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Parigi e le banlieue in fiamme: la rabbia degli studenti travolge la Francia.

Parigi, 2 Ott 2026 - Le piazze e le aule di Parigi, Lione, Marsiglia, Lille e Bordeaux sono teatro di un'estesa ondata di agitazioni sociali. I blocchi dei licei e le occupazioni degli atenei si susseguono a ritmo serrato, riportando i giovani al centro dello scontro politico con le autorità. La rabbia nasce da cause strutturali complesse, alimentate da un malessere profondo verso il sistema scolastico e le politiche di austerità.

Le prime motivazioni risiedono nel degrado quotidiano delle scuole: aule sovraffollate con picchi di 35 studenti, edifici fatiscenti privi di riscaldamento d'inverno o di condizionamento d'estate, oltre a una cronica carenza di docenti che causa la perdita di centinaia di ore di lezione per assenza di supplenti.

Il movimento studentesco ha unito le forze con i sindacati del settore pubblico nell'ambito dello sciopero generale contro la manovra finanziaria dell'esecutivo. I tagli alla spesa e il congelamento degli stipendi statali hanno spinto insegnanti e studenti a denunciare l'assenza di investimenti nel futuro dell'istruzione pubblica per ripianare il deficit.

A questa sofferenza materiale si somma la pressione psicologica legata a Parcoursup, l'algoritmo statale di orientamento e selezione per l'accesso all'università. Ritenuta opaca e discriminatoria, la piattaforma lascia ogni anno decine di migliaia di diplomati senza un posto nelle facoltà desiderate, alimentando ansia e senso di ingiustizia sociale.

Ad infiammare definitivamente la protesta è stato il pugno duro delle forze dell'ordine davanti ai cancelli degli istituti. L'impiego diffuso di gas lacrimogeni, le cariche e i fermi di centinaia di minorenni hanno scatenato la reazione dei collettivi universitari e delle associazioni studentesche, trasformando una rivendicazione scolastica in un'aperta battaglia politica contro la repressione statale.

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