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Amalia Schirru (Deputata PD): Interrogazione per il personale di pulizia delle basi militari sarde: basta con gli appalti bimestrali e i ritardi nei pagamenti

“L’annoso problema degli appalti di pulizia delle basi militari sarde va risolto urgentemente. Il personale lavora con appalti di uno o due mesi, con costi ribassati anche del quaranta per cento, e con stipendi decurtati e ore ridotte. Già nel 2010 avevo chiesto ai Ministri del lavoro e della Difesa un impegno perché venisse data stabilità alle gare e per superare l'incertezza e precarietà in cui questi lavoratori e le loro famiglie vivono da tempo.

Ad oggi i lavoratori delle pulizie del Comando R.S.S.T.A. Decimomannu Sezione Poligono Capo Frasca, Sezione Deposito Armamenti di Serrenti, Distaccamento Aeroportuale di Elmas e Alghero, dopo numerose gare d’appalto mensili sempre più al ribasso, si trovano nelle medesime condizioni, con gare quasi mensili, tagli ai contratti in essere e sulle nuove gare d’appalto. E continuano a pagarne il prezzo più alto, con la riduzione del già contenuto salario, o con il rischio di licenziamento. A ciò si aggiungono i gravi ritardi nel pagamento delle retribuzioni che costringono ad estreme prese di posizione, come i sit-in e i presidi anche notturni davanti ai cancelli delle basi, vedi il caso recente della giovane donna accampata presso la base di Villaputzu.

Abbiamo perciò presentato una nuova interrogazione, firmata tra gli altri anche dai Capigruppo PD in Commissione Difesa Rugghia e in Commissione Lavoro Damiano, chiedendo ai Ministri di predisporre urgentemente il pagamento diretto degli stipendi arretrati, richiamando ai propri obblighi le Aziende appaltatrici, che spesso si dileguano senza lasciar traccia.

Occorre attivarsi seriamente per terminare il meccanismo fallimentare degli appalti bimestrali, che getta i lavoratori nella precarietà e non offre garanzie di continuità ed efficienza dei servizi neppure all’amministrazione della difesa.

Ricordo che il Ministero ha l’obbligo di adeguare i capitolati speciali d’appalto, aggiornando i prezzi a quelli che sono i reali costi fissi del lavoro (retribuzioni e contribuzione), nonché sul fronte sicurezza.  Il Governo deve approntare opportune verifiche e attività di controllo verso i relativi comandi militari, per l’indizione di regolari gare d’appalto dalla durata triennale, attraverso la modalità della miglior offerta, valutabile su elementi diversi, dall’ubicazione in loco della sede legale-amministrativa, al merito tecnico/organizzativo/funzionale e di qualità, esplicitando e sottolineando l’esclusione delle offerte anomale di ribasso rispetto alla prestazione e remunerazione del personale, nel rispetto dei contratti nazionali, delle norme per la sicurezza sul lavoro, e contributive previdenziali.

Dobbiamo rispondere con urgenza a questi lavoratori – monoreddito, e soprattutto donne, alcune delle quali sole e con figli a carico – che si trovano costretti a indebitarsi per far fronte alla sopravvivenza propria e della loro famiglia, aggiungendo alla precarietà dei contratti e all’esiguità degli stipendi, l’incertezza di un futuro dignitoso e il rischio concreto della vera povertà.”