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Eon, Alessandra Giudici replica al comunicato dei consiglieri dell’opposizione

Il comunicato stampa di alcuni consiglieri dell’opposizione lascia stupefatti per il contenuto e per i toni. Si parla di iniziativa a scoppio ritardato e di voltafaccia a proposito della lettera che ho inviato a E.On per chiedere un incontro urgente sui piani della multinazionale nel nostro territorio e il rispetto degli impegni assunti. Si tratta di affermazioni così esagerate e infondate da sembrare un puro e semplice atto di propaganda – come se le elezioni non fossero passate ormai da sette mesi, segno che neanche l’inizio del nuovo anno ha indotto alcuni a rassegnarsi al verdetto delle urne – se non una reazione infantile e sorprendentemente stizzita.

I firmatari del documento non criticano l’iniziativa assunta dalla sottoscritta e concordano sulla necessità che il Nord Ovest Sardegna chieda conto a E.On sulle sue intenzioni, pretendendo il celere rispetto degli accordi. Piuttosto, pare che la diffusione a mezzo stampa della missiva indirizzata a E.On privi i firmatari del comunicato di una sorta di primogenitura nella scelta delle politiche da adottare nei rapporti con la stessa società. Se non si ha niente da criticare, farlo diventa un’occasione persa per tacere e fare più bella figura. Nonostante ciò, sono disposta ad accontentare i consiglieri di minoranza – riconoscendo loro di essere stati i primi ad aver proposto questa linea – se questo serve a superare il surreale clima di perenne campagna elettorale e a concentrarsi sul merito delle cose di cui l’amministrazione si occupa sin dall’insediamento.

Sia chiaro, la mia disponibilità prescinde dal merito delle argomentazioni addotte: pretestuose, fuori misura, fuori luogo e del tutto false. Per confutarle, mi limito a riportare un passaggio del documento congiunto diffuso lo scorso 6 ottobre 2010 dal presidente della Provincia di Sassari, dal sindaco di Sassari e dal sindaco di Porto Torres, dove era scritto testualmente che «l’avvio dei lavori deve avvenire contestualmente a quelli relativi alla realizzazione del parco fotovoltaico, per il quale E.on si era impegnata a impiegare manodopera e imprese locali per un investimento totale che secondo le previsioni potrà dare lavoro a 250 persone».

Tanto basta per dimostrare che sull’argomento si è sempre cercata la massima unitarietà non solo all’interno dell’ente che presiedo, ma anche con gli altri soggetti istituzionali del territorio. E tanto basta per mostrare la tempestività con cui, all’indomani della comunicazione ministeriale della felice conclusione dell’iter autorizzativo, il territorio si è rivolto a E.On con posizione unanime. E, infine, tanto basta per dimostrare che la mia posizione è sempre la stessa, oggi come il 6 ottobre. Un mese dopo, il 5 novembre, l’ordine del giorno della minoranza è stato bocciato dal consiglio perché i consiglieri di opposizione non hanno accolto l’emendamento della maggioranza che – fermo restando il favore al progetto del fotovoltaico – considerava prioritaria o perlomeno contestuale la necessità di avviare i lavori per i nuovi gruppi a carbone. Red

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