Cagliari, 15 Apr 2026 - Si è svolto questo pomeriggio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) a Roma l’incontro richiesto dalle Regioni Sardegna e Puglia in merito alla vertenza Tiscali.
“Il progetto di ristrutturazione aziendale, dal punto di vista occupazionale, configura a tutti gli effetti una vera e propria vertenza che, in Sardegna, coinvolge 180 lavoratori. Un potenziale bacino di disoccupati che una Regione come la nostra, con circa un milione e mezzo di abitanti, non può assolutamente permettersi. Anche le adesioni all’esodo su base volontaria, di fatto, sono avvenute in un contesto di forte condizionamento. Un ulteriore elemento di criticità riguarda i 12 giornalisti che, allo stato attuale, non avrebbero alcuna prospettiva occupazionale. Per questo chiediamo al Governo, oltre alla prosecuzione di un tavolo costante di verifica e monitoraggio del percorso, un intervento concreto affinché non si determini un ulteriore bacino di lavoratori privi di prospettive nel breve periodo. Ribadiamo la necessità di salvaguardare ogni singolo posto di lavoro e di valutare soluzioni alternative, anche attraverso il coinvolgimento di nuove realtà imprenditoriali disponibili ad assorbire i lavoratori che oggi rischiano di rimanere senza occupazione”. Questo l’intervento dell’assessora del Lavoro della Regione Sardegna, Desirè Manca, che ha partecipato alla riunione (in presenza) insieme all’assessore dell’Industria, Emanuele Cani (in videoconferenza).
All’incontro, richiesto dalle Regioni, hanno preso parte le organizzazioni sindacali nazionali, i rappresentanti dell’azienda, l’assessore della Regione Puglia, nonché i rappresentanti del MIMIT e del Ministero del Lavoro. “Sebbene a seguito di incentivi, resta il fatto che 300 lavoratrici e lavoratori, di cui 110 sardi, hanno abbandonato un posto di lavoro, e questo è già di per sé un elemento che desta una certa preoccupazione”, commenta l’assessore dell’Industria della Regione Sardegna, Emanuele Cani.
“Condividiamo inoltre la posizione espressa dalle organizzazioni sindacali nell’evidenziare che, fino a oggi, ci è stata data la possibilità di interloquire esclusivamente con i soggetti che stanno cedendo l’attività, mentre non vi sono ancora informazioni puntuali sul soggetto che la rileverà. È pertanto urgente, una volta espletate tutte le procedure, avviare un confronto con il nuovo soggetto, al fine di definire sin da subito un piano industriale che garantisca la posizione dell’intera forza lavoro che resterà integrata nell’attività”, ha concluso Cani. Com







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