Cagliari 1 Ott 2026 – La seduta statutaria del Consiglio regionale della Sardegna è stata aperta dal presidente Piero Comandini, che ha comunicato all’Aula l’adesione dei consiglieri Pintus e Agus al gruppo del Pd e la conseguente comunicazione del capogruppo Pd, Deriu, che ha modificato la denominazione del raggruppamento in “PD-Progressisti”.
Concluse le formalità di rito il presidente Comandini ha commemorato in Aula Pietrino Soddu, scomparso a Sassari a 97 anni, definendolo uno dei protagonisti assoluti della politica sarda e un simbolo dell'Autonomia.
Il profilo istituzionale. Nato a Benetutti il 19 giugno 1929, laureato in giurisprudenza, Soddu è stato sette volte presidente della Regione, consigliere regionale in cinque legislature (dalla IV alla VIII), più volte assessore, presidente della provincia di Sassari, sindaco, consigliere provinciale e comunale, nonché esponente storico della Democrazia Cristiana. È stato inoltre deputato per tre legislature, dal 1983 al 1994. In Consiglio regionale ha presieduto la Commissione Autonomia nella VI legislatura e la Quarta commissione "Programmazione" nella VIII.
Comandini ha rievocato l'ultimo incontro, risalente allo scorso febbraio a Sassari, dove si era recato per raccogliere il contributo di Soddu al percorso di riforme avviato dal Consiglio, in particolare alla futura legge Statutaria: due ore definite intense e preziose, "umanamente prima ancora che politicamente", cariche di storia, saggezza, moniti e consigli. Da quell'incontro il monito principale indicato da Soddu per chi fa politica: garantire giustizia e libertà per le persone governate. Comandini lo ha ricordato come un gentiluomo che ha dedicato la vita alla politica, con una vivace intelligenza che lo ha portato a spaziare anche nell'arte, nella poesia e nella letteratura.
Qualunque carica ricopriva, per Soddu era importante stare vicino alla gente; anche da parlamentare il suo obiettivo è stato far diventare la Sardegna protagonista dello sviluppo. Comandini ha parlato di un vuoto incolmabile, sottolineando che i suoi insegnamenti e la sua visione moderna accompagneranno la classe politica di oggi e di domani.
A nome dell'intera Assemblea, Comandini ha espresso ai familiari il più sentito cordoglio, ricordando l'impegno politico, l'attaccamento alle Istituzioni e il rapporto umano di Soddu, che hanno segnato e dato una svolta alla storia della politica in Sardegna. L'intervento si è chiuso con l'invito a osservare un minuto di silenzio.
Il presidente ha quindi annunciato l’esame del documento di economia e finanza regionale.
Il consigliere Mula (FdI) è intervenuto sull’ordine dei lavori, per lamentare il malfunzionamento dei pc in dotazione ai consiglieri e sull’impossibilità di consultare i documenti cartacei.
Il presidente Comandini ha rassicurato l’esponente della minoranza: «Mi farò carico di fornire le 475 pagine del documento in discussione e ricordo che siamo in una fase di modernizzazione dei lavori dell’aula e tra pochi giorni il sistema sarà operativo».
Il relatore di maggioranza Alessandro Solinas (M5S) ha svolto dunque la relazione di maggioranza sul DEFR 2027-2029, ricostruendo anzitutto l'iter del provvedimento: approvato dalla Giunta regionale con deliberazione 13 agosto 2026, n. 42/70, assegnato il primo settembre alla Terza Commissione in sede referente e trasmesso alle altre Commissioni permanenti per il parere sugli aspetti di competenza ai sensi dell'articolo 33 ter del Regolamento interno, il Documento ha acquisito i pareri favorevoli delle Commissioni di merito tra l'8 e il 10 settembre. Nella seduta del 16 settembre la Terza Commissione ha esaminato il testo, previa illustrazione dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, licenziando con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza e il voto contrario dei gruppi di opposizione, approvando alcune modifiche proposte dalla Giunta regionale dirette principalmente ad aggiornare il quadro delle entrate tributarie e gli indicatori congiunturali alla luce delle più recenti rilevazioni economiche e delle pubblicazioni ministeriali relative al primo semestre 2026.
Nel suo intervento il relatore ha preliminarmente rilevato come il Defr si collochi in una fase particolarmente significativa e complessa del processo di programmazione economico-finanziaria, caratterizzata dal progressivo adeguamento dell'ordinamento nazionale al nuovo quadro della governance economica europea, circostanza che incide direttamente sulle modalità di predisposizione dei documenti programmatori regionali. Il Documento di finanza pubblica nazionale, predisposto in attuazione delle nuove regole europee e presentato entro il 30 aprile, è orientato alla rendicontazione dello stato di attuazione del piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029 e agli andamenti tendenziali della finanza pubblica a legislazione vigente, ma non contiene il quadro programmatico delle politiche economiche, che sarà definito dal Governo con il documento programmatico di bilancio da presentarsi entro il 15 ottobre. Da tale disallineamento temporale deriva, secondo il relatore, l'oggettiva impossibilità per le Regioni di disporre al momento della predisposizione del Defr di tutti gli elementi conoscitivi necessari per elaborare scenari programmatici completi e definitivi, in un contesto internazionale segnato da persistenti tensioni geopolitiche, elevata volatilità dei mercati e incertezze economiche. Il quadro delle risorse regionali per il triennio sarà adeguato con la nota di aggiornamento al Defr che accompagnerà la manovra di bilancio 2027-2029.
Pur all'interno di tale quadro, ha proseguito Solinas, il Documento presenta una struttura organica e coerente, elaborata con il coinvolgimento dell'intero Sistema Regione e orientata a rafforzare la capacità programmatoria dell'Amministrazione regionale, articolandosi in tre parti strettamente integrate: la prima descrive il contesto economico, sociale e demografico delle politiche regionali; la seconda, dedicata alla programmazione regionale, espone il quadro finanziario di riferimento, sviluppa cinque Focus tematici — Vivere i territori, Prendersi cura delle persone, Crescere con la conoscenza, Innovare per competere, Governare con i territori — nei quali sono organizzati gli obiettivi strategici, e delinea gli indirizzi rivolti agli enti, agenzie e società regionali; la terza, rubricata Dalla programmazione ai risultati, sviluppa il raccordo tra DEFR, bilancio, Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) e controlli, con particolare attenzione al monitoraggio e alla valutazione dei risultati. L'Allegato, parte integrante e sostanziale, completa il quadro con un sistema di indicatori associati agli obiettivi strategici, organizzati secondo i Focus tematici.
Nel merito dei contenuti, il relatore ha definito ambiziosa e condivisibile la visione strategica del Documento, fondata sulla consapevolezza delle principali criticità strutturali dell'Isola e sulla volontà di affrontarle con politiche integrate e di lungo periodo. Il DEFR individua nello spopolamento, nell'invecchiamento della popolazione, nella fragilità sociale e negli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità le principali sfide dei prossimi anni, evidenziando al tempo stesso gli elementi di resilienza e le opportunità del sistema economico regionale, in un contesto in cui la situazione finanziaria della Regione appare complessivamente più favorevole rispetto agli esercizi precedenti. Il quadro conoscitivo mostra una Sardegna con segnali di crescita e rafforzamento economico, ma ancora alle prese con persistenti fattori di debolezza: il declino demografico, la limitata dimensione del sistema produttivo innovativo, livelli di produttività inferiori alle medie nazionali, una ridotta capacità di internazionalizzazione e una significativa dipendenza dal turismo e dal comparto petrolifero. Analogamente, pur in presenza di un miglioramento degli indicatori del mercato del lavoro, permane l'esigenza di generare opportunità occupazionali stabili e qualificate, capaci di contrastare i fenomeni migratori che interessano soprattutto le giovani generazioni e le aree interne dell'Isola.
Il relatore ha quindi giudicato condivisibile l'impostazione strategica del Documento, che individua nel rafforzamento dei servizi ai cittadini, nella valorizzazione del capitale umano, nello sviluppo della conoscenza, nell'innovazione, nella competitività del sistema economico e nell'accrescimento della capacità amministrativa le principali leve per una crescita sostenibile, inclusiva e duratura. Particolarmente apprezzabile, ha aggiunto, il progressivo orientamento della programmazione regionale verso una logica di risultato, fondata su obiettivi misurabili, indicatori verificabili e sistemi di monitoraggio capaci di rafforzare la trasparenza dell'azione pubblica e l'efficacia delle politiche regionali.
In conclusione, Solinas ha osservato come la sfida decisiva dei prossimi anni non risiederà soltanto nella disponibilità delle risorse finanziarie, ma soprattutto nella capacità dell'Amministrazione regionale e dell'intero sistema pubblico regionale di tradurre la programmazione in interventi concretamente realizzati, valutabili e percepibili dai cittadini, dai territori e dal sistema produttivo, auspicando il più ampio sostegno dell'Aula a un documento che individua le principali direttrici dello sviluppo economico, sociale e istituzionale della Sardegna per il triennio 2027-2029.
Fausto Piga (FdI), relatore di minoranza, ha aperto il suo intervento con un giudizio complessivo severo: «Se la legislatura finisse oggi consegnereste una Sardegna peggiore di quella che avete avuto in eredità nel 2004». Il DEFR, ha detto, è «un libro dei sogni e di buoni propositi», privo di misure strutturali e fatto di interventi spot: «Non è il modo di pianificare le politiche economiche. Non basta stanziare risorse: per spendere serve visione e strategie, e non ci sono».
Il relatore di minoranza è tornato sulla vertenza entrate: «L'anno scorso, grazie al governo Meloni, avete programmato 2 miliardi e mezzo delle risorse della vertenza, un record, ma li avete sparpagliati». Il Defr, ha aggiunto, «è un copia e incolla, anche fatto male», nonostante la parte burocratica abbia lavorato bene. «Ma noi non siamo ragionieri e facciamo politica, ed è su questo che dobbiamo confrontarci: perché manca il monitoraggio della spesa e mancano gli strumenti per disegnare una Sardegna migliore».
Secondo Piga si è lontani da un cronoprogramma serio e dalla chiarezza sugli strumenti con cui realizzare i propositi: «Abbiamo buttato all'aria già metà legislatura. Siamo alla politica del "faremo". Dopo due anni e mezzo siamo stufi delle vostre “supercazzole”. Vogliamo sapere dove state mettendo i soldi, perché i problemi continuano a restare senza soluzione?».
Il passaggio più duro è dedicato alla questione aeroporti, «il grande assente del Defr», che secondo Piga viene tenuto nascosto nonostante il term sheet sia scaduto: «Perché nascondete questo tema? La nostra posizione è chiara: sì a una rete che tuteli l'interesse pubblico, no a un progetto dove i privati vengono prima dell'interesse pubblico. Le inchieste dimostrano che i nodi vengono al pettine. Cosa deve ancora accadere per capire che vi dovete fermare? Cosa deve accadere perché la Todde venga in Aula a spiegare? Se non lo fa la Todde, lo faccia adesso l'assessore Meloni. Oggi deve metterci la faccia, non dia in sede di replica risposte elusive e fumose: servono informazioni chiare e serie sulla questione aeroporti».
Alessandro Sorgia (FdI) ha dichiarato di aver letto con attenzione il Documento: «La Giunta parla di sviluppo, ma il documento certifica un rallentamento». Ha citato le previsioni di crescita del Pil, allo 0,4 per cento nel 2026 e allo 0,3 nel 2029 — «arretriamo» — e la «scure sul comparto delle costruzioni, meno 2,27 per cento nel 2027», chiedendo quali misure la Giunta intenda mettere in campo «per arginare l'emorragia occupazionale ed economica».
Sul quadro demografico, Sorgia ha ricordato che «tra il 2015 e il 2026 abbiamo perso 108 mila residenti» e che la Sardegna ha il tasso di natalità più basso d'Italia e un altissimo indice di vecchiaia. Quanto alla sanità, l'ha definita «disastrosa»: nel 2024 la rinuncia alle cure è stata la più alta della media nazionale, con il sistema sanitario al collasso e la disperazione nei pronto soccorso a certificarlo; un disastro «aggravato dal mantenimento dell'interim senza competenza specifica in materia». Ha inoltre rilevato l'assenza del Presidente e dell'Assessora dal dibattito in Aula.
Sul fronte della spesa, secondo Sorgia la Giunta «non è in grado di spendere le risorse stanziate»: lo dimostra il mutuo per le infrastrutture, con il 33 per cento degli investimenti al 31 dicembre 2025 e la lentezza degli interventi, con 94,8 milioni di euro definanziati a fine 2025. Sul sociale, ha respinto ogni trionfalismo a fronte di una povertà relativa che colpisce il 17 per cento delle famiglie sarde, del tasso di abbandono scolastico e del divario di opportunità tra uomini e donne. «Il Defr è un libro dei sogni che si scontra con la Sardegna che arranca», ha concluso: «In campagna elettorale avete cavalcato il malcontento promettendo stravolgimenti e rivoluzioni, oggi alla prova dei fatti si misura la distanza tra propaganda e realtà. State riducendo la Sardegna in condizioni di sofferenza economica, sociale e sanitaria mai viste prima, avete tradito la speranza dei sardi. Preannuncio il voto contrario al Defr».
Rubiu (FdI) si è soffermato sul metodo, definendo il Documento importante ma sottolineando la necessità di guardare con attenzione non solo agli obiettivi, «ma soprattutto agli strumenti». Il Sulcis, ha detto, «più di tutti ha bisogno che i programmi si trasformino in azioni».
Il Sulcis è un territorio di transizione energetica e il progetto Refuel, finanziato con 27 milioni di euro, rappresenta un'opportunità concreta per il territorio e per la Sardegna: «Ricerca, innovazione e transizione energetica per creare valore nel territorio. Il Sulcis ha bisogno di questi investimenti, capaci di costruire una nuova prospettiva. Refuel deve essere considerato un'eccellenza e seguito con la massima attenzione: non sono ammessi ritardi». Per Rubiu è una delle esperienze su cui investire con convinzione nella transizione industriale.
Più in generale, il consigliere ha osservato come le previsioni economiche del Defr mostrino una crescita molto contenuta del Pil fino al 2029 e un valore aggiunto dell'industria fermo, da cui la richiesta di una politica industriale specifica per il Sulcis: «Abbiamo pagato un prezzo troppo alto nelle trasformazioni industriali». Il Documento, ha concluso, «deve essere verificato sugli investimenti: quanti posti di lavoro, quante imprese, in quali tempi, quali infrastrutture.
Critico sul Defr anche il capogruppo di FdI, Paolo Truzzu, che ha evidenziato come alla Giunta manchi una strategia capace di incidere sul futuro della Sardegna, nonostante l’ingente disponibilità di risorse economiche. L’esponente della minoranza ha letto alcuni dati negativi sull’economia e sul lavoro contenuti nel documento, sottolineando, in particolare, l’aumento della disoccupazione dall’8,5 al 9,5 per cento, in controtendenza rispetto al dato nazionale, in diminuzione, e che si attesta al 6,3 per cento. Sulla sanità, ha aggiunto, che a fronte di una spesa pro capite più elevata di 270 euro rispetto a quella nazionale, la Sardegna ha la più alta percentuale di cittadini che rinunciano alle cure (17% contro il dato nazionale del 9%). Truzzu ha anche sottolineato che, se il sistema sanitario sardo sta reggendo, è soltanto grazie all’abnegazione degli operatori sanitari e che si rischia “un burnout complessivo”. Critiche anche sulla mancanza di una chiara strategia regionale sul sistema aeroportuale. Nel Defr, ha aggiunto, manca un progetto in grado di contrastare lo spopolamento, attrarre investimenti, imprese e professionalità e creare nuove opportunità di sviluppo. Secondo Truzzu, anche il progetto dell’Einstein Telescope è a rischio, perché servono anche altri tipi di investimenti a sostegno del progetto. Il consigliere ha annunciato il voto contrario di FdI.
Nel suo intervento l’assessore regionale del Bilancio, Giuseppe Meloni, ha proposto all’Aula un confronto più costruttivo sulla programmazione finanziaria, invitando maggioranza e opposizione a superare quella che ha definito una “campagna elettorale perenne”. Secondo Meloni, il Defr deve rappresentare uno strumento capace di tradurre gli obiettivi politici in interventi concreti, ma per farlo occorrono risorse certe e programmabili nel tempo. L’assessore ha sottolineato come le ingenti disponibilità economiche, di cui si parla, derivino spesso da entrate una tantum, avanzo di amministrazione o comunicazioni tardive dello Stato e non possano, quindi, essere considerate strutturali nella programmazione pluriennale. Meloni ha sollecitato un’azione comune del Consiglio a sostegno delle rivendicazioni finanziarie della Sardegna nei confronti dello Stato. Tra le questioni prioritarie, il riconoscimento degli svantaggi legati all’insularità, ma anche allo spopolamento e all’inverno demografico, temi sui quali la Regione dovrà continuare a confrontarsi con Roma e con l’Europa. L’obiettivo, ha concluso l’assessore, deve essere quello di trasformare le indicazioni contenute nel Defr in atti concreti capaci di migliorare le condizioni di vita dei sardi.
Il presidente del Consiglio ha quindi chiuso la discussione generale e ha annunciato la presentazione dell’ordine del giorno della Giunta regionale n. 1 di modifica e integrazione del Defr.
Ha annunciato il voto contrario il consigliere Fausto Piga Piga (FDI), evidenziando che l’assessore non ha risposto ai tanti temi esposti nel suo intervento e ha chiesto che la presidente della Regione, Alessandra Todde, venga in Aula a riferite su quanto sta accadendo sul tema del sistema aeroportuale. Voto contrario è stato annunciato anche dal capogruppo di FdI, Paolo Truzzu, che ha ribadito la disponibilità a collaborare su proposte che vogliono fare gli interessi dei sardi, ma ha chiesto altrettanta attenzione da parte della maggioranza nei confronti delle proposte avanzate dalla minoranza, sottolineando che il rispetto deve essere reciproco.
Il presidente Comandini ha messo in votazione l’ordine del giorno della Giunta regionale n. 1 “concernente modifiche e integrazioni al Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2027-2029 (Doc n. 46 XVII/A). L’Aula ha approvato l’ordine del giorno per alzata di mano.
Il presidente Comandini ha quindi messo in votazione il Defr (Doc n. 46 XVII/A), che è stato approvato con 33 voti a favore e 20 contrari.
Il Consiglio regionale ha, poi, esaminato il Documento 34 (Consulta regionale per l'emigrazione. L.R. 15 gennaio 1991, n. 7, art. 25. Modifica della deliberazione n. 33/21 dell'11 settembre 2024. Sostituzione componente).
La relatrice Lara Serra (M5S) ha ricostruito l’iter del provvedimento, ricordando che i tre esperti della Consulta vengono nominati dal Consiglio regionale su proposta della Giunta e che, per la prima volta, la scelta era avvenuta attraverso una manifestazione di interesse.
Successivamente, alle controdeduzioni dell’interessato, in cui l’assessorato ha ritenuto alcune espressioni lesive dell’onorabilità dell’ente rappresentato, la Giunta ha confermato la richiesta di revoca, che è stata poi licenziata, a maggioranza, dalla Commissione.
Paolo Truzzu (FdI) ha contestato le motivazioni della proposta, sostenendo che il legittimo diritto di critica sia stato confuso con un attacco all’Istituzione. Secondo Truzzu, le osservazioni formulate dall’esperto rientrerebbero nelle funzioni proprie del suo ruolo. Il consigliere ha inoltre sottolineato che il componente è stato nominato dal Consiglio regionale e ha messo in discussione il richiamo alla rottura del rapporto fiduciario con l’assessora Manca. Truzzu ha. Infine, chiesto il voto segreto.
L’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, ha escluso che alla base della richiesta ci sia una contrapposizione personale, ribadendo di non mettere in discussione la professionalità e le competenze dell’esperto. Ha ricordato che la sua individuazione era avvenuta dopo una manifestazione di interesse alla quale avevano partecipato 21 candidati e ha ricostruito le contestazioni avanzate dall’esperto sui programmi regionali per l’emigrazione. Secondo Manca, però, alcuni contenuti delle comunicazioni avrebbero superato il diritto di critica, coinvolgendo l’operato dell’Amministrazione e dei funzionari regionali con riferimenti a possibili responsabilità, collusioni, conflitti di interesse, gestione clientelare delle risorse e con accostamenti ritenuti gravemente inappropriati. L’assessora ha riferito anche della richiesta di tutela avanzata dai funzionari dell’Ufficio emigrazione, precisando che spetta comunque al Consiglio regionale decidere in piena autonomia se confermare o revocare il componente della Consulta.
Il presidente ha messo in votazione il documento 34 che proponeva la sostituzione del componente. L’Aula ha respinto a voto segreto il documento con 29 voti contrari e 19 a favore.
Il capogruppo del M5S, Michele Ciusa, ha chiesto la sospensione dei lavori per una Conferenza dei capigruppo, annunciando che nel caso l’Aula avesse respinto la sua richiesta il suo Gruppo non avrebbe continuato a partecipare ai lavori.
Il presidente Comandini ha sospeso i lavori e convocato una Conferenza di capigruppo.
Alla ripresa dei lavori, il presidente Comandini ha comunicato l’esito delle votazioni del Cal per la sostituzione di alcuni componenti. L’esito della votazione non ha rispettato il principio della parità di genere.
Il presidente Comandini ha quindi dichiarato chiusa la seduta. Il Consiglio regionale sarà convocato a domicilio. Com










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