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I lavori del Consiglio – Discusse varie interpellanze, la seduta riprenderà alle 16.30.

La seduta del Consiglio regionale quest'oggi si è aperta sotto la presidenza del vicepresidente Michele Cossa. All'ordine del giorno interpellanze e proposte di legge.

La prima interpellanza esaminata, la 182 sulla illegittimità dei concorsi bandita dall'Area, è stata illustrata da Capelli (Misto), il quale ha detto che i concorsi banditi dall'Agenzia Area per coprire 26 posti sono illegittimi e pertanto devono essere annullati.

"La pianta organica di Area - ha detto Capelli - prevede 180 unità. Attualmente i lavoratori a tempo indeterminato sono 176. Quindi, il vuoto di organico è di quattro lavoratori e non di 26 come prevede il bando. Inoltre, il Consiglio di amministrazione di Area non ha seguito i procedimenti di mobilità esterna, quindi il Consiglio di amministrazione non ha rispettato la legge". Per Capelli, inoltre, all'interno dell'agenzia non viene rispettato il principio di meritocrazia e c'è caos amministrativo.

In risposta a ciò ha poi preso parola l'assessore regionale agli affari generali, Mario Floris, che ha detto che l'agenzia Area dispone di ampia discrezionalità in materia di bandi e concorsi. L'esponente della giunta ha assicurato la massima vigilanza sottolineando che il 26 gennaio 2011 l'assessorato ha chiesto all'Agenzia tutti gli atti relativi al bando.

"Questo assessorato - ha concluso - procederà all'annullamento di tutti gli atti non conformi alle norme".

Capelli (Misto), nell'esprimere soddisfazione per la replica dell'assessore, ha affermato: "Auspico che la giunta vigili anche sui direttori generali che a volte esplicano doppie mansioni".

In merito all'interpellanza 137/a, sulla nomina del direttore generale dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, è intervenuto Giacomo Sanna (Psd'az), proponendo di portare il tema alla Commissione d'inchiesta sull'applicazione delle leggi regionali perché, ha sostenuto, anche i direttori delle Asl devono avere determinati requisiti.

Si è quindi passati alle interpellanze 22/a e 90/a sulla sorte dei beni demaniali in uso al Ministero della difesa e non destinati ad uso istituzionale.

Giulio Steri (UDC) ha ricordato che nella scorsa legislatura, in attuazione dell'art.14 dello Statuto, furono siglati tre protocolli d'intesa col Ministero: uno per il trasferimento delle Saline di Stato alla Regione, ad oggi non completato da parte della stessa Regione. Il secondo protocollo, collegato al G8, riguardava beni militari da dismettere, anch'esso non attuato. Il terzo, per alcuni beni dello Stato trasferiti alla Regione, insistenti su diverse aree. Ad esempio, l'area dei parcheggi delle Ferrovie dello Stato, ma anche qui, pur in presenza di accordi, non vi è stata nessuna attuazione. "Con queste interpellanze si voleva richiamare l’attenzione della Giunta - ha sottolineato Steri - sulla necessità di adoperarsi con la massima celerità, per completare i protocolli d'intesa ed il trasferimento dei beni".

L'interpellanza 116/a, relativa all'attuazione dell'accordo di programma sottoscritto il 7 marzo 2008 tra la Regione Sardegna, il Ministero della difesa e l'Agenzia del demanio, è intervenuto Gianvalerio Sanna (PD): "Mi rimetto in gran parte all’illustrazione del collega Steri. Queste interpellanze nascono dopo la divulgazione sulla stampa di ipotesi di alienazione e valorizzazione dei beni immobiliari statali. Noi dobbiamo avere la consapevolezza della nostra autonomia, che merita prese di posizioni puntuali da parte della Giunta regionale".

La risposta della Giunta è stata affidata all'assessore all'Urbanistica, Nicolò Rassu: "Si tratta di un tema attuale. Sono d'accordo, la sollecitazione dell'aula è giustificata. Non vi è nessun dubbio: l'assessorato ha la stessa visione del problema. Stiamo approfondendo le questioni di tutti i beni in fase di trasferimento alla Regione, vigilando per evitare azioni in contrasto con lo Statuto e coi protocolli d'intesa".

Nella replica Steri (UDC) ha espresso soddisfazione per la risposta della Giunta, che segue con attenzione il problema: "Rimaniamo in attesa di conoscere l'impegno finanziario necessario a dare attuazione ai protocolli. Segnaliamo che su alcuni beni di Poste e Ferrovie, ci sono già state dismissioni. Chiediamo alla Regione di fare una verifica di quei beni prima della trasformazione in spa delle due aziende".

Anche Gianvalerio Sanna (PD) ha espresso ugualmente soddisfazione per l'intervento della Giunta, "ma lo saremo di più se l'assessore terrà presente che in anni passati la gestione del demanio ha avuto competenze troppo disperse, con scarsa efficacia delle verifiche".

È stata quindi discussa l'interpellanza 170/a, sui gravissimi atti di intimidazione rivolti agli amministratori pubblici in Sardegna.

Pierluigi Caria (PD) ha affermato che il tema merita attenzione ed un dibattito vero e proprio: "Chiediamo un’analisi della criminalità in Sardegna, su quantità e qualità. Il Centro studi dell'Università di Sassari registra numeri impressionanti per gli attentati in Sardegna, non solo nelle zone interne. La Giunta si deve occupare di questa escalation. Non credo ai ministri che vengono a promettere e poi non cambia mai nulla".

La risposta della Giunta nella replica di Nicolò Rassu, è stata: "Un'interpellanza attualissima, con gli amministratori locali vittime del malessere nell'Isola. Si tratta di un allarme sociale, a causa di atti che offendono i soggetti che ne sono vittime e l'intera comunità. Per questo dobbiamo superare le sterili contrapposizioni, trovando insieme le soluzioni contro la violenza. L'impegno della Regione è sempre stato massimo. La Regione, ad esempio, ha fatto un'iniziativa per finanziare la formazione dei giovani laureati negli organici della magistratura, incentivando l'attività in zone a rischio. Anche il Ministro Maroni ha subito risposto alle richieste del presidente Cappellacci, dando il via ad azioni importanti".

Pierluigi Caria, nella replica, ha affermato che quando fu presentata l'interpellanza, lo scorso 25 novembre, si pensava che il Presidente della Regione fosse a conoscenza dei primi interventi del Governo, "ma di concreto non vi è nulla. Anzi, sono le stesse dichiarazioni del Ministro a preoccuparci. Per questo stimoliamo nuovamente il presidente Cappellacci ad informarsi su quali atti effettivi si metteranno in campo. Per questo motivo sono insoddisfatto".

La Proposta di legge 11 "Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 21 maggio 2002 9 Agevolazioni contributive alle imprese nel comparto del commercio" mira a velocizzare l'accesso al credito agevolato da parte delle aziende commerciali operanti in Sardegna dando loro la possibilità di accedere al credito agevolato con la procedura a sportello. Il ripristino della modalità a sportello, in alternativa alla procedura a bando sinora in uso, consente alle imprese sarde di accedere al credito agevolato allorquando si presenta la necessità, senza dover attendere i tempi di pubblicazione dei bandi ed affrontare le relative modalità di espletamento.

L'assessore al commercio Luigi Crisponi ha chiesto la sospensione della proposta di legge per consentire un maggior approfondimento, per intervenire in maniera organica su tutta la materia e per aumentare la dotazione finanziaria.

Tuttavia, dopo la replica di Capelli (Misto) il quale ha obiettato che sarebbe meglio procedere "perché questa legge interviene in maniere innovativa in materia. Quindi, sarebbe opportuno esaminarla, approvarla e poi in sede di Collegato aumentare le risorse finanziarie", l'assessore Crisponi ha detto di essere d'accordo nel procedere ed è stato approvato il passaggio agli articoli.

Per quanto concerne l'articolo 1 e sugli emendamenti sono intervenuti Mariano Contu (Pdl), che ha detto che questa norma colma un vuoto normativo e Luciano Uras (La sinistra sarda-Comunisti-Rossomori) il quale ha ribadito: "E' necessaria una amministrazione pubblica che funzioni meglio e che sappia come destinare le risorse. Noi approveremo questo testo e gli emendamenti che abbiamo presentato. Noi sosterremo questa legge, ma ancora una volta dobbiamo intervenire per correggerla dalla fantasia legislativa della maggioranza".

Ha poi preso la parola Alessandra Zedda (PDL) che ha affermato: "Accogliamo con piacere questa proposta di legge, visto che purtroppo il sistema a bando non ha funzionato, come dimostra il blocco dal 2008. Il sistema a sportello dà maggiori garanzie, prevedendo l'utilizzo degli istituti di credito, capillari su tutto il territorio regionale, con procedure snelle in 60 giorni. Rivolgiamo un appello all'assessore, per rilanciare questo settore, reintegrando i fondi, ben oltre i 7 milioni di euro".

Giampaolo Diana (PD) ha poi confermato che del tema si era discusso in Commissione, sull'opportunità di questo strumento a bando o a sportello ed ha aggiunto: "Un tema da riprendere in quest'aula. Se l'amministrazione regionale funzionasse, sarebbe meglio il bando, perché consente una selezione. Lo sportello non garantisce la qualità, ma la velocità. Comunque, esprimo il voto a favore".

Messo in votazione, l'articolo 1 è stato approvato. Sono stati quindi discussi gli emendamenti 1 e 3, unificati nel testo dell'emendamento 1.

Giulio Steri (UDC) ha proposto un emendamento orale formale, che è stato accolto dall'aula. La Giunta ha quindi espresso parere favorevole sull'emendamento, che poi è stato approvato.

In merito’all'emendamento 2, Campus (PdL) ne ha proposto uno orale al comma 4, sul limite minimo di tre anni di attività, inserendo l'eccezione dei casi di premorienza del beneficiario. Anche questo emendamento è stato accolto, prima dell'approvazione dell'emendamento 2.

Si è così passati al voto finale sulla proposta di legge, che è stata approvata dal Consiglio. I lavori si sono conclusi alle 13.00 e riprenderanno questo pomeriggio alle 16.30.

 

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