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Minacce russe sull’Europa, Lipsia: due indagati legati a Mosca. 007, Russia pianifica sabotaggi.

Berlino, 3 Sett 2026 - Si stringe il cerchio attorno agli autori del grave attacco ibrido avvenuto all'aeroporto di Lipsia, dove tra il 4 e il 14 agosto sono stati individuati tre droni carichi di esplosivo, uno dei quali è impattato contro un aereo cargo della DHL. Gli inquirenti tedeschi, risaliti ai sospetti tramite tracce di DNA e l'analisi delle celle telefoniche, hanno identificato due uomini con legami diretti con i servizi segreti di Mosca: un cittadino di origine russa con passaporto lettone e un bielorusso con passaporto russo. Ad accendere il dibattito politico in Italia e in Europa è il fatto che quest'ultimo fosse in possesso di un visto turistico rilasciato dalle autorità italiane, potenziale chiave d'accesso allo spazio Schengen.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del vertice informale Ue a Wicklow, ha subito annunciato verifiche sulle procedure di rilascio, ricordando come le concessioni avvengano nel rispetto dei requisiti ordinari in assenza di segnalazioni di sicurezza. Fonti qualificate della sicurezza hanno successivamente chiarito che il cittadino bielorusso non è comunque mai transitato sul territorio italiano. La notizia ha tuttavia riaperto lo scontro all'interno dell'Unione Europea sulle limitazioni ai visti turistiche per i cittadini russi.

Durante i lavori del Gymnich, l'Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas ha sollecitato una netta stretta sui rilasci, sostenuta da un blocco di paesi guidato da Germania, Polonia e repubbliche baltiche, preoccupati per i numeri elevati di accessi registrati nell'ultimo anno. Il tema vede contrapposte le diverse anime dell'Unione, con stati come Italia, Francia e Spagna che in precedenza avevano evidenziato le difficoltà tecniche relative al blocco selettivo degli ingressi.

La tensione diplomatica tra la Germania e il Cremlino è intanto al massimo storico. A seguito della decisione di Berlino di chiudere il consolato russo a Bonn e rescindere i contratti con la Casa Russia, Mosca ha convocato l'incaricato d'affari tedesco promettendo rigide ritorsioni. Nel frattempo, sia Parigi sia i vertici dell'Unione Europea hanno formalmente convocato i rappresentanti diplomatici russi per esprimere una ferma protesta, mentre la Germania resta in stato di massima allerta per la protezione delle proprie infrastrutture critiche.

l dibattito sulla guerra ibrida e sui presunti condizionamenti stranieri riaccende le divisioni interne alla maggioranza di governo, mettendo in luce posizioni diametralmente opposte tra i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Al centro del confronto figurano i rischi di ingerenze da parte della Federazione Russa nelle consultazioni elettorali dei paesi membri dell'Unione Europea e il ruolo politico del generale Roberto Vannacci, fondatore di Futuro Nazionale.

A margine della riunione informale dei ministri degli Esteri europei in Irlanda, il titolare della Farnesina Antonio Tajani ha invitato alla massima vigilanza, affermando di essere convinto dell'esistenza di concreti tentativi da parte di Mosca di interferire nella vita democratica e sui liberi processi elettorali dei paesi occidentali. Di parere opposto il leader della Lega Matteo Salvini, che ha nettamente ridimensionato i timori espressi dal collega, denunciando un'eccessiva "ansia anti-russa" ed escludendo che l'elettorato italiano possa lasciarsi condizionare da influenze estere. Salvini ha ironizzato sulla vicenda sostenendo di non temere ipotetiche invasioni di campo.

Lo scontro politico coincide con l'inchiesta pubblicata dal Financial Times, che ha definito Roberto Vannacci il "cavallo di Troia" di Mosca, evidenziandone la capacità di intercettare il malcontento popolare e la linea critica verso le sanzioni e la Nato. L'analisi della testata britannica descrive la parabola dell'ex generale come un fattore di potenziale pressione sulla stabilità della coalizione guidata da Giorgia Meloni.

Vannacci ha risposto con sarcasmo alle ricostruzioni della stampa internazionale, liquidando le accuse come tentativi di delegittimazione ideologica e ribadendo la legittimità del dissenso rispetto alle posizioni dominanti a Bruxelles. Sul fronte della sicurezza nazionale, l'intelligence italiana continua a monitorare con attenzione la frequenza degli attacchi informatici e della disinformazione veicolata via social, mantenendo al contempo aperti i canali di confronto tra le forze politiche per la tutela delle istituzioni democratiche.

Anche le autorità danesi hanno svelato piani concreti da parte della Russia per compiere azioni di sabotaggio contro aziende in Danimarca: lo riporta l'emittente di servizio pubblico danese, DR. "Constatiamo che anche le aziende danesi sono oggetto di concreti piani di sabotaggio da parte della Russia e che i servizi segreti russi stanno preparando attivamente azioni di sabotaggio rivolte all'industria della difesa in Danimarca" ha dichiarato Emil Græsholm, capo del controspionaggio danese presso il Pet, la polizia di sicurezza danese, intervistato dal quotidiano Berglinske. 

La Russia chiuderà le sedi del Goethe-Institut a Mosca, San Pietroburgo e Ekaterinburg in risposta alla chiusura della Casa Russa a Berlino da parte delle autorità tedesche. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov a margine del Forum Economico Orientale (EEF) a Vladivostok, come riporta la Tass sul suo sito.

"I tedeschi hanno sedi del Goethe-Institut qui: a Mosca, San Pietroburgo ed Ekaterinburg. Beh, ovviamente chiuderanno", ha detto Lavrov durante una conferenza, aggiungendo che la Germania ha deciso di chiudere la Casa Russa a Berlino e il Consolato Generale a Bonn ritenendo, sulla base di "ipotesi, speculazioni e congetture" che il drone precipitato a Lipsia fosse russo. "Hanno trovato un drone all'aeroporto di Lipsia, in Germania. Hanno concluso che il drone assomiglia a quelli usati dalla Russia, anche se non possono ancora confermarlo in modo definitivo", ha detto.

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