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Il provvedimento approvato in Commissione bilancio

La commissione Bilancio del Senato ha approvato la manovra, che sarà esaminata stamattina dall'Aula a partire dalle 9:30. La commissione ha approvato tutti gli emendamenti del relatore, due dei quali sono stati riformulati, nonche' una delle proposte di modifica delle opposizioni, riguardante le sentenze inappellabili.

Approvati tutti gli emendamenti del relatore, alcuni dei quali sono stati riformulati. E' stata trovata la mediazione sulla norma della manovra che riguarda il patto di stabilità interno, con la ridefinizione di alcuni dei criteri che servono a individuare gli enti locali virtuosi. La misura aveva creato malumore tra i senatori meridionali del Pdl e aveva costretto alla sospensione dei lavori in commissione nella notte. Dopo un'impasse durata qualche ora, al termine di un vertice di maggioranza cui ha preso parte anche il presidente del Senato Renato Schifani, è stata però trovata la quadra. Sono stati modificati dalla commissione anche gli emendamenti riguardanti l'ammortamento per le concessionarie e l'imposta di bollo sui depositi titoli.

La manovra finanziaria presentata dal governo e' un "passo importante" per risanare i conti pubblici dice ancora il governatore ma "avendo anticipato le usuali scadenze" per Mario Draghi occorre "definire in tempi rapidissimi il contenuto delle ulteriori misure volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014". A questo infatti "soprattutto guardano oggi i mercati".

Il governatore di Bankitalia lancia poi un allarme: "Esistono rischi che questi provvedimenti distorcano l'impianto della correzione, opportunamente basato sostanzialmente su tagli delle uscite". Se non si "incide anche su altre voci di spesa" secondo Draghi "il ricorso alla delega fiscale e assistenziale per completare la manovra 2013-2014 non potra' pero' evitare un aumento delle imposte".

Il numero uno di Palazzo Koch esorta pero' anche a innalzare il "potenziale di crescita della nostra economia" - come devono fare anche gli altri Stati dell'Ue - "mediante la messa in campo tempestiva di politiche strutturali incisive e credibili, con comportamenti coerenti di tutti i protagonisti della vita politica e produttiva".

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