Tornata la calma in Aula al Senato e ripreso il suo discorso, il presidente del Consiglio, Mario Monti ha annunciato di voler cogliere il monito dei cartelli esposti dalla Lega (Basta tasse) per annunciare l'apertura dell'Italia, in sede europea, alla tassa sulle transazioni finanziarie, dicendo che "non sarà la strada per arrivare al 'basta tasse' del monito rivoltomi, ma a nessuno, o almeno a nessuno tra quanti ascoltano, che questo è uno dei modi per poter realizzare il 'meno tasse' su famiglie e imprese".
"In sede europea - ha infatti spiegato il premier - uno dei modi per arrivare, se non a 'basta tasse', perché sarà impossibile, a 'meno tasse' su chi produce e sulle famiglie è anche quello di avere una fiscalità estesa anche al mondo della finanza e della grande finanza. Mi richiamo al monito 'meno tasse' - ha quindi aggiunto Monti - dicendo che in sede europea si è sottolineato che un modo per avere meno tasse su imprese e famiglie è anche quello di non considerare al di là di ogni ipotesi la tassazione sulle grandi operazioni finanziarie.
Dopo la delegittimazione nel 2003 da parte di Germania del patto di stabilità "è impossibile tracciare un confine tra paesi totalmente virtuosi e paesi totalmente peccaminosi" ha dichiarato nell'Aula del Senato il presidente del Consiglio Mario Monti. Nel corso del vertice ha spiegato Monti "si e' stabilito un quadro più rigoroso sulla disciplina delle finanze pubbliche.
Esisteva prima del Consiglio europeo e si è confermata una linea di divergenza in seno all'Unione. A giudizio della Germania questo solo fatto avrebbe tolto le ansie ai mercati e tradotto in un rallentamento delle tensioni. La visione di molti Stati membri, tra cui la nostra, era differente: la credibilità della disciplina è un elemento essenziale".
Volevo segnalare - ha detto Monti - che ho notificato in sede europea che l'Italia è disposta a cambiare la propria posizione: L'Italia, e in particolare il passato governo, ha tenuto una posizione contraria all'ipotesi della tassazione sulle transazioni finanziarie, la Tobin Tax. L'Italia - ha quindi annunciato Monti - è pronta a riconsiderare questa posizione e a unirsi a quelli che vorrebbero, sul piano almeno europeo, un'adeguata tassazione sulle transazioni finanziarie".
L'Italia è "disposta a cambiare posizione rispetto al precedente governo che era
contrario alla Tobin tax, la tassazione sulle transizioni finanziarie". Così nell'Aula del Senato il presidente del Consiglio Mario Monti nel corso dell'informativa sugli esiti del Consiglio europeo della scorsa settimana. "Ho notificato in sede europea - dichiara il premier - che l'Italia è disposta a riconsiderare la propria posizione sul tema. Dopo una attenta valutazione abbiamo segnalato che l'Italia è pronta a unirsi a quelli che vorrebbero la Tobin tax".
Mario Monti ha concluso il suo intervento in Aula al Senato annunciando la propria disponibilità a incontrare il Parlamento "in via preventiva" prima dei prossimi Consigli d'Europa, non dopo, come successo per quello dell'8 e 9 dicembre, esigenza dettata dalla "straordinaria urgenza", ma questo non è bastato a sedare gli animi dei leghisti che hanno protestato contro il presidente del Consiglio per tutta la mattina. A fine intervento, infatti, i senatori del Carroccio hanno intonato il tradizionale coro 'Vergogna, Vergogna', mentre il resto dell'Aula applaudiva il premier.





