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Export, dichiarazione dell’on. Silvio Lai (Pd): Istat certifica la crisi competitiva delle isole. Mentre il sud cresce, Sardegna e Sicilia arretrano.


Cagliari, 11 Giu 2026 - I dati diffusi oggi dall’Istat sulle esportazioni regionali del primo trimestre 2026, confrontati con lo stesso periodo del 2025, fotografano una realtà che il Governo continua a sottovalutare.
Mentre il Mezzogiorno registra una crescita delle esportazioni del 7,1 per cento su base annua, le Isole arretrano del 19 per cento. La Sardegna, con un calo del 21,1 per cento, è tra le regioni con la peggiore performance d’Italia, preceduta soltanto dal Friuli-Venezia Giulia e seguita dalla Sicilia, che perde il 18,1 per cento.
Non si tratta soltanto di una flessione riconducibile ai prodotti petroliferi o alle dinamiche energetiche internazionali. I dati Istat evidenziano infatti un arretramento diffuso di comparti che rappresentano una parte fondamentale dell’economia della Sardegna: agricoltura (-46,6%), alimentari e bevande (-34,3%), chimica, metalli e manifattura. Secondo una elaborazione sui dati Istat, la riduzione delle esportazioni della Sardegna supera i 700 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta di un dato che non può essere liquidato come una semplice oscillazione congiunturale. Al contrario, emerge con forza una questione strutturale che riguarda la competitività delle regioni insulari.
Da anni denunciamo l’aumento dei costi del trasporto marittimo per merci e semilavorati da e verso la Sardegna. Le imprese dell’isola continuano a sostenere costi logistici superiori rispetto ai concorrenti della penisola, senza che siano stati introdotti strumenti efficaci di compensazione. A questo si aggiunge l’impatto delle nuove regole europee sulle emissioni del trasporto marittimo. Con l’estensione del sistema ETS al settore navale, una quota crescente dei costi sostenuti dagli operatori viene inevitabilmente trasferita lungo la filiera logistica, incidendo sui costi finali di imprese e cittadini.
Nel corso dell’esame dei principali provvedimenti economici e di bilancio, il Partito Democratico ha presentato numerose proposte per compensare gli extra-costi derivanti dall’insularità e sostenere il trasporto delle merci. Tra queste, gli emendamenti presentati dal sottoscritto e dai colleghi Marco Meloni e Antonio Nicita. Tutte le proposte sono state respinte dal Governo e dalla maggioranza.
Oggi l’Istat certifica un dato che dovrebbe far riflettere: mentre il Sud cresce, le Isole arretrano. Non siamo di fronte a una semplice differenza statistica tra territori. Siamo di fronte al segnale che Sardegna e Sicilia continuano a subire uno svantaggio competitivo strutturale che non viene adeguatamente compensato.
I dati Istat non dimostrano da soli un rapporto automatico di causa-effetto tra costi logistici e calo delle esportazioni. Dimostrano però che esiste un problema strutturale che merita di essere misurato e affrontato. Per questa ragione chiederemo che la Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità avvii immediatamente uno specifico approfondimento sull’evoluzione dei costi logistici e dei trasporti marittimi e sul loro impatto sulle esportazioni delle regioni insulari.
Presenteremo inoltre un’interrogazione al Governo affinché renda pubblici i dati relativi ai maggiori costi logistici sostenuti dalle imprese sarde e siciliane rispetto alle imprese della penisola e chiarisca come intenda utilizzare le risorse derivanti dall’ETS marittimo per compensare gli effetti che tali costi producono sui territori insulari.
L’insularità è entrata nella Costituzione grazie a una lunga battaglia istituzionale. Oggi i dati economici dimostrano che non basta riconoscerla sulla carta. Occorre tradurla in politiche economiche concrete. Perché il costo dell’insularità continua a essere pagato ogni giorno dalle imprese, dai lavoratori e dalle famiglie della Sardegna e della Sicilia. Red

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