Cagliari, 1 Apr 2026 - L’agricoltura è un pilastro identitario dell’economia e della società sarda: lo sostiene Sinistra futura che ha presentato questa mattina in Consiglio regionale una proposta di legge “per rilanciare in modo organico e strutturato il comparto e le sue varietà cerealicole autoctone e da grani storicamente coltivati, espressione della biodiversità agricola regionale”.
La proposta di legge si intitola “Disposizioni per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo della filiera cerealicola della Sardegna e istituzione del marchio “Grano Sardo”.
Per la consigliera Paola Casula, prima firmataria, la proposta prevede un sostegno economico a tutela della biodiversità del grano duro, delle varietà autoctone del grano sardo e per la filiera ad alto valore etico e sociale. “Il settore attraversa una fase di forte contrazione: le superfici coltivate sono passate da oltre 90.000 ettari nei primi anni Duemila agli attuali circa 20.000 ettari. Una riduzione che ha inciso negativamente sulla redditività agricola, contribuendo all’abbandono delle campagne e allo spopolamento delle aree rurali. Con l’istituzione del marchio “Grano sardo”, Sinistra Futura intende rafforzare l’organizzazione della filiera cerealicola, promuovere la biodiversità e contrastare lo spopolamento delle aree rurali”.
“Questa proposta”, chiude Casula, “nasce dall’ascolto del mondo agricolo e dalla consapevolezza che il rilancio della cerealicoltura sarda non sia solo una questione economica, ma anche sociale e culturale. Difendere il grano sardo significa difendere il territorio, il lavoro e l’identità della nostra Isola”.
Per il consigliere Giuseppe Canu “negli anni ’70 pochi si opposero alla massiccia industrializzazione della Sardegna, che ci costò tra i 400 e i 500 miliardi di euro. Come sarebbe oggi la Sardegna se quelle somme le avessimo destinate a migliorare le nostre attività economiche allora principali, cioè agricoltura e allevamento? Noi investiamo per ripopolare le campagne generando lavoro sano e buono”.
Della stessa opinione il capogruppo Luca Pizzuto: “La terza guerra mondiale non passa soltanto sul petrolio ma anche sul grano e le sementi, ormai nelle mani delle multinazionali. E Sinistra Futura, che ha un’idea complessiva della Sardegna e dei suoi bisogni, ritiene che sia un fatto politico necessario recuperare e tutelare la sovranità alimentare”. Com












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