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Obama chiama Monti e Merkel: ora crescita

Nel quadro dei contatti con i leader europei in preparazione del vertice G20 in Messico il 18-19 giugno, il Presidente Barack Obama ha ieri  telefonato al Presidente del Consiglio Mario Monti per uno scambio di idee sulla situazione economica. Entrambi si sono trovati d'accordo sull'importanza di rafforzare la capacità della zona euro di rispondere alla crisi e di stimolare la crescita in Europa. Hanno inoltre convenuto di rimanere in stretto contatto.

Il presidente americano ha telefonato, oltre che al presidente del Consiglio Mario Monti, anche alla cancelliera tedesca Angela Merkel per un confronto sulle condizioni economiche dell'eurozona.

Gli Stati Uniti sperano in "un'azione spedita nelle prossime settimane" delle autorità europee per affrontare la crisi del debito. Lo ha affermato il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney.

"Sembra che gli europei stiano agendo con un senso di urgenza e ciò è positivo" ha aggiunto Carney.

L'Europa deve agire unita contro la crisi ed è sbagliato l'atteggiamento dei paesi che chiedono conto delle politiche comunitarie solo al cancelliere tedesco Angela Merkel. Lo afferma il premier britannico, David Cameron, a Oslo per un incontro con il suo omologo norvegese, Jens Stoltenberg.

"Non credo sia giusto scaricare tutte le responsabilità su una persona, dobbiamo fare tutti la cosa giusta", ha dichiarato Cameron, aggiungendo che nella reazione della comunità europea alla crisi "la velocità è essenziale".

Il presidente americano Barack Obama ed il primo ministro britannico David Cameron giudicano "necessario" un "piano immediato" per la crisi dell'eurozona. Lo ha reso noto Downing Street dopo il colloquio telefonico che i due leader hanno avuto ieri sera.

Ma Draghi oggi ha replicato "L'Europa ha le sue responsabilità per la crisi ma anche gli altri paesi hanno i loro problemi. Quindi non è giusto, equilibrato, dire che l'Europa è la causa principale della crisi" ha detto Draghi.

Il presidente americano, Barack Obama, non sosterrà l'estensione degli sgravi fiscali per i più ricchi dell'era Bush. E non c'è alcuna divergenza fra Obama e l'ex presidente Bill Clinton su questo tema. Lo afferma il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, parlando - secondo quanto riporta la stampa americana - dall'Air Force One. Bill Clinton ha proposto di prorogare temporaneamente i tagli delle tasse, che scadono a
gennaio, anche a favore anche dei più ricchi. In questo modo, osserva l'ex Presidente,  si può garantire al Legislatore tempo sufficiente per raggiungere un'intesa su una estensione degli sconti fiscali a lungo termine, escludendo in questo caso i numerosi milionari americani.

Tuttavia, l'approccio di Clinton e' diverso da quello di Barack Obama. L'inquilino della Casa Bianca, nei mesi scorsi, aveva lanciato la proposta di escludere dai tagli fiscali chi guadagna piu' di 250mila dollari l'anno, facendo notare che gli americani benestanti hanno il dovere di contribuire agli sforzi per contenere il deficit.