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Congiuntura flash: Appalti pubblici, primo quadrimestre 2012

La Cna costruzione di Cagliari in una nota afferma che la crescita nel valore si muove solo grazie all’Anas che mette in gara nel 1° quadrimestre  340 milioni di euro. Male invece i Comuni: -20,2%. Province -61% e Aziende speciali -90%.

Quidi le maxi gare e riduzione della spesa della amministrazioni territoriali  aggravano la stagnazione.

Infatti, l’andamento dei bandi di gara del 1° quadrimestre 2012, fotografato dall’ufficio studi della CNA Sardegna, evidenzia una diminuzione nel numero -10% ma una crescita nel valore +97,5%.

I lavori mandati in gara passano dai 253 milioni del 1° quadrimestre 2011 ai 500 milioni dell’analogo periodo del 2012.

Risultato fortemente condizionato dalle maxi gare promosse dall’Anas che in soli 4 mesi ha mandato in gara in Sardegna oltre 340 milioni di lavori, ovvero quasi il 70% del mercato regionale.

Dato che si spiega con la pubblicazione, a febbraio e aprile 2012, di quattro grosse gare di importo unitario superiore a 50 milioni, relative ai lavori di adeguamento della strada a quattro corsie Sassari-Olbia (lotto 7-103 milioni, lotto 8-86,5 milioni, lotto 6-79 milioni, lotto 5-66,6 milioni).
Alla crescita dell’Anas fa da contraltare la forte contrazione nel valore degli importi mandati in gara dall’amministrazione centrale e dalle amministrazioni territoriali, rispettivamente -75% e  -44%.

In particolare sono diminuite del 61,4% gli importi dei bandi banditi dalle province, del 90% quelli delle aziende speciali e del 20% i comuni.
 Calo vertiginoso registra l’edilizia abitativa, dove la contrazione è stata del 100%, senza alcuna gara bandita nell’ultimo quadrimestre.

L’analisi - La crescita nel valore delle gare di appalto nel 1° quadrimestre – dichiarano Francesco Porcu , segretario regionale della CNA, e Mauro Zanda, presidente regionale di CNA Costruzioni – addebitabile per intero alle maxi gare per la Sassari-Olbia, purtroppo non produrrà effetti immediati sul fronte della spesa e in termini occupazionali.

Al netto dei dubbi riguardanti l’effettivo ovvio dei lavori, per le perplessità che ruotano intorno al tema della disponibilità delle risorse, sono opere che si realizzeranno negli anni a venire, per di più non in grado di incidere sull’occupazione (la realizzazione delle strade è a bassissima intensità di manodopera).

Se si escludesse questo dato, il mercato si ridurrebbe di 165 milioni di euro, segnando un calo rispetto al 1° quadrimestre 2001 dell’ordine del 35%.

Preoccupa – dichiarano i vertici di CNA – la contrazione delle gare d’appalto in grado di “muovere il mercato”, che sono quelle bandite dalle amministrazioni territoriali, province e comuni in primis.

Purtroppo – dichiarano Porcu e Zanda – la straordinaria difficoltà vissuta dal sistema degli enti locali, penalizzato dai limiti imposti dal patto di stabilità interno e dalle risorse sempre più risicate a disposizione dei comuni, aggraverà la condizione di stagnazione del settore.

La crisi degli appalti pubblici e la difficoltà delle pubbliche amministrazioni a regolare i pagamenti al sistema delle imprese, ancora contribuisce alla crescente moria di imprese edili.

Secondo l’ultimo rapporto congiunturale di CNA Sardegna, il 70% delle imprese del settore costruzioni ha subito nel 2011 forti contrazioni del volume d’affari. Com