Cagliari, 7 Ott 2026 - L’Isola ha tutte le carte in regola per costituire la Società energetica della Sardegna da cui la Regione potrà trarre un beneficio importante. Lo ha affermato l’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, illustrando oggi alla Commissione speciale per l’Energia, presieduta da Stefano Tunis (Sardegna al centro- 20Venti), gli esiti dello studio di fattibilità commissionato dalla Regione.
“Adesso – ha continuato Cani - siamo nella fase in cui stiamo valutando gli asset da mettere a disposizione di questa società”. La Sardegna, ha continuato ha importanti fonti naturali a disposizione, e la Regione ha un patrimonio di 30 milioni di metri quadri, classificati come aree minerarie industriali, parte delle quali potrebbero essere utilizzate dalla Società, insieme a una parte dei fondi della Legge 20. Sarà, comunque, il Consiglio regionale nella sua interezza, ha continuato Cani, a valutare i documenti dello studio di fattibilità e a decidere quale percorso normativo seguire. Cani ha anche ripercorso le tappe che hanno portato all’individuazione delle aree di accelerazione e i passaggi normativi che hanno portato alle modifiche della legge 20 e sul processo di metanizzazione.
Nella seduta di questa mattina, la Commissione ha sentito in audizione, oltre all’assessore Cani, l’assessora regionale dell’Ambiente, Rosanna Laconi, e gli assessori dell’Agricoltura, Francesco Agus, e degli Enti locali, Francesco Spanedda. L’obiettivo di questa riunione, ha spiegato il presidente Tunis, è di creare un coordinamento tra la Giunta e il Consiglio regionale per capire cosa sia stato fatto in questi due anni di legislatura e quale sia la visione della Giunta regionale, anche per capire in che modo il Consiglio possa intervenire e agevolare il lavoro dell’Esecutivo. La Commissione vuole lavorare su obiettivi ambiziosi, ha aggiunto il vice presidente Gianluca Mandas (M5S), che possano garantire l’autonomia energetica e termica alla Sardegna e che valorizzino le caratteristiche ambientali dell’Isola, nel rispetto di beni paesaggistici, ambientali e socio-culturali.
L’assessora regionale dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha sottolineato come la transizione energetica sia fondamentale anche per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, ma deve essere governata e conciliata con la tutela del patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale della Sardegna. Anche l’assessora ha ripercorso le varie fasi che hanno portato all’individuazione delle aree idonee e ha ricordato che quando la Giunta si è insediata, l’Assessorato si è dovuto confrontare con proposte progettuali per una potenza complessiva di circa 60 gigawatt. La moratoria e la legge 20 hanno rappresentato, ha continuato, i primi strumenti per regolamentare gli interventi e individuare le aree non idonee, poi le successive sentenze hanno modificato il quadro, definendo come necessaria la valutazione dei progetti prima di determinarne la non idoneità. Critica, infine, nei confronti del Ministero che non riconoscerebbe la normativa regionale vigente, tanto che all’assessorato sono arrivate 409 procedure di valutazione ambientale nazionale. L’assessora ha, infine, auspicato un quadro normativo stabile e un lavoro condiviso tra Giunta e Consiglio per correggere le norme alla luce dell’esperienza maturata.
Anche per l’assessore Spanedda è fondamentale governare la transizione energetica tutelando il paesaggio e le altre vocazioni del territorio, a partire da turismo e agricoltura. L’assessore ha evidenziato come le fonti rinnovabili comportino un maggiore consumo del territorio rispetto agli impianti alimentati da combustibili fossili e ha ribadito l’importanza della legge 20 seppur con tutte le successive modifiche e sentenze, dovute anche al cambiamento della normativa nazionale. Spanedda ha proposto alla Commissione, una volta stabilizzato il quadro normativo, la possibilità di riprendere l’idea di un regolamento attuativo per fornire riferimenti chiari agli uffici e a coloro che vogliono presentare i progetti. Secondo l’assessore, le aree individuate come idonee sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi energetici previsti.
L’assessore Agus ha sottolineato come il costo dell’energia incida pesantemente sulla sostenibilità economica di attività agricole e che i progetti presentati nei bandi europei evidenziano, ha spiegato, come ci sia un interesse concreto del comparto per le fonti rinnovabili. Un interesse apprezzato anche dal sistema bancario e dalla Sfirs perché rafforzerebbe la tenuta economica delle aziende nel lungo periodo. Per gli incentivi alle imprese agricole sono disponibili 28 milioni di euro, ma l’assessore, prima di predisporre il bando che sarà rapido e probabilmente a sportello, vuole capire se le risorse siano sufficienti o vadano integrate.
Soddisfatto il presidente Stefano Tunis: “Clima costruttivo e piena adesione della Giunta agli obiettivi della Commissione, l’obiettivo rimane la tutela dell’ambiente, del territorio e del paesaggio. Adesso – ha continuato - si proceda rapidamente sugli obiettivi condivisi. Avanti su: agrivoltaico e geotermico”. Per Tunis è “centrale la questione dei poteri e delle norme di attuazione dello Statuto oltre al patrimonio dei bacini per l’idroelettrico, su cui sarà sentito la prossima settimana l’assessore regionale dei Lavori Pubblici Antonio Piu”. Red









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