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Quinta Commissione consiliare della Provincia di Nuoro: “Inaccettabile considerare chi ha delle difficoltà psicofisiche una persona che approfitta del proprio deficit”.

I consiglieri Antonio Arbau, Pietro Delrio, Fabio Fancello, Ciriaco, Mula, Massimiliano Vacca e Tore Cossu, della quinta Commissione della Provincia di Nuoro (Servizi sociali, Lavoro e Sanità), hanno condannato il modo con cui diversi organi di stampa nazionali hanno riportato nei giorni scorsi la notizia che l'Inps in Sardegna avrebbe revocato il 53% delle pensioni di invalidità, ritenendo impossibile considerare il 50% dei sardi portatori di Handicap.

Esprimendo tutta la solidarietà per coloro che sono stati privati di un diritto e chiedendosi la ragione per cui vengono richiamate ad effettuare la visita persone alle quali è stata già riconosciuta una patologia inguaribile, affermano: "La politica che tutti siano poco onesti non regge – si legge in una nota della Commissione – non si può accettare che chi ha delle difficoltà psicofisiche, venga considerata una persona che approfitta del proprio deficit e delle norme per usufruire di diritti non dovuti".

"I controlli – sottolineano i componenti della commissione – potrebbero essere effettuati fruttuosamente concentrandosi sui casi sospetti o non definiti ed escludendo dalle liste del riesame coloro che hanno patologie ben definite, sulle quali le stesse commissioni si sono espresse da tempo, rilasciando le dovute certificazioni. In tal modo si potrebbero risparmiare risorse preziose. Richiamare gli invalidi noti ha infatti un costo per la società e il contenzioso giudiziario rappresenta un ulteriore danno economico oltre che sociale. Non è inoltre dignitoso essere convocati con una telefonata il giorno prima, senza ricevere una comunicazione scritta, per poi vedersi revocare dopo qualche tempo i diritti acquisiti".

"Non si può essere convocati – continua la commissione – per le otto del mattino ed essere visitati alle 12 o in alcuni casi rimandati a date successive a causa dell’assenza dello specialista. Non si può essere visitati per strada o in ambulanza perché non si è in grado di accedere agli ambulatori occupati dalla commissione".

La domanda conclusiva che si pongono i componenti della commissione è volta ad indagare a chi saranno addebitati i danni sociali, morali ed economici causati da questa situazione. Red.

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