Loiri Porto San Paolo (SS), 6 Ott 2026 - Il controllo delle campagne e la conoscenza del territorio hanno consentito ai Carabinieri d’individuare una vasta piantagione di Marijuana e di ricostruire la presunta attività di quattro persone che, con compiti diversi, ne avrebbero organizzato e gestito la produzione.
L’operazione nasce dalla presenza quotidiana della Stazione Carabinieri di Loiri Porto San Paolo nelle campagne del paese, un territorio esteso nel quale il controllo prosegue oltre i centri abitati e le località costiere.
I servizi svolti insieme ai colleghi dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna, hanno permesso di scoprire, in una zona impervia e difficilmente accessibile, una coltivazione composta da 2.289 piante di Cannabis, disposte su 69 filari, sequestrata il 26 agosto 2025.
La piantagione era dotata di un articolato impianto di irrigazione a goccia, cisterne per l’accumulo dell’acqua, collegamenti elettrici e una recinzione elettrificata. Al momento dell’intervento, il sistema irriguo era ancora in funzione. Poi dopo il rinvenimento delle piante, è iniziato il lavoro per individuare chi avesse realizzato e curato la coltivazione.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania e condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia, hanno integrato le osservazioni sul territorio con testimonianze, intercettazioni e accertamenti tecnici, delineando i rapporti e i contributi attribuiti ai quattro indagati.
Secondo la ricostruzione accolta dal Gip, i quattro avrebbero agito con una divisione dei compiti: dall’approvvigionamento delle piantine alla messa a disposizione del terreno e delle utenze, fino alla cura della coltivazione. Avrebbero inoltre tentato di creare una copertura apparentemente legale all’attività, attraverso un contratto di subaffitto fittizio, per dissimulare le effettive responsabilità.
Gli accertamenti tossicologici svolti dal Ris di Cagliari, richiamati nell’ordinanza hanno stimato una produzione potenzialmente ricavabile di oltre 133 chilogrammi di materiale vegetale ripulito, contenenti circa 6,82 chilogrammi di principio attivo THC. Nell’ipotesi di un’integrale commercializzazione al dettaglio, il prodotto avrebbe potuto raggiungere un valore di mercato indicativo di circa 1,2 milioni di euro, stimato sulla base dei prezzi medi nazionali. A conclusione delle indagini, il Gip del Tribunale di Tempio Pausania, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato e salvo ulteriori approfondimenti, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dei quattro indagati, gravemente indiziati di coltivazione illecita di sostanze stupefacenti in concorso, con l’aggravante dell’ingente quantità. Le misure sono state eseguite dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna, delle Stazioni territorialmente competenti delle Compagnie di Nuoro e Bitti e della Stazione di Loiri Porto San Paolo.
L’operazione evidenzia il valore della presenza delle Stazioni anche nelle campagne e della loro integrazione con i reparti specializzati e investigativi dell’Arma, capace di sviluppare il controllo del territorio fino alla ricostruzione delle responsabilità nella produzione dello stupefacente.
Si autorizza la comunicazione della nota stampa come da decreto motivato n. 86 del Reg. 2026 del 6.10.2026 con la precisazione che i fatti sopra riportati, allo stato, si riferiscono esclusivamente alla fase d’indagine preliminare fatto salvo il giudizio di merito.








Comments are closed.