No al trasferimento dell’Istituto di Storia dell’Europa mediterranea: la Regione offre una sede.
Cagliari, 2 Apr 2026 - La Regione Sardegna offre una sede al Cnr per scongiurare il trasferimento dell’Istituto di Storia dell’Europa mediterranea. Si tratta di un edificio in via Bacaredda a Cagliari e l’annuncio è stato dato dall’assessore Spanedda questa mattina, nel corso della presentazione della risoluzione adottata all’unanimità dalla commissione Seconda, presieduta da Camilla Soru (Pd):
I fatti: il Consiglio nazionale delle ricerche (dotato di un bilancio di un miliardo di euro, come ha ricordato Soru) nell’ambito di una riorganizzazione interna ha deciso di accorpare la direzione dell’Isem di Cagliari con un nuovo istituto con sede a Napoli. Per Soru “è forse superfluo ricordare la centralità della Sardegna rispetto al Mediterraneo e dunque la necessità che l’istituto e i suoi ricercatori, che a larghissima maggioranza sono contrari alle modalità di questa riorganizzazione, resti a Cagliari”.
Della stessa opinione la consigliera Lara Serra, che ha detto apertamente: “Questo è un attacco al sistema culturale della Sardegna, a un istituto che ha prodotto e produce cultura, con evidenti ricadute economiche. Un attacco, in un momento storico molto particolare, che dunque va respinto e la risoluzione approvata all’unanimità dalla commissione va in questo senso”.
L’assessore agli Enti locali, Francesco Spanedda, ha spiegato che “con l’assessorato alla Programmazione e i miei uffici la Regione si è messa al lavoro e ha trovato una soluzione per dare una nuova sede all’istituto, consentendo così al Cnr di risparmiare”. Una mossa che toglie ogni argomento al Consiglio nazionale delle ricerche, che sarà chiamato dalla Regione, a seguito della risoluzione, a un tavolo di trattative.
Per ora soddisfatti i lavoratori dell’Isem, rappresentanti dal direttore Giovanni Serreli: “Siamo fiduciosi, avvertiamo in questa vicenda la presenza attiva della Regione e della commissione Seconda del Consiglio regionale, che da subito ha ascoltato le ragioni della nostra protesta”. Red









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