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Merz arriva a Kiev, se non fermata Russia ci attaccherà. Mosca: stranieri e diplomatici lascino Kiev.

Kiev, 4 Ott 2026 - "Se non si ferma la Russia, la sua macchina da guerra si rivolgerà prima o poi contro di noi".

Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz al suo arrivo alla stazione ferroviaria di Kiev, dove si è recato oggi per una visita a sorpresa volta a rafforzare il sostegno militare tedesco all'Ucraina. Lo riferiscono i media tedeschi, tra cui l'emittente Ntv e il quotidiano Bild. Secondo l'edizione online del giornale, nella capitale ucraina Merz intende annunciare "nuovi aiuti militari di grande portata" a Kiev.

La guerra tra Russia e Ucraina entra in una fase cruciale e drammatica, trasformatasi in una serrata corsa contro il tempo per piegare la tenuta del fronte interno avversario. Nelle ultime ore le forze armate di Mosca hanno sferrato un pesante attacco contro le infrastrutture strategiche della capitale ucraina, colpendo con droni da combattimento il Ponte Nord (Severny) che attraversa il fiume Dnipro. L'infrastruttura, considerata da Mosca un obiettivo militare legittimo per il passaggio di truppe e rifornimenti, si aggiunge ai danni già subiti dal ponte meridionale, lasciando di fatto Kiev tagliata in due.

Il Ministero degli Esteri russo ha rinnovato l'invito a diplomatici e cittadini stranieri ad abbandonare la città, mentre cresce l'allarme per un imminente attacco massiccio: secondo quanto riportato dal New York Times, lo Stato Maggiore russo sarebbe pronto a lanciare oltre mille missili per spazzare via la rete energetica ucraina in vista dell'inverno. Il presidente Volodymyr Zelensky, citando documenti d'intelligence, ha denunciato il tentativo del Cremlino di costringere la popolazione a evacuare le principali città.

Per far fronte all'emergenza viabilità — con un flusso quotidiano di circa 600.000 veicoli tra le due sponde — il ministro ucraino delle Infrastrutture Mykola Kalashnyk ha annunciato l'avvio della costruzione di diversi ponti galleggianti sul Dnipro, stimando circa tre mesi per garantire almeno la metà della capacità di transito originaria, mentre si valuta l'ipotesi futura di un tunnel sotterraneo. Nel frattempo, Kiev risponde intensificando la propria dottrina di attacco con droni contro le raffinerie di petrolio in territorio russo.

Sul piano geopolitico, Vladimir Putin appare convinto che l'aumento dei prezzi energetici e dei tassi d'interesse possa progressivamente erodere il sostegno economico-militare occidentale. A complicare il quadro diplomato emergono le rivelazioni del New York Times su presunti negoziati condotti nei mesi scorsi dall'amministrazione Trump: sul tavolo ci sarebbe un maxi-accordo petrolifero da circa 20 miliardi di dollari relativo agli asset mondiali della compagnia russa Lukoil, mediato da emissari statunitensi e legato a società mediorientali, che evidenzia un controverso intreccio tra interessi commerciali e diplomazia per porre fine al conflitto.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che "il missile balistico ucraino FP-9, in grado di raggiungere Mosca, sarà pronto entro l'autunno". Lo ha annunciato lo stesso leader ucraino in un'intervista a Reuters.
Zelensky ha dichiarato di aver chiamato il produttore Fire Point per sollecitare la dirigenza a completare rapidamente i lavori sul modello FP-9 a lungo raggio, che secondo l'azienda è in grado di colpire Mosca.

Lista unita, il partito del premier uscente Andris Kulbergs, è in testa alle elezioni legislative in Lettonia con il 35,4% dei voti, secondo i risultati parziali diffusi dalla commissione elettorale sulla base di oltre il 92% dei suffragi. La formazione ottiene 41 dei 100 seggi della Saeima, il Parlamento monocamerale.
Un risultato che lascia prevedere una conferma della linea filoeuropea e del sostegno all'Ucraina, ma che si accompagna a una forte avanzata dei partiti populisti. “È più alto del previsto", ha commentato Kulbergs già sabato sera, dopo la diffusione degli exit poll che gli attribuivano un risultato analogo. "Significa che le persone vogliono davvero il cambiamento", ha aggiunto il premier, in carica da maggio, indicando come priorità la "crescita economica" e "un futuro per i bambini della Lettonia".
La questione centrale e' ora la formazione di una coalizione. Tra gli attuali alleati di Lista unita, la nazionalista Alleanza nazionale si colloca al quarto posto con il 9% e 11 seggi, mentre la centrista Nuova unità è sesta con il 6,2% e sette deputati. Le tre formazioni avrebbero quindi complessivamente 59 seggi. Resta invece sotto la soglia di sbarramento del 5% un altro componente della maggioranza uscente, l'Unione dei verdi e degli agricoltori.   

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