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Presidente provincia Sassari Alessandra Giudici

In una nota il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, sostienche che: “Convengo con chi sostiene che la discrezionalità riservata al pubblico amministratore nell’esercizio delle proprie scelte non può sconfinare nell’arbitrio. Esiste la legge, anzitutto, e poi criteri di ragionevolezza e opportunità che giustifichino ben al di là della legge ogni atto compiuto. Esiste anche il dovere di rendere conto alla comunità, in nome di quei principi di trasparenza e di correttezza che sono alla base di un corretto rapporto tra amministratore e amministrati, tra rappresentante e rappresentati, tra eletto ed elettori.

La politica spesso si nutre di sospetti, di veleni e di scontri personali, oltraggiando l’onorabilità altrui pur di indebolire un’amministrazione, modificare un assetto di potere e tenere tutto costantemente in discussione. Quando l’informazione sceglie la via del pettegolezzo, trasformando i mormorii in notizie e i malumori in verità indiscutibili, preferisco tacere. Mi arrendo consciamente alla consapevolezza, maturata in questi anni, che replicare a un articolo di giornale volutamente forzato e di parte, quando non infondato, significa offrire ulteriore spazio a chi vuole gettare discredito senza sentirsi in dovere di mettere insieme tutti gli elementi necessari per raccontare qualcosa che somigli, almeno lontanamente, alla realtà.

A chi mistifica la verità per scelta, a chi da un oltre un anno utilizza ogni argomento pur di screditare me, la mia amministrazione e i miei più stretti collaboratori, senza ritenere di dovermi mai ascoltare, ritengo di non dover più rendere conto. Al contrario, la lettere apparsa oggi sulla Nuova Sardegna, a firma di Giancarlo Casalini, mi ricorda invece di un mio preciso dovere: quello di rendere conto alla comunità, come già detto, di ogni atto che compio in qualità di pubblico amministratore.

Entro nel merito specifico della questione posta dal dottor Casalini. Il primo argomento, che torna ciclicamente nel dibattito interno a questa amministrazione e che oggi si ripropone in conseguenza di una sentenza della Corte dei Conti della Toscana – mi lascia assolutamente serena. Sono sicura di poter dimostrare in qualsiasi momento e in qualunque sede, carte alla mano, che la nomina di Ezio Schintu a direttore generale è non solo legittima, ma ampiamente giustificata – rispetto a ogni disposizione di legge ma anche rispetto ai sopra menzionati e non secondari criteri di  ragionevolezza e di opportunità – dal suo ampio curriculum. Le analogie che si vogliono far emergere tra questo caso e quello del Comune di Pontassieve sono molte meno rispetto alle differenze che spiegano da un lato la sentenza della Corte dei Conti della Toscana, lasciandomi dall’altro nella convinzione di aver agito correttamente.

Ma se il problema che pone il dottor Casalini, come pare, non riguarda la legittimità o meno dell’attuale direttore generale a ricoprire quell’incarico, allora stiamo affrontando un altro argomento e trovo doveroso, tanto nei riguardi del direttore generale che nei confronti del dottor Casalini e di tutti gli altri cittadini che possono trovarsi nel dubbio, fare chiarezza.

Se non è in discussione che Ezio Schintu possa fare il direttore generale, infatti, non vedo per quale motivo non avrei dovuto scegliere di avvalermi di una persona che gode della mia massima stima e della mia piena fiducia. Mi chiedo, e chiedo, perché dovrei privarmi della collaborazione preziosa e leale di chi ha maturato sul campo, attraverso la lunga esperienza amministrativa e gestionale che emerge dal suo curriculum – a disposizione di chiunque sul sito dell’ente – le competenze necessarie, quelle sì, a ricoprire un ruolo tanto delicato da essere affidato a una nomina di tipo fiduciario.

Non mi interessa il paragone con altri suoi omologhi, né trovo giusto che si trancino giudizi su persone che non si conoscono. Trovo invece esemplare la dedizione di Ezio Schintu al lavoro che è stato chiamato a svolgere per mia precisa volontà, contribuendo attivamente a quel processo di innovazione della macchina amministrativa che perseguiamo con ostinazione grazie anche a progetti e attività di cui Ezio Schintu è stato ispiratore, dando origine a processi sperimentali, collaborazioni e attività di formazione di cui oggi si avvantaggiano tutti i dipendenti, a iniziare dai dirigenti. Compreso il direttore, che lo fa con l’umiltà evocata nella lettera del dottor Casalini e senza produrre alcun costo aggiuntivo.

Tutto il resto sono chiacchiere. Quelle di cui spesso e volentieri si nutre la politica e di cui un po’ troppo frequentemente si occupa l’informazione. E a me non interessano”. Com