vertici di Confindustria Sardegna e Cgil, Cisl e Uil Sardegna si sono incontrati questa mattina per confrontarsi sulla situazione economica e politica a fronte del crescente senso di malessere di imprese e lavoratori verso l’attuale situazione economica e politica.
“Le Parti Sociali – si legge nella nota - hanno condiviso come il perdurare della crisi stia mettendo a dura prova la tenuta del sistema produttivo regionale già provato da molti anni di politiche incoerenti e spesso inconsistenti, e da mancate riforme. Le vicende degli ultimi giorni non hanno fatto che aggravare il quadro complessivo Confindustria – Cgil, Cisl e Uil regionali hanno fortemente criticato il mancato riconoscimento dei trasferimenti nazionali e la non assegnazione dei fondi Fas, risolta solo in parte dalla tardiva riunione odierna del Cipe”.
Al centro dell’incontro anche le criticità sul fronte dei trasporti e della continuità territoriale merci e passeggeri. Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, si sono dette preoccupate “di fronte ai ritardi della spendita delle risorse comunitarie e a politiche energetiche e di infrastrutturazione inconcludenti. Le misure anti crisi adottate anche a livello regionale si sono rivelate insufficienti, parziali e certo non in grado di incidere positivamente sulla ripresa in quanto non le si è affiancate con interventi di riforma strutturale Il quadro che emerge è sconfortante. Imprese e lavoratori stanno facendo la loro parte esprimendo vitalità e impegnandosi quotidianamente per dare il loro contributo ad una ripresa che sembra però lontana”, ma si dicono delusi per quanto sta accadendo e convinti che vi siano responsabilità diffuse a livello regionale e nazionale per politiche pro crescita largamente insufficienti e carenti.
“Le prospettive di tagli sul bilancio regionale per 800 milioni di euro configurano – hanno dichiarato - una situazione sarda che rischia di diventare insostenibile e ciò richiede un intervento immediato. Confindustria e Cgil, Cisl, Uil regionali concordano che questo non possa essere fatto senza un Patto tra e con le parti sociali costruito però su basi totalmente diverse da quelle che sono state poste dalla politica”. Ritengono infatti vi sia l’esigenza di un sostanziale cambiamento nei comportamenti e nelle politiche, un “cambio di passo” e di atteggiamento. “Vi è la necessità – hanno aggiunto - di creare una reale cesura tra le politiche finora programmate che si sono rivelate inadeguate, individuando poche cose da fare in grado di assicurare prospettive per il sistema produttivo regionale, il mantenimento e la creazione di nuova occupazione”.
Confindustria – Cgil, Cisl e Uil regionali hanno pertanto concordato di lavorare insieme, coinvolgendo anche le altre parti sociali interessate, su una proposta di progetto di sviluppo per la nostra regione che sia il risultato della propria visione del futuro di questa regione. “Un progetto – hanno concluso - che non sia il risultato di tavoli gestiti dalla Regione , ma sia il frutto del lavoro e della condivisione di tutte le Parti Sociali che verranno invitate a dare il loro fattivo contributo”. Com.