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Procura: Sì alla scarcerazione di Michele

La Procura della Repubblica di Taranto ha dato parere favorevole alla richiesta di scarcerazione per Michele Misseri presentata in mattinata dal suo avvocato, Franco De Cristofaro.

Ora la parola passa al gip Martino Rosato che ha cinque giorni di tempo, non perentori, per disporre la liberazione del detenuto che è in carcere dal 7 ottobre scorso data in cui fece trovare in fondo a un pozzo il corpo della nipote Sarah Scazzi. In quella stessa occasione il contadino di Avetrana si addossò anche la responsabilità dell’omicidio.

Alla luce delle indagini recenti, però, la procura si è convinta che ad uccidere la quindicenne non sia stato lo zio ma sua figlia Sabrina Misseri con il concorso della madre Cosima Serrano, moglie di Michele. Partendo da questa nuova ricostruzione del delitto, quindi, l’avvocato De Cristofaro ha presentato l’istanza facendo notare che il suo assistito, indagato della sola soppressione del corpo, ha già superato il limite di detenzione preventiva previsto dal codice di procedura penale che per quel reato prevede un massimo di sei mesi. Misseri potrà tornare ad abitare nella sua casa di via Deledda ed affrontare il processo da indagato a piede libero.

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