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Lavori consiglio Sardegna sul collegato alla legge Finanziaria.

In avvio di seduta, il vicepresidente del Consiglio regionale, Giuseppe Luigi Cucca, ha dato la parola a Tarcisio Agus (Pd) per la prosecuzione della discussione generale del Collegato alla Manovra finanziaria.

L'esponente del Partito Democratico ha parlato di disegno di legge omnibus con articoli scollegati tra loro e non in grado di garantire interventi concreti ed efficaci a favore del sistema produttivo. Inoltre, ha aggiunto, è caratterizzata da "una pesante censura politica visto che la proposta della Giunta è stata fortemente modificata". Agus ha evidenziato la necessità di fare delle scelte e di operare in base a queste. Ha infatti sollecitato l'utilizzo delle risorse nazionali per completare le bonifiche ambientali delle aree minerarie dismesse, dando un senso al Parco Geominerario e garanzie di occupazione.

"In quelle zone - ha denunciato - i dati testimoniano che sono state intaccate le falde acquifere e che si registra un numero elevato di malattie tumorali". Il consigliere ha citato anche l'elevata spesa sanitaria, suggerendo l'abbattimento dei costi con decisioni che garantiscano i servizi di qualità per i cittadini, come quello della riabilitazione di alta intensità del centro di cura di Guspini. "La struttura - ha detto - è in difficoltà per aver fatto prestazioni non riconosciute, ma va salvata perché dispone, unica in Sardegna, attrezzatura ad elevata tecnologia".

Antonio Solinas (Pd) ha fatto un richiamo alla "responsabilità di tutti per risolvere una situazione drammatica con l'aggravante, però, che da due anni è notevolmente peggiorata. Nella precedente legislatura c'era un progetto di sviluppo. Oggi non c'è nulla. Confermate che l'unione elettorale non era sui programmi, ma solo un collante contro qualcuno o qualcosa".

Solinas ha poi ricordato che nella provincia di Oristano chiudono 50 aziende al mese, che resta la tensione nelle campagne, che i Consorzi di bonifica sono nel totale immobilismo "con commissari ad acta che tutto stanno facendo tranne quello per cui erano stati nominati". Poi, visto lo stanziamento complessivo di 17,6 milioni di euro per il sistema minerario nel Collegato, si è chiesto quanto si sia speso in questo settore negli ultimi cinque anni. Dubbi sono stati espressi sul turismo e sulle ultime iniziative di promozione dell'Isola. Infine, Solinas ha contestato il presidente della Regione Ugo Cappellacci perché, dopo aver preso impegni precisi per evitare il tracollo della pesca nell'Oristanese, nel disegno di legge sotto esame non c'è traccia del settore: "Illudere la gente e non adempiere - ha concluso - è peggio di non promettere".

A giudizio del capogruppo dell’Udc-Fli Giulio Steri, nel dibattito sul collegato "sono state spese parole molto pesanti, come se potesse essere considerato la panacea di tutti i mali". E'’indubbio che la Sardegna sia colpita da una crisi gravissima, "addebitabile in larga parte alla situazione internazionale e in parte anche all'atteggiamento non certo favorevole del governo centrale a causa della presenza trainante della Lega ma, preso atto di questo contesto, occorre che la Sardegna si rimbocchi le maniche".

"La direzione da intraprendere - ha sostenuto Steri - è quella di avviare politiche di sviluppo e creare nuovi posti di lavoro"e il collegato, a differenza di quanto dicono alcuni, contiene elementi significativi in questo senso, in alcuni casi indicati dalla opposizione, in altri condivisi fra maggioranza e minoranza". Fra le norme rilevati contenute nel collegato, il capogruppo dell'Udc-Fli ha indicato quelle in materia di rapporti fra Stato e Regione, "che stranamente nessuno ha ricordato, eppure fissano il principio che al trasferimento di funzioni deve corrispondere un effettivo decentramento di risorse", ed ancora in materia di precariato, università ed agricoltura.

"Questi sono problemi veri sui quali dobbiamo dare risposte - ha concluso Steri - ricercando se possibile posizioni e soluzioni unitarie".

"Condivido molte delle argomentazioni di Steri", ha poi affermato in apertura il capogruppo del Pdl Mario Diana, convinto che il collegato contenga "non la soluzione per tutti i problemi, ma alcune norme di grande importanza, alcune di assoluto valore strategico come l'art. 1 sui rapporti fra Stato e Regione, cosa che è sfuggita a tutti".

"Non è facile operare nel momento difficilissimo che stiamo attraversando - ha proseguito Diana -"di fronte al quale i 59 milioni del collegato sembrano quasi bazzecole. I veri problemi, però, sono altri, a cominciare dagli oltre 300 milioni stanziati a sostegno dell'agricoltura che ancora la regione non è riuscita a spendere".

Turismo, trasporti ed agricoltura restano comunque, ad avviso del capogruppo del Pdl, i settori sui quali è necessario puntare per far "ripartire" la Sardegna. Così come non si può rinviare l'esame approfondito dei problemi della sanità sarda, che assorbe il 50% del bilancio regionale e che, in ogni caso, richiede investimenti per migliorare la qualità del servizio".

"E' sbagliato cercare nel collegato la riposta a tutte le emergenze della nostra regione - ha concluso Diana -"è doveroso invece dare risposte a questioni reali come, ad esempio, la difficoltà di molti enti locali ai quali la regione sta chiedendo indietro ingenti risorse per circa 70-80 milioni, per ritardi di pochi giorni nell’avvio delle opere pubbliche"."

Nel suo intervento, il capogruppo del Pd Mario Bruno ha ripercorso i passaggi istituzionali che hanno accompagnato il collegato alla finanziaria: "E' stato approvato dalla giunta nel novembre del 2010, poi la commissione lo ha profondamente modificato, per iniziativa di consiglieri della maggioranza. Ora è un altro disegno di legge".

"Il giudizio del Pd - ha continuato Bruno - resta comunque assolutamente negativo, sia perché il provvedimento non affronta minimamente la crisi, sia perché si limita ad una semplice manutenzione legislativa, sia infine perché assembla una serie di leggine che intervengono su questo o quel settore. Di qui l'invito rivolto all'Assessore della Programmazione di ritirare il collegato,"perché non farà fare alcun passo avanti alla Sardegna ed impegnerà il consiglio regionale per lungo tempo in un lavoro inutile. Molto presto, inoltre, dovremo occuparci di ben altro, dato che sicuramente ci vorrà un assestamento di bilancio particolarmente significativo attraverso il quale dovremo intervenire sulla sanità e su Abbanoa".

"Dobbiamo avere il coraggio di voltare pagina - ha quindi affermato il capogruppo del Pd - con misure strutturali e non con interventi tampone: sanità, lavoro, trasporti, servizi sociali, scuola sono settori della società sarda in grandissima sofferenza sui quali giunta e maggioranza hanno dimostrato di non avere idee e prospettive di lungo periodo".

"E' necessario perciò rivedere al più presto il piano regionale di sviluppo - ha concluso -"e cominciare a rendere conto agli elettori di quanto si è fatto e, soprattutto, di quanto non è stato fatto"."

L'assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa, è intervenuto per dire che "non ci si può scandalizzare del fatto che la Giunta, nelle sue intenzioni iniziali, volesse presentare un disegno di legge con interventi di modifica legislativa su alcune materie e con autorizzazioni di spese che non erano potute inserire o non era apparso opportuno farlo nella Manovra finanziaria".

L'esponente della Giunta ha dichiarato:""Stiamo facendo una legge che ci serve per vivere quotidianamente su argomenti definiti "normali". Infine l'assessore si è augurato che un clima di normalità si instauri nel Consiglio regionale.

Conclusa la discussione generale, il relatore di maggioranza, Paolo Maninchedda (Psd’Az), ha chiesto una sospensione dei lavori per consentire la predisposizione degli emendamenti da presentare entro il voto sul passaggio agli articoli.

Chicco Porcu (Pd) ha sollecitato un rinvio al 18 maggio anche per consentire al Consiglio regionale delle Autonomie Locali di elaborare un parere sulle materie di competenza trattate nel Collegato.

Sull'ordine dei lavori sono intervenuti Gian Vittorio Campus (Pdl), il capogruppo del Misto, Franco Cuccureddu, il capogruppo Pdl, Mario Diana, Carlo Sechi (Sel-Comunisti-Insdipendentistas), Roberto Capelli (Misto), il capogruppo Idv, Adriano Salis, il capogruppo Udc-Fli, Giulio Steri, Pietro Pittalis (Pdl), ed il capogruppo di Sel-Comunisti-Indipendentistas, Luciano Uras.

Michele Cossa (Riformatori Sardi-Liberaldemocratici) in merito ad un eventuale parere obbligatorio del Consiglio regionale delle Autonomie locali, ha detto che il provvedimento era in fase di gestazione da molti mesi e che c'era tutto il tempo per formulare osservazioni.

A tal riguardo, il vicepresidente Cucca ha letto in aula i testi della lettera ricevuta e della risposta inviata al Consiglio delle Autonomie locali da parte della Presidenza del Consiglio regionale. All'invito di richiedere un parere qualora ci fossero gli estremi, si è risposto che il disegno di legge sotto esame non rientra tra quelli che la normativa ritiene debba essere accompagnato da un parere obbligatorio delle Autonomie locali. In ogni caso tutte le osservazioni che dovessero pervenire al Consiglio, si è scritto, sarebbero state attentamente valutate.

Dopo una breve Conferenza dei capigruppo, il vicepresidente Cucca ha annunciato che il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato alle ore 14.00 di martedì 17 maggio e che l'Assemblea sarebbe stata convocata per il voto sul passaggio agli articoli per le ore 10.00 di mercoledì 18 maggio. La seduta è stata tolta. Red.