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Sui ministeri al Nord il Sindaco di Roma dice ora basta con questa farsa.

"Italia dei Valori ha presentato due mozioni per impegnare il governo a non trasferire i ministeri al Nord e per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan e dalla Libia". Antonio Borghesi annuncia la sfida al Governo lanciata da Italia dei Valori: "Il governo - dice - sostiene che c'è pieno accordo tra Bossi e Berlusconi, come anche tra Pdl e Lega. Vedremo come voteranno". Anche il Pd pensa ad una mossa analoga, mentre dalla Cei arriva un nuovo monito alla Lega Nord all'indomani del raduno di Pontida.

"La Lega ha chiesto il ritiro dall'Afghanistan e la fine della partecipazione alla missione in Libia, arrivando a condividere le nostre stesse posizioni. Vedremo se le parole di Bossi sono un bluff e se il Carroccio dice sciocchezze oppure se mantiene la posizione".

In ambiente parlamentare intanto si dice che probabilmente domani il Pd presenterà alla Camera un ordine del giorno al decreto sviluppo e chiederà un voto dell'aula contro lo spostamento dei ministeri al Nord proposto dalla Lega.

 "La Chiesa deve da un lato frenare queste mire secessionistiche, dall'altro deve rimotivare dall'interno, con forte valenza biblica, la passione dell'intraprendere dei cristiani". Questo il commento al raduno leghista di Pontida del vescovo Giancarlo Maria Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace, che, intervistato da 'Radio vaticana', ritiene che la proposta di spostare i ministeri al nord sarebbe "un gesto di grandissimo disprezzo del Sud".

Eppure, la prima pagina della Padania, all'indomani del discorso di Umberto
Bossi a Pontida, non lascia dubbi: è la questione del trasferimento di alcuni
ministeri, o di loro sedi, al Nord che rende particolarmente difficili due passaggi che in rapida successione forniranno l'occasione di un 'tagliando' sullo stato di salute della maggioranza. Un voto di fiducia ci sarà domani mattina, alla Camera, ma sarà quello sul decreto Sviluppo mentre la vera e propria verifica, quella auspicata da Napolitano a ridosso dell'allargamento della squadra di sottosegretari, comincerà nel pomeriggio al Senato, sulla base delle comunicazioni del presidente del Consiglio.

Ad Alemanno e Polverini si rivolge Fabrizio Cicchitto quando dice che chi raccoglie le firme a Nord e chi le raccoglie a Roma "dovrebbe piuttosto occuparsi dei problemi di Roma e della Regione". E anche Ignazio La Russa, coordinatore Pdl, invita i due a considerare che "è sbagliato agitarsi se ancora non piove e, in quel caso, aprire l'ombrello porta sfortuna". La Russa aggiunge un'indicazione non secondaria quando osserva che "è prematuro anche perché - annota - magari non pioverà mai".

Insomma, vige il vecchio adagio 'Bossi a Pontida tuona per il popolo leghista': i fatti nei palazzi della politica, poi, sarebbero differenti. 

Ma ad Alemanno le parole non bastano più: "Domani ci sarà anche un ordine del giorno al decreto sviluppo, proposto dal Pdl, contro lo spostamento dei ministeri", dice il sindaco di Roma a margine dell'avvio della raccolta di firme contro la proposta avanzata dalla Lega.

La determinazione - vera o finta che sia - di Bossi fornisce però ispirazione a Scilipoti, che domanda perché non trasferire sedi ministeriali anche al Sud e nelle Isole.

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