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Calcioscommesse, Il premier Monti finalmente è d’accordo sulla realtà e afferma: “Il calcio andrebbe sospeso”

E' un affondo deciso quello del premier Mario Monti, che affronta il problema del calcioscommesse a margine della conferenza stampa dopo il vertice italo-polacco:  "Bisogna riflettere e valutare se non gioverebbe per due-tre anni una totale sospensione di questo gioco. È particolarmente triste e fa rabbrividire quando il mondo dello sport, che dovrebbe esprimere i valori più alti, si rivela un concentrato di fattori deprecabili - ha proseguito -. In questi anni abbiamo assistito a fenomeni indegni".

"Abbiamo assistito di recente a un invisibile ricatto pieno di omertà, con giocatori che si inginocchiati di fronte a chissà quali minacce da parte di poteri occulti", dice Monti, che torna sui fatti di Genoa-Siena, quando i giocatori della squadra di casa furono costretti dagli ultras a togliersi la maglia. Monti ha definito questa vicenda "uno spettacolo spaventoso, è necessario un approfondimento".

Dunque, un attacco frontale nel quale Monti sviluppa anche tematiche economiche: "Trovo inammissibile, e me ne sono occupato anche quando svolgevo il ruolo di commissario europeo, che vengano usati soldi pubblici per ripianare i debiti delle società di calcio".

Monti amplia il discorso anche alle problematiche generale del paese: "Profonda tristezza e un invito a guardare in noi stessi. È così facile per i cittadini italiani non impegnati in attività politiche e sono la grande maggioranza localizzare tutti i mali dell'Italia nella politica. È un errore. Ci sono gravi difetti nella politica, ma in un Paese non esiste tra politica e società civile quella separatezza che a volte si trova comodo pensare che è esiste".

In manette Mauri e Milanetto e indagati Criscito, Bonucci, Vieri e Conte

"Credo sia giusto ricostruire quello che è successo nel giorno che precede l'ufficializzazione della spedizione azzurra per gli Europei". Tenta di mantenere la serenità abituale, ma la voce di Demetrio Albertini a fine mattinata è quella di un mezzo funerale: la Polizia ha portato un avviso di garanzia nel ritiro della nazionale. E dagli azzurri è appena stato escluso Mimmo Criscito.

Anche l'ex giocatore Bobo Vieri risulta iscritto nel registro degli indagati della Procura di Cremona nell'ambito dell'inchiesta su calcioscommesse. Il nome di Vieri era stato fatto nella prima fase dell'inchiesta nel corso di una telefonata tra Antonio Bellavista e Ivan Tisci, il cui contenuto è depositato nell'ordinanza con cui il gip Guido Salvini dispone nuovi arresti.

"Questa mattina alle 6.20 ho ricevuto la telefonata che mi preannunciava l'arrivo della polizia. Si sono presentate due macchine della polizia che hanno chiesto di consegnare un avviso di garanzia a Criscito, abbiamo dovuto svegliare il ragazzo.

Non è questo il luogo dove accadono queste cose e non avremmo voluto vivere questa giornata e sono iniziati gli accertamenti. C'è il dispiacere della famiglia e l'incredulità del ragazzo. Alle 9.15 la polizia aveva terminato la procedura e abbiamo fatto le valutazioni del caso, partendo dal fatto che era stato consegnato un avviso di garanzia", ha sottolineato Albertini, spiegando quanto avvenuto questa mattina a Coverciano.
 "Il nostro giocatore, per me un ragazzo straordinario, ha avuto l'opportunità in questo momento, con una tempistica un po' anomala, attraverso l'avviso di garanzia di potersi difendere e prendere le decisioni con i suoi legali. Il fatto che Criscito non partirà per gli Europei è un atto dovuto nel momento in cui vengono svolte le indagini. Criscito -ha aggiunto Albertini- ha già parlato con i suoi legali, abbiamo fatto le valutazioni tutti insieme, Mimmo l'ho trovato abbastanza provato, ma sereno per quello che potrà discutere con il Pm della sua posizione. Mi ha spiegato alcune cose e credo alla sua versione e alla sua innocenza".

"Non porto Criscito perché avrebbe vissuto una pressione che nessun essere umano può reggere. Non è assolutamente sereno", ha detto in serata il ct Cesare Prandelli per spiegare l'esclusione di Criscito dalla lista per gli Europei: "L'altro motivo è che avrebbe potuto essere chiamato dai pm in qualsiasi momento, prima di una partita".

"Ho parlato con Bonucci; lui è già stato sentito a Bari, è tranquillo. E lo siamo anche noi", ha detto Prandelli dopo la notizia che indica anche il difensore della Juve indagato a Cremona. Per ora il giocatore resta nel gruppo: "Al momento, non ha ricevuto comunicazioni".

"Sul ragazzo ho pochi dubbi. Per quello che lo conosco, oltre ad essere un grande calciatore, è una grande persona", commenta a caldo il tecnico dello Zenit San Pietroburgo, squadra dove milita Domenico Criscito, Luciano Spalletti. "Se metterei la mano sul fuoco? Sì, lo farei - ha aggiunto - mi dispiace per il calciatore e da tifoso per le nazionale ma è chiaro che è giusto che la magistratura faccia il suo lavoro e lo faccia bene".

Un altro giocatore della Nazionale è indagato nell'indagine sul calcioscommesse: è il difensore della Juventus Leonardo Bonucci. L'iscrizione, secondo quanto si apprende, è stata fatta formalmente dalla procura di Cremona ma gli atti verranno girati quanto prima alla procura di Bari.

La procura di Bri e' titolare del fascicolo d'indagine che riguarda la squadra pugliese, in cui militava Bonucci all'epoca dei fatti. Spetterà dunque ai magistrati pugliesi vagliare la posizione del giocatore, chiamato in causa dal suo ex compagno di squadra al Bari Andrea Masiello.

Di Bonucci si parla anche nell'ordinanza con cui il Gip di Cremona Guido Salvini ha emesso 19 provvedimenti restrittivi, tra cui gli arresti per Mauri e Milanetto. Sentito dai pm cremonesi lo scorso 15 marzo - scrive il Gip - Masiello ha raccontato che in occasione di Udinese-Bari del campionato 2009-10, il ristoratore Di Tullio (indagato a Bari, ndr), gli propose di manipolare l'incontro. "Io - mette a verbale Masiello - girai la proposta ai miei compagni di squadra trovando dei consensi. Ne parlai con Bonucci, Salvatore Masiello, Belmonte e Parisi. Arrivati ad Udine, Salvatore Masiello contattò telefonicamente Simone Pepe, giocatore dell'Udinese (ora alla Juve, ndr) chiedendogli 'se voleva acquistare una Ferrari' ".

La combine, dice Masiello, alla fine saltò. "Per quanto non avessimo raggiunto l'accordo con i calciatori dell'Udinese, almeno per quello che mi era stato riferito, io, Bonucci, Belmonte e Parisi giocammo per raggiungere il risultato a cui mirava Di Tullio, agevolando la segnatura di tre reti". Le dichiarazioni di Masiello, scrive il Gip Salvini, "indicano altri giocatori 'corrotti' della sua compagine (il Bari, ndr), anche in stagioni precedenti, tra cui il difensore della Juventus e della Nazionale italiana Leonardo Bonucci".

Leonardo Bonucci resta tra i 25 azzurri convocati per Italia-Lussemburgo. Il difensore azzurro, indagato della procura di Cremona nell'inchiesta calcioscommesse, non ha ricevuto - come era stato per Criscito - alcun avviso formale da parte delle procure. Stasera si è allenenato a Parma. E domani, quando Prandelli sceglierà i due tagli? "Se Bonucci sta bene, domani sarà nella lista dei 23 per l'Europeo", ha detto il ct dell'Italia.

Altro indagato, Kakha Kaladze. Il giocatore si dice "totalmente estraneo" ai fatti a lui contestati nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse. "Il signor Kakha Kaladze - affermano i suoi legali, Marco Mariano e Eduardo Mariani in una nota - intende rappresentare pubblicamente la propria assoluta estraneita' ai fatti così come apparsi sugli organi di stampa". I legali precisano che Kaladze, che si trova in Georgia, "si è immediatamente posto alla incondizionata disposizione dell'Autorità Giudiziaria procedente, al fine di poter chiarire la propria posizione senza che alcuna ombra, neppur di lato sospetto, possa residuare in relazione alla propria condotta morale, giudiziaria e sportiva".

"Al calcio viene molto poco dalle scommesse - è la considerazione di Albertini, forse poco opportuna in una giornata come quella di oggi  - Siamo stati superficiali a introdurle, alcune persone vengono coinvolte in meccanismi più grandi di loro". "Quello su eventuali passi indietro sulle scommesse - ha aggiunto - è un discorso che si sta facendo. Non si torna indietro ma è fondamentale limitare alcune situazioni. In una riunione della commissione Cio, sulle scommesse e lo sport ho sentito solo cose negative".

Questa mattina gli uomini della Polizia di Stato di Cremona, Brescia, Alessandria, Bologna e del Servizio Centrale Operativo (SCO) hanno eseguito 19 arresti per custodia cautelare e numerose perquisizioni in tutta Italia e all'estero, nei confronti di appartenenti ad una organizzazione transnazionale dedita alla combine di partite di calcio in Italia e in diversi altri Stati. A finire in manette, tra gli altri, sono stati il capitano della Lazio, Stefano Mauri, e il padovano Omar Milanetto. In mattinata il blitz della polizia nel ritiro della nazionale a Coverciano.

Tra gli indagati, quasi 150, il difensore degli azzurri attualmente allo Zenit Pietroburgo, Domenico Criscito, l'attaccante del Genoa Giuseppe Sculli e l'allenatore della Juventus, Antonio Conte. La casa genovese del calciatore è stata perquisita all'alba dagli uomini della squadra mobile, cosi' come quella del giocatore del Chievo, Sergio Pellissier. Perquisita anche l'abitazione di Antonio Conte: l'allenatore è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Il suo coinvolgimento risale al periodo in cui era allenatore del Siena
Questa nuova operazione riguarda in particolare le partite Brescia-Lecce del 27 febbraio 2011 finita 2-2, Palermo-Bari del 7 maggio 2011 finita 2-1, Lazio-Genoa del 14 maggio finita 4-2 e Lecce-Lazio del 22 maggio finita 2-4 per quanto riguarda la serie A e Novara-Siena del 1 maggio finita 2-2 per la serie B.

Il gruppo degli 'ungheresi' arrestati oggi nell'ambito dell'inchiesta di Cremona sul calcioscommesse "non ha scalzato gli 'zingari' ma rimpolpato i ranghi" dell'organizzazione che cercava di truccava le partite di calcio per conto degli scommettitori di Singapore. Gli ungheresi entrano in gioco quando "una parte consistente dell'organizzazione degli zingari viene arrestata tra maggio e giugno 2010". In libertà rimangono Amir Gecic e Hristian Ilievsky, che affiancati dagli 'ungheresi', continuano ad operare in Italia e cercare di truccare partite su mandato dell'organizzazione di scommettitori di Singapore guidata da Tan Set Eng.

"Per la partita Lazio-Lecce l'organizzazione ha guadagnato due milioni di euro e c'erano 600mila euro per corrompere i giocatori", ha detto il procuratore di Cremona Roberto di Martino nel corso della conferenza stampa sull'inchiesta 'New last bet' sul calcioscommesse.

Il procuratore ha riferito inoltre che "ci sono delle dichiarazioni de relato di un collaboratore ungherese che sostiene che per quella partita fossero coinvolti i vertici dei club", sottolineando ai cronisti che gli chiedevano di un coinvolgimento di dirigenti e società: "Non posso escludere nulla". Attualmente, comunque, i vertici delle società non risultano indagati.

 "A quanto conosciamo ad oggi non risulta che Antonio Conte faccia parte di questo quadro preoccupante". In serata per difendere Conte scende in campo il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, in una breve conferenza stampa a Vinovo. Quanto sta emergendo è un quadro "preoccupante per il mondo del calcio che anche noi seguiamo con apprensione e amarezza" ma il club bianconero resta convinto che Conte sarà il tecnico anche nella prossima stagione, "innanzitutto perché dai fatti che abbiamo avuto modo di leggere il ruolo che sarebbe attribuito ad Antonio Conte è vicino all'insignificante". E poi, dice Agnelli, "lo conosciamo da 20 anni".

"La mia storia calcistica da calciatore e allenatore parla chiaro - dice invece l'allenatore campione d'Italia - Col Siena l'anno scorso ho vinto il campionato con tre giornate di anticipo con grande sacrificio, sudore, lacrime e soddisfazione. Ribadisco l'assoluta estraneità ai fatti sia mia sia dei miei calciatori, nessuno e niente rovinerà quell'annata straordinaria". L'allenatore bianconero, tirato in ballo dal 'pentito' Filippo Carobbio, non ci sta: "E' nota la mia onestà, correttezza e integrità morale sia da calciatore

che da tecnico, lo si può chiedere ai miei compagni, ai miei calciatori e anche gli avversari chi è Conte". Poi la stoccata i magistrati:  "Sono stato indagato per associazione a delinquere, ho avuto una perquisizione in casa e io non c'ero neanche. Ho letto il provvedimento e ho visto le poche parole scritte, ma la prima domanda che mi è sorta è: come mai non sono stato chiamato dal pm di Cremona prima di subire una perquisizione e di diventare indagato?".