Cagliari, 30 settembre 2026 - “L’autonomia degli enti locali non si misura dal numero delle funzioni trasferite, ma dalla capacità concreta di esercitarle”. È il punto centrale dell’intervento dell’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, all’iniziativa promossa da ANCI Nazionale, ANCI Sardegna e Comune di Cagliari I Comuni nella polis territoriale.
“Una funzione, da sola, non basta - sottolinea Spanedda -. Servono risorse, personale, competenze e capacità di programmare. È su questo che si misura l’autonomia reale”.
Su questo terreno la Regione ha rafforzato gli strumenti a disposizione degli enti locali: dal Fondo Unico, incrementato di ulteriori 50 milioni di euro, al Comparto unico, con 30 milioni annui dal 2026, fino alla Scuola di formazione degli enti locali, finanziata con 2,3 milioni di euro nel triennio 2026-2028. A queste misure si aggiungono 4,8 milioni di euro per la costituzione di uffici tecnici specialistici presso gli enti di area vasta, destinati alla valutazione dei progetti da fonti rinnovabili, nel quadro della L.R. 20/2024 e della tutela dei beni ambientali, storici, archeologici e paesaggistici.
“Sono interventi diversi - spiega l’assessore - ma rispondono alla stessa scelta: mettere gli enti nelle condizioni di esercitare pienamente le proprie responsabilità”.
La stessa impostazione guida il percorso di aggiornamento e completamento del Piano Paesaggistico Regionale. “Abbiamo scelto di iniziare il nuovo percorso del PPR partendo dall'ascolto. II paesaggio è un bene comune e le scelte che lo riguardano devono maturare nel confronto con le comunità locali”.
Per Spanedda, il punto è tenere insieme autonomia e coesione, responsabilità dei territori e una direzione comune. “Le decisioni devono essere assunte al livello più vicino alle comunità quando questo è il livello più efficace. Ma autonomia significa anche garantire condizioni di equilibrio, perché i territori non partono tutti dalla stessa situazione”.
Da qui il rafforzamento del confronto con gli enti locali nella programmazione delle risorse e delle politiche territoriali. «La Conferenza Regione-Enti locali deve essere sempre più il luogo nel quale si costruiscono insieme priorità e criteri, non soltanto quello in cui si comunica una decisione già presa».
“Regione e Comuni non sono livelli istituzionali in competizione - conclude Spanedda -. Siamo parti dello stesso sistema di governo della Sardegna. La Regione deve garantire una direzione comune, mettere a disposizione risorse e competenze e assicurare il riequilibrio; i territori devono avere spazio e strumenti per assumersi le proprie responsabilità. È così che l’autonomia diventa capacità di governare e di produrre risposte più efficaci per i cittadini”. Com












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