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L’Italia di “hardAarcore” crea tanti scandali ma non benessere.

La stabilità finanziaria mondiale resta "in pericolo" nonostante le svariate misure di
sostegno adottate fin dall'inizio della crisi. Lo detto chiaro José Vinals, direttore del dipartimento dei mercati internazionali del Fondo monetario internazionale in una
conferenza stampa tenuta a Joannesburg dove sono stati presentati anche gli aggiornamenti del World Economic Outlook con nuove previsioni sull'economia mondiale.

Più pronunciata la crescita negli Stati Uniti prevista al 3% nel 2011 (in miglioramento rispetto alla precedente stima del +2,3) e al 2,7 l'anno successivo. Altra musica nell'eurozona che, secondo gli analisti dell'Fmi, crescerà dell'1,5% nel 2011 e dell'1,7 l'anno successivo. Per fortuna c'è la Germania, col suo tasso di crescita del 2,2% nel 2012. Non male anche la Gran Bretagna, con un Pil stimato in aumento del +2,3%. Ma gli altri, a cominciare dall'Italia marceranno pian pianino. 

In Italia il Pil italiano crescerà nel 2011 dell'1% e nel 2012 dell'1,3%. Questa la stima dell'Fmi, che lascia invariata rispetto a ottobre 2010 la previsione per il Pil
italiano di quest'anno, ma lima al ribasso (-0,1%) quella del 2012.

I paesi con un debito elevato, dentro e fuori l'area euro, per l'Fmi devono compiere progressi con piani di risanamento dei conti ambiziosi e credibili. Il Fondo Monetario sottolinea come i rischi sul debito sovrano nell'area euro si siano ampliati ad altri paesi. 'Gli spread dei titoli di stato in alcuni casi hanno raggiunto massimi decisamente al di sopra dei livelli visti durante la crisi dello scorso maggio. Le pressioni sull'Irlanda sono risultate particolarmente severe, e hanno portato al piano Ue-Bce-Fmi. I legami fra i rendimenti medi dei titoli di Grecia e Irlanda con quelli del Portogallo restano elevati, ma le correlazioni sono aumentate fortemente negli ultimi mesi con i rendimenti spagnoli e, in misura minore, con
quelli dell'Italia, con l'intensificarsi delle pressioni sugli spread. Ulteriori rigorosi e credibili stress test sulle banche sono necessari per le banche europee, sottolinea poi l'Fmi, secondo il quale 'la dimensione dell'European Financial Stability Facility va aumentata e il suo mandato dovrebbe essere più flessibile'.

La 'foto' del Fmi mette in evidenza ancora una volta il boom di crescita nei paesi emergenti e in via di sviluppo che "hanno riportato poche ferite dalla crisi globale e che, in alcuni casi, beneficiano della fiammata dei prezzi delle materie prime", come ha ricordato Olivier Blanchard, capo-economista dell'Fmi. La crescita
delle economie emergenti e in sviluppo restera' "vivace" anche nel 2011 e nel 2012 con una stima di +6,5% in entrambi gli anni, un modesto rallentamento dal +7,1% del 2010 e quasi invariata rispetto alle stime dell'ottobre scorso del Fondo.

Anzi, il rischio principale per questi paesi è quello di "un surriscaldamento dell'economia" con l'inflazione prevista al 6% nel 2011 (+0,75% rispetto alla stima di ottobre). La cina dovrebbe chiudere il 2011 con un +9,6% (dopo +10,3% nel 2010) e un +9,5% nel 2012, mentre per l'India sono attesi tassi di crescita dell'8,4% e dell'8% rispettivamente. per l'intera area dell'asia emergente la crescita dovrebbe essere dell'8,4% in entrambi gli anni. In rallentamento, si fa per dire, il Brasile a +4,5% nel 2011 e +4,1% nel 2012 contro il +7,5% del 2010.

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