Press "Enter" to skip to content

La Germania al Consiglio europeo – Schäuble apre sul debito: ma serve un ministro Ue delle Finanze

"Abbiamo bisogno di decisioni concrete per una stabilizzazione a breve termine dei mercati finanziari, in particolare quelli del debito sovrano". La prima cosa che dice il Commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, arrivando al vertice di Bruxelles, è che bisogna fare presto a domare lo spread, anche se da Berlino fonti governative fanno sapere di ritenere eccessivo l'allarmismo di Roma e Madrid sui costi del rifinanziamento del debito pubblico.

Le misure straordinarie per gestire i tassi di interesse sui titoli di Spagna e Italia, insomma, non sono rimandabili. "Mi aspetto - ha aggiunto Rehn - che ci sia una decisione per un ulteriore passo verso la ricostruzione dell'unione economica e monetaria". E dalle pagine dell'edizione on line del Wall Street Journal il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble sembra concedere un'apertura: la Germania è pronta a discutere anche misure a breve termine per affrontare i problemi di finanziamento più acuti.

Schäuble spiega che "la Germania potrebbe accettare una qualche forma di mutualizzazione del debito non appena Berlino sarà convinta che il percorso verso la costituzione centralizzata di controlli europei sulla politica nazionale in materia fiscale sarà irreversibile - si legge sul Wsj - Questo potrebbe avvenire prima piena attuazione di modifica dei trattati".
"Dobbiamo essere sicuri che una politica fiscale comune sia irreversibile e ben coordinata - dice Schäuble - Non ci saranno vincoli congiuntamente garantita senza una politica fiscale comune". La Francia rinunci alla sovranità fiscale, insomma, e se ne può parlare. Ma fin dove si può spingere la Germania in questo Consiglio europeo? "Siamo disposti ad andare avanti per quanto sarà necessario per ottenere un accordo sostenibile in Europa", risponde Schäuble nel suo ufficio di Berlino.

Le sue parole - nota il Wsj - indicano che la Germania è più flessibile rispetto a quello che pensano molti osservatori in Europa dopo il discorso del cancelliere Angela Merkel al Bundestag". Di più, Schäuble nell'intervista al Wsj riconosce che l'Europa possa adottare misure a breve termine per fermare l'esodo di capitali privati dai mercati obbligazionari dei Paesi più in difficoltà, compresi gli acquisti diretti di Btp e Bonos con i fondi di salvataggio del Fondo europeo di stabilità finanziaria e tramite il meccanismo europeo di stabilità, sulla falsa riga del piano Monti illustrato al G20.

In cambio Berlino continua a volere una integrazione più profonda della politica fiscale nell'eruozona con un ampio accordo per trasferire il controllo dei bilanci alla Commissione europea. La Germania vuole evitare che in futuro i governi dei Paesi membri possano barare sui conti, insomma (caso Grecia) o promuovere le banche per difendere interessi nazionali (lo stree test spagnolo smentito dalla richiesta di 62miliardi di aiuti). Schäuble ripete che serve un commissario europeo per la politica fiscale, una sorta di super ministro europeo delle Finanze. Che, ma questo Schäuble  nell'intervista non lo dice, sarà inevitabilmente tedesco.

Sarà lui, secondo la proposta tedesca, a scandagliare i bilanci nazionali e, se non fossero in linea con le regole dell'Unione monetaria, a decidere sanzioni per gli 'Stati cicala'. Fincheé questi meccanismi non saranno operativi, è il ragionamento di Schäuble, la Germania non può essere ritenuta responsabile per i debiti degli altri.