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Serramenti – Porte, finestre e cancelli: la produzione sarda vola grazie agli incentivi. 777 attività, di cui quasi 600 artigiane, pensano al dopo superbonus.

Cagliari, 5 Giu 2026 - Porte, finestre e basculanti, ma anche telai e cancelli, in plastica, legno, metallo e rame.

Il comparto della produzione di serramenti in Sardegna si conferma una roccaforte dell’artigianato d'eccellenza anche se inizia a risentire dei contraccolpi legati alla fine dell'epoca dei grandi bonus edilizi.

Secondo l’ultimo report dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, nell’Isola operano 777 imprese specializzate nella produzione di porte e finestre in metallo, legno e plastica. La crescita rilevata nell’ultimo anno è stata dello 0,3% contro la media nazionale dello 0,4%. Il dato più rilevante è la “vocazione artigiana” regionale: ben il 76,4% delle imprese (594 unità) appartiene al mondo dell'artigianato, una quota nettamente superiore alla media nazionale (68,1%).

All’interno del settore troviamo anche le realtà che realizzano esclusivamente serramenti in legno; nell’isola sono ben 246, di cui il 75,6% sono a carattere artigiano.

A livello nazionale le imprese registrate sono 20.738 con oltre 92mila addetti; le imprese artigiane sono 14.124 e rappresentano il 68,1% delle aziende del settore. Il fatturato nazionale è di oltre 13 miliardi con 953 milioni di esportazioni.

Nella filiera dei serramenti, operano anche i professionisti delle “produzioni affini”, come i produttori di casseforti e cassette di sicurezza, che in Italia sono oltre 31mila, di cui 23mila artigiani, ma anche tutto il settore della riparazione, posa in opera e commercio dei serramenti con 57mila aziende, di cui 31 mila a carattere artigiano.

“I dati mettono in luce l’importante valore del nostro sistema produttivo: quasi l’80% delle imprese di serramenti in Sardegna è artigiano - afferma Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna - un numero che testimonia come la qualità, la posa in opera certificata e la personalizzazione del prodotto siano i veri vantaggi competitivi delle nostre micro e piccole imprese”.

La mappa della produzione vede Cagliari al comando con 309 imprese totali e 236 artigiane (76,4%), posizionandosi al 16° posto nella classifica nazionale per numerosità, con una crescita dello 0,3%. Segue Sassari-Gallura con 252 imprese di cui 184 artigiane e un incremento dello 0,4%. Nelle zone interne spicca il caso di Nuoro, dove l'83,8% delle imprese è artigiana, confermando come la produzione locale sia legata a tradizioni di falegnameria radicate nel territorio.

Sul fronte della sostenibilità, l'impatto degli incentivi fiscali è stato determinante per il mercato sardo. Per la sostituzione di infissi e serramenti all’interno del SuperEcobonus, in 4 anni di attività, dal 2020 al 2024, nell’Isola sono stati investiti 581milioni di euro, generando un risparmio energetico totale di 31 Gigawatt, confermando l'alta propensione dei cittadini sardi a investire nella qualità dell'involucro edilizio. A livello nazionale gli investimenti hanno superato i 22 miliardi con un risparmio energetico di quasi 2mila gigawatt.

Solo nel 2024, ultimo anno effettivo di attività del Superecobonus, nell’Isola sono stati investiti 28 milioni di euro che hanno portato un risparmio energetico di quasi 3 gigawata di energia.

“Dobbiamo dire che il continuo cambio di regole e l’incertezza dovuta alla presenza o meno degli incentivi, come accade ormai da troppi anni, non giovano al settore e ai cittadini che si trovano disorientati - conclude Meloni - per questo motivo, come Confartigianato Sardegna chiediamo alla politica regionale e nazionale una stabilità normativa concreta. Non possiamo permettere che il settore viva in un continuo “stop and go” legislativo sugli incentivi, che destabilizza le aziende e confonde i consumatori”. Com

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