Cagliari 29 Magg 2026. Le malattie della tiroide registrano un costante aumento di casi e interessano maggiormente la popolazione femminile in età adulta. Negli ambulatori di Endocrinologia del Policlinico Duilio Casula, dice il direttore della struttura professor Francesco Boi, «vengono effettuate circa 10mila visite per patologie tiroidee e le diagnosi di tumore maligno hanno raggiunto i 300 casi l’anno».
In Sardegna, gli interventi di asportazione della tiroide effettuati ogni anno sono circa 600. Nel 2025 al Policlinico Duilio Casula, dice il professor Pietro Giorgio Calò, direttore di Chirurgia generale dell’Aou di Cagliari e Prorettore all'Assistenza dell'Università degli Studi di Cagliari, «sono stati effettuati 345 interventi di tiroidectomia, oggi sempre più sicuri grazie all’utilizzo di dispositivi di neuromonitoraggio e alle metodiche di localizzazione delle paratiroidi. L’utilizzo dei dispositivi a base di ultrasuoni, energia bipolare e radiofrequenze consente, inoltre, di ridurre i tempi chirurgici. Ma non solo. La chirurgia è sempre più mininvasiva con benefici da un punto di vista estetico e una più veloce ripresa postoperatoria».
È necessario intervenire chirurgicamente, dice ancora il professor Calò, «in presenza di un nodulo maligno o sospetto, se il nodulo comprime le strutture circostanti causando, ad esempio, difficoltà respiratorie e problemi nella deglutizione (disturbi compressivi), oppure se l’ipertiroidismo non è trattabile con altre terapie».
L’approccio sul paziente risulta ormai sempre più conservativo, dice in conclusione il direttore di Chirurgia generale del Policlinico, «consentendo spesso di conservare la metà della tiroide con benefici sulla qualità di vita e riducendo degenze e complicanze. In casi selezionati è anche possibile trattare i noduli tiroidei per via percutanea, senza incisioni chirurgiche, con l’utilizzo di radiofrequenze o microonde».
Le malattie della tiroide, continua il professor Francesco Boi, «sono alterazioni della funzionalità tiroidea come l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo e alterazioni strutturali come gozzo e noduli benigni e maligni. L’ipotiroidismo, caratterizzato da una ridotta produzione di ormoni tiroidei, può causare aumento di peso, dolori muscolari, malattie cardiache e problemi gravidici. L’ipertiroidismo, invece, dovuto a un’eccessiva produzione ormonale, provoca sintomi opposti come nervosismo, ansia, iperattività, perdita di peso e aritmie cardiache. In presenza di questi sintomi occorre effettuare il dosaggio degli ormoni tiroidei FT4, FT3 e TSH, mentre per verificare la presenza di tireopatie autoimmuni è necessario il dosaggio degli anticorpi tiroidei, AbTPO, AbTg e TRAb».
La diagnosi precoce e la prevenzione rimangono gli strumenti più efficaci per contrastare le malattie tiroidee. Negli ultimi anni, dice in conclusione il direttore di Endocrinologia dell’Aou di Cagliari, «la frequenza dei tumori maligni della tiroide è aumentata per l’esposizione a fattori ambientali, ma anche per l’avanzamento diagnostico. La diagnosi precoce si basa sull’ecografia tiroidea e sull’esame citologico. Il gozzo e i noduli tiroidei benigni, invece, sono favoriti dalla carenza alimentare dello iodio. Per questo è raccomandata l’integrazione con alimenti come pesci, uova, latticini e sale iodato». Com












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