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Napolitano: impossibili riforme costituzionali ora. Pd soddisfatto, PdL un po’ meno

L'Italia voterà "nell'aprile del 2013" per eleggere il nuovo Parlamento. E' uno dei passaggi salienti della dichiarazione di Giorgio Napolitano, che lascia chiaramente intendere come la pensi sull'ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere, dicendosi preoccupato per le tensioni tra i partiti.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano esprime "preoccupazione" per la conflittualità crescente tra le forze politiche della maggioranza.

In una nota il Capo dello stato sottolinea come sia stato "altamente positivo che in un momento di grave difficoltà e di grande importanza per il nostro paese e per l'Europa, il Presidente del Consiglio rappresenta l'Italia a Bruxelles forte del mandato su cui si è registrata in Parlamento una sostanziale e larghissima convergenza. E' però preoccupante - osserva -che nello stesso tempo si vadano acuendo motivi di conflittualità e di polemica politica tra le forze sul cui sostegno poggia l'attuale governo".

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, guarda al delicato terreno delle riforme auspicando "vivamente che si giunga ad una conclusione positiva sul già concordato progetto di più circoscritte modifiche costituzionali, e che ad esso si congiunga un accordo, da portare all'approvazione del Parlamento, su quella nuova legge elettorale la cui necessità è stata riconosciuta dal più ampio arco di forze parlamentari da me consultate all'inizio dell'anno".

Le "legittime proposte di più radicale revisione costituzionale richiedono una ponderazione e un confronto di certo non immaginabili in questo periodo e clima di fine legislatura", così  Napolitano, sottolineando la necessita "di più circoscritte modifiche costituzionali".

"L'autonoma determinazione dei partiti e la libera dialettica parlamentare non possono evidentemente essere annullati o etero gestiti attraverso interventi fatti al di fuori della normalità del confronto in Parlamento", replica il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. E Gasparri: "Non sarebbe immaginabile - ha aggiunto Gasparri - limitare il diritto dei parlamentari di rafforzare i meccanismi di democrazia diretta, in coerenza con le proposte da lungo tempo al centro dei programmi politici ed elettorali". "Sono state illustrate nel Parlamento e davanti alla pubblica opinione iniziative per la elezione diretta del Presidente della Repubblica da parte dei cittadini. Su questo come su altri temi - ha concluso l'esponente Pdl - è più che legittimo chiedere che il Parlamento si esprima, con l'obiettivo di raggiungere ampie maggioranze e con il diritto di sottoporre comunque alle assemblee parlamentari tesi che rafforzano le regole della democrazia".

Per il senatore del Pd Stefano Ceccanti Napolitano ci ricorda ora saggiamente che l'ottimo è nemico del bene perché il gioco al rialzo produrrebbe inevitabilmente il nulla. Un nulla senza vincitori col Paese radicalmente sfiduciato dopo riforme promesse e non mantenute. Riprendiamo quindi subito senza esitazioni il filo spezzato ieri ritornando all'intesa precedente, l'unica -conclude Ceccanti- che possa ottenere i due terzi in Parlamento".

"Il presidente Napolitano ci ricorda ora saggiamente che l'ottimo e' nemico del bene perché il gioco al rialzo produrrebbe inevitabilmente il nulla. Un nulla senza vincitori col Paese radicalmente sfiduciato dopo riforme promesse e non mantenute.

Riprendiamo quindi subito senza esitazioni il filo spezzato ieri ritornando all'intesa precedente, l'unica -conclude Ceccanti- che possa ottenere i due terzi in Parlamento".