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Scontri in Egitto: la polizia spara, morto un poliziotto

I popoli del Magreb e dell'Afrinca del Nord in genere si sono svegliati e hanno messo sotto assedio le loro capitali e nazioni. Dopo la Tunisia, l'Algeria e l'Albania,i cittadini, stanchi dei loro satapri, sono andati in piazza e con il sacrificio di molti cercano di dare la spallanta finale ai rispettivi regimi.

Oggi, infatti, anche in Egitto oggi è il "giorno della collera". A Mohandesim, nel grande viale intitolato alla Lega Araba, un gruppo sempre crescente di manifestanti, almeno 2.000, gridano 'Fuori, fuori' e 'Vattene, vattene' rivolto al presidente Mubarak.

La polizia ha attaccato in forze i dimostranti che occupano piazza Tahrir, nel centro della capitale: sta caricando a manganellate e i manifestanti cercano di resistere lanciando pietre.Secondo voci non anocra confermate e raccolte su Facebook gli agenti avrebbero aperto il fuoco sulla folla.

Da stamattina la polizia, che proprio oggi celebra la sua festa nazionale, aveva schierato barriere di metallo e camionette con idranti nelle zone sensibili della capitale, dove i dimostranti dovrebbero riunirsi intorno a mezzogiorno.

Blindate le aree davanti al Parlamento e al ministero dell'Interno cosi' come le principali strade della città.

Nata sull'onda della "rivoluzione dei gelsomini in Tunisia", la manifestazione è stata promossa con un tam tam su Facebook, dove circa 80 mila internauti hanno gia' assicurato la propria adesione. Salario minimo, fine della legislazione di emergenza e limite a due soli mandati dell'incarico presidenziale: queste le richieste degli attivisti, che domandano inoltre le dimissioni del ministro dell'Interno, Habib al-Adly, e la condanna delle violenze di cui accusano le forze di sicurezza.

E proprio il titolare del dicastero dell'Interno, in un'intervista al quotidiano filogovernativo Ahram, ha bocciato la protesta, affermando che "non avrà alcun
impatto". Al Adli ha anche assicurato il pugno di ferro contro coloro che "esprimono le loro idee illegalmente". La marcia, infatti, non ì stata preventivamente autorizzata e dunque ogni manifestante e' passibile di arresto.

Oltre alle organizzazioni per i diritti umani, ad animare la piazza vi saranno esponenti della cultura e dello spettacolo, come lo scrittore Alaa El Aswany e gli attori Amr Waked e Khaled Aboul Naga. Quanto ai Fratelli musulmani, dopo un'iniziale presa di distanza, hanno lasciato i loro membri liberi di partecipare o meno. Anche Mohamed ElBaradei, ex direttore dell'Agenzia per l'Energia Atomica e simbolo dell'opposizione al rais Mubarak, ha benedetto "il giorno della rabbia", invitando sulla sua pagina di Facebook a "manifestare contro la repressione". Grandi assenti, invece, i cristiani: le autorita' copte hanno esortato i fedeli a rimanere a casa, affermando che le "proteste" non risolveranno i problemi, per i quali occorre invece "il confronto nelle sedi legittime".

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