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Gallura in crescita: i tre ospedali superano i 1400 parti

Dopo la piccola contrazione che lo scorso anno è stata registrata in Gallura, per il 2010 il Nord dell’Isola conferma il suo trend di crescita.

Quest’anno con 1405 bambini nati all’interno delle strutture sanitarie della Asl di Olbia si registra un incremento delle nascite superiore al 5%. Le mamme di nazionalità non italiana continuano a crescere, con una percentuale che nel 2010 supera il 20% delle partorienti.

Olbia - Nel 2010 all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia sono nati 970 bambini (di questi 5 parti gemellari), con un incremento del 7,5% rispetto all’anno prima quando sono stati registrati 902.

Nel corso del 2010 un centinaio di donne che rischiavano di partorire prima della 36esima settimana sono state indirizzate verso altre strutture sanitarie che garantiscono, a differenza della struttura olbiese, l’assistenza neonatologica con terapia intensiva.

“Con i numeri registrati quest’anno – spiega Antonio Rubattu direttore del reparto di ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia – ci avviciniamo a quella soglia identificata dal Ministero della Salute che prevede oltre i mille parti il passaggio ad una struttura dotata di Unità operativa di Neonatologia e Patologia neonatale”, spiega il primario.

Quest’anno l’ospedale olbiese registra un incremento dei parti cesarei, che sono passati dal 29% delle partorienti del 2009, al 32% del 2010 (la media regionale è 38,8%).

I tagli cesarei sono passati dai 257 del 2009 ai 311 del 2010, “incremento legato principalmente alla presenza tra le partorienti di un 30% di donne che presentavano patologie uterine pregresse (pregressi Tagli cesarei, Miomectomia, etc…) e per il quale era fortemente consigliato un casareo”, aggiunge Rubattu.

Tempio Pausania - Il reparto di Ostetricia a ginecologia dell’ospedale Paolo Dettori dopo la contrazione dell’anno passato, registra nel 2010 un incremento delle nascite dell’1,5%.

Il 2010 si è chiuso con 328 parti (di cui 5 gemellari), contro i 323 bambini del 2009.

Sono stati 140 i cesarei effettuati nell’arco del 2010, con una percentuale del 35% sul totale dei parti. Anche a Tempio il 30% delle donne alle quali è stato effettuato un cesareo presentavano patologie uterine pregresse.

Nell’ospedale tempiese sono 44 le donne straniere (circa il 13%), in prima fila quelle di nazionalità rumena (16), seguite dalle donne provenienti dal Marocco.

La Maddalena - Piccola contrazione dei parti all’ospedale Paolo Merlo, dove si è passati dai 111 parti del 2009 ai 107 del 2010, con una riduzione del 3,6% rispetto all’anno prima.

Su 107 parti sono stati 44 i cesarei eseguiti al Paolo Merlo (con una percentuale superiore al 40% sul totale).

La popolazione straniera: un fenomeno - Anche quest’anno l’ospedale olbiese si caratterizza per la sua multietnicità: nel reparto materno-infantile si è passati dalle 29 nazionalità del 2007 alle 40 del 2010 (erano 34 nel 2009), per un totale di 198 mamme straniere, con un incremento del 33% rispetto all’anno

prima.

Il numero maggiore di neo mamme proviene dalla Romania con 60 parti (erano 43 nel 2008, 61 nel 2009), seguita da Marocco che con 23 partorienti (erano 8 nel 2009) e Senegal con 12 (erano 4 nel 2009) nazionalità che nel 2010, rispetto all’anno prima, triplicano la loro presenza all’interno della struttura sanitaria olbiese. Seguita da Germania (12), Polonia (11), Svizzera (8), Slovacchia (7), Brasile (6), Pakistan (5). A queste si aggiungono anche donne provenienti da Cina, Russia, Austria, Egitto, Thailandia, Ecuador, Messico.

Numeri più piccoli nell’ospedale di La Maddalena dove le straniere, 16, sono il 15% delle partorienti: Romania (6), Cina (2), e uno per Grecia, Egitto, Polonia, Georgia, Senegal, Ucraina, Inghilterra, Lettonia.

Al Paolo Dettori di Tempio le straniere sono 44, il 13 percento delle partorienti. La popolazione maggiormente presente, dopo quella italiana, è quella Polacca con 16 neo mamme.

Interruzioni volontarie di gravidanza, IVG. - Anche in Gallura qualsiasi donna può richiedere l'interruzione volontaria di gravidanza (Ivg).

Le Ivg eseguite negli ospedali della Gallura sono stati 291 a Olbia (erano 279 nel 2009) e 57 a La Maddalena (erano 80 nel 2009), mentre nel nosocomio tempiese non si esegue l’intervento perché tutti i medici sono obiettori di coscienza.

L’età delle partorienti - A Olbia il 70% delle partorienti hanno meno di 35 anni, con una grossa fetta di mamme giovani tra il 25 e 30 anni, “in particolare tra le straniere”, spiega Rubattu.

L’età media a La Maddalena si attesta sui 28 anni, mentre a Tempio Pausania sale a 32 anni.  Red-com