Duecento aziende suinicole bloccate, per un totale che supera gli 8000 capi, è il triste bilancio di una nuova recrudescenza della peste suina africana in Goceano. La presenza di un nuovo focolaio di peste suina africana nel comune di Bultei è stata confermata proprio nei giorni scorsi in un'azienda a conduzione familiare situata in località “Pedra e Battile”.
L’allevatore – hanno fatto sapere i veterinari dell'Asl di Sassari – al manifestarsi dei primi sintomi ha avvisato il servizio veterinario di Sanità animale di via Rizzeddu che è prontamente intervenuto.
Gli specialisti guidati da Francesco Sgarangella hanno accertato la presenza nell'allevamento di 5 capi, di cui uno morto e uno con sintomatologia riferibile alle pesti, e hanno effettuato tutti i campionamenti necessari a confermare la malattia.
Le analisi effettuate dall’Istituto zooprofilattico della Sardegna hanno avuto esito positivo e immediatamente è stata convocata l’unità di crisi locale per porre in essere tutte le procedure necessarie a estinguere il focolaio e a definire le zone e gli allevamenti da sottoporre a vincolo sanitario.
Gli undici capi presenti nel focolaio sono stati già abbattuti ed è stata effettuata la pulizia e disinfezione dell’allevamento. L’area da sottoporre a controllo comprende una “zona di protezione” di 3 chilometri di raggio, all’interno della quale sono presenti 36 aziende suinicole del comune di Anela e Bultei, contenuta a sua volta in una più ampia “zona di sorveglianza” che arriva fino a 10 chilometri. Quest'ultima area, nella quale sono presenti 182 aziende suinicole, comprende oltre al resto dei territori di Bultei e Anela, anche parte dei comuni di Benetutti, Bono, Bottida, Burgos, Nule. Le zone di vincolo sono comunque totalmente comprese nel territorio della Asl di Sassari.
All’interno delle zone di vincolo è vietata la movimentazione degli animali e il servizio veterinario effettuerà visite cliniche e eventuali campioni di sangue per escludere la diffusione della malattia.
Tutti gli allevatori interessati sono stati allertati immediatamente attraverso il “sistema Sms Alert” di cui è dotato il servizio veterinario della Asl di Sassari. Il sistema consente, attraverso l’invio di un messaggio telefonico agli allevatori interessati, il blocco della movimentazione degli animali, riducendo il rischio di diffusione della malattia.
Severo il commento del direttore del dipartimento di prevenzione e del Servizio di Sanità animale Francesco Sgarangella. «Ci risiamo, non facciamo in tempo a estinguere i focolai e revocare le zone di vincolo che si ripresenta una nuova epidemia. È ora di adottare misure davvero drastiche, non si può continuare così. Il centro della Sardegna – afferma – è ormai una zona dove il virus è endemizzato e le continue incursioni del virus, attraverso movimentazioni non controllate e somministrazione di residui alimentari infetti, stanno creando una situazione insostenibile».
«Gli sforzi dell'amministrazione regionale e dei Servizi veterinari delle Asl – prosegue Francesco Sgarangella – vengono vanificati da comportamenti e consuetudini che non sono compatibili con la situazione di emergenza in cui si trova la nostra isola».
Da qui una serie proposte che consentano anche di non mettere in crisi il sistema economico. «Sarebbe necessario attivare un'anagrafe individuale dei suini – riprende il direttore del Servizio di Sanità animale – quindi eliminare il pascolo brado e semi brado ad alto rischio. Poi ancora creare un vuoto biologico nelle aree ad altro rischio per almeno 5 anni e consentire corridoi sanitari alle sole aziende che danno garanzia di alta biosicurezza».
«Ecco allora – conclude Francesco Sgarangella – che si potrebbero dare premi a chi alleva secondo le regole e garantisce una filiera del suinetto sicura e, infine, implementare le macellazioni uso famiglia».
La peste suina nel territorio dell'Asl di Sassari
La peste suina africana è ricomparsa dopo alcuni anni di assenza in Goceano a giugno del 2011, quando sono stati diagnosticati 3 focolai nel comune di Bono e successivamente 3 nel comune di Benetutti. Il blocco aveva allora interessato complessivamente 113 aziende in zona di protezione e 139 in zona di sorveglianza. Le attività del servizio veterinario avevano consentito la pronta estinzione dei focolai e il controllo di tutto il territorio e avevano impedito il diffondersi della malattia.
I provvedimenti di vincolo sanitario erano stati rimossi da circa due settimane. Purtroppo a gennaio è stata segnalata la positività virologica in due cinghiali, cacciati durante la stagione venatoria in territorio di Nughedu San Nicolò. L’assessorato regionale dell'Igiene e sanità ha subito emanato la determinazione n. 128 che ha istituito la zona infetta del cinghiale che interessa i comuni di Nughedu, Pattada e Bultei. Una ulteriore positività nei cinghiali è stata individuata in territorio di Bultei, loc. Figu, sempre a seguito di controlli in capi cacciati durante la stagione venatoria, ma positivo è risultato anche un capo riscontrato morto in una località attigua.
Non solo il Goceano è interessato ma anche il territorio del distretto di Ozieri è in parte in zona di vincolo, a causa di un focolaio diagnosticato nel comune di Oschiri, appartenente però alla Asl di Olbia-Tempio. In questo caso la zona di sorveglianza si estende per 10 chilometri e comprende parte del territorio dei comuni di Pattada, Tula e Ozieri, con 127 aziende in vincolo. D’altra parte numerosi sono i focolai anche ad Alà dei Sardi, sia nel domestico che nel selvatico.
Tutti i veterinari della Asl di Sassari sono stati allertati ed hanno intensificato i controlli nel territorio. Le aziende suinicole presenti nei 66 comuni di competenza sono circa 3.000 e quasi 25.000 sono i capi adulti presenti. Nel corso dell’anno 2011 i controlli sui suini sono stati oltre 9000 in circa 650 aziende tutti negativi.
L’invito agli allevatori è quello di continuare a collaborare con il servizio veterinario, tenere i maiali confinati in azienda, evitare introduzioni non autorizzate e comunicare prontamente la presenza di eventuali sintomi di malattia.





