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Confindustria Sardegna – Nuova Continuità territoriale: un fortissimo disincentivo per il turismo.

In queste ultime settimane il turismo sardo si sta trovando ad affrontare due fondamentali emergenze: tassa di soggiorno e nuova continuità territoriale.

Sulla prima, come Confindustria Sardegna, ci siamo già ampiamente espressi: la tassa di soggiorno è un provvedimento iniquo e profondamente sbagliato che rischia di danneggiare grandemente non solo le nostre imprese, ma l’intera economia regionale.

Sulla seconda stiamo purtroppo assistendo ad un film di cui avevamo già prefigurato la trama.

L’anno scorso abbiamo partecipato ad alcuni incontri per la definizione della cosiddetta “nuova continuità territoriale”, nel corso dei quali avevamo ribadito la necessità di assicurare a tutti, residenti e non, la possibilità di poter contare su tariffe convenienti ed un adeguato numero di tratte per spostarsi da e per la Sardegna.

Adesso ci troviamo di fronte ad un generalizzato aumento delle tariffe che rischia di sortire un effetto devastante per l’industria turistica regionale.

Un aumento, quello delle tariffe del trasporto aereo, che va peraltro a saldarsi con quanto si sta registrando sui collegamenti marittimi.

All’inizio di questa legislatura, il Programma dell’attuale maggioranza di governo prevedeva la rivendicazione di una “effettiva continuità territoriale all’interno dello spazio italiano ed europeo che consenta ai cittadini sardi e comunitari pari condizioni di accessibilità alla Sardegna e che ponga concretamente l’insularità e perifericità come una condizione di specialità politica ed economica dinnanzi all’Unione Europea”.

Al contempo si affermava che si doveva “smettere una volta per tutte di concepire il turismo come un optional nello sviluppo economico della nostra isola” e che si intendeva “portare l’incidenza del settore sul totale del PIL regionale dall’attuale 8% [era il 2009 ndr] al 15% nei prossimi cinque anni”.

Entrambi questi due obiettivi sono stati ribaditi all’interno del Programma Regionale di Sviluppo 2010-2014.

Ora, si tratta di capire se si tratti soltanto di parole, oppure se siamo di fronte a precisi obiettivi di politica economica che avrebbero dovuto trovare realizzazione attraverso adeguate strategie e provvedimenti attuativi.

Come pure vorremmo capire se si è consapevoli dei danni che un innalzamento generalizzato delle tariffe di trasporto ha sulla competitività della nostra industria turistica.

Nonostante infatti, tanto a livello nazionale che regionale, si continui a parlare di turismo come di un settore strategico, la realtà di queste ultime settimane evidenzia in maniera molto chiara l’assenza di una vera politica, coerente con le promesse e con le dichiarazioni che vengono rese pubblicamente.

La Confindustria Sardegna ritiene che sia venuta l’ora di intervenire decisamente; non si può pensare di assistere passivamente – o peggio di plaudere a queste misure - mentre le imprese dell’industria turistica sarda vengono messe fuori mercato da provvedimenti pasticciati e completamente avulsi dal contesto economico ai quali vengono applicati.

Fra pochi mesi tutte le strutture alberghiere della Sardegna apriranno per l’avvio della stagione estiva e devono poter contare su una vera continuità territoriale che favorisca l’arrivo dei turisti e non la loro fuga e su politiche regionali e nazionali che siano di aiuto e non di ostacolo a questa fondamentale attività economica. Red/com

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