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Oggi alle urne e alla vigilia Lula al 45% e Flavio Bolsonaro al 42%.

Brasilia, 4 Ott 2026 - Il Brasile si appresta ad aprire le urne per una delle elezioni presidenziali più tese e polarizzate della sua storia democratica. La sfida tra il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva e lo sfidante di estrema destra Flávio Bolsonaro si preannuncia come un testa a testa dall'esito incerto, con la quasi certezza di un rinvio al ballottaggio previsto per il 25 ottobre. Oltre alla guida dell'undicesima economia mondiale — ricca di risorse strategiche come il 23% delle terre rare globali — la consultazione deciderà l'asse geopolitico del Paese: da un lato il multilateralismo promosso da Lula, dall'altro l'adesione allo "Scudo delle Americhe" a trazione statunitense propugnata da Bolsonaro.

La campagna elettorale si chiude dopo settimane segnate da duri scontri, accuse incrociate e forti tensioni politiche, alimentate anche dalla promessa di Bolsonaro di concedere la grazia al padre Jair, attualmente agli arresti domiciliari. Nell'ultimo comizio a San Paolo, Lula ha descritto la scelta come un bivio tra "democrazia e barbarie", esortando anche gli anziani ad andare a votare; Bolsonaro ha invece fatto appello a un voto di "ribellione contro la corruzione e la criminalità", evocando il rischio di disordini nei giorni che separano il primo dal secondo turno.

Circa 160 milioni di elettori sono chiamati alle urne dalle 8:00 alle 17:00 (ora locale). Grazie al sistema di voto elettronico, i risultati definitivi — che assegneranno anche i seggi per 27 governatori, 513 deputati federali e 54 senatori — saranno disponibili in poche ore. Mentre Lula punta sul suo storico bacino d'utenti nel Nordest e Bolsonaro mira a dominare nel Sud e nel Midwest, l'attenzione resta concentrata sul ricchissimo Sud-Est, e in particolare sullo Stato chiave del Minas Gerais, storicamente determinante per la vittoria finale.

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