportasse alcunché". E' quanto si legge in una nota del senatore Paolo Amato.

Se oggi la Vigilanza non vota per il rinnovo del Cda della Rai l'azienda andrà commissariata, aveva detto poco prima il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, rispondendo ai giornalisti a Montecitorio. "Ho sempre detto che ora si deve procedere - spiega Bersani -, se c'è un impasse o la destra fa trucchi si commissaria, perciò attenzione, vediamo cosa succede oggi ma bisogna andare all'esito di questa storia sennò c'è una sola strada: il commissariamento".

Casini è d'accordo con Bersani: "Se la Vigilanza Rai non assolve ai suoi doveri di nomina, è giusto procedere al commissariamento della Rai per evitare deriva fallimentare". Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini lo ha scritto su twitter, commentando lo stallo in commissione bicamerale.

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