Roma, 23 Mar 2026 - "Oggi è un bel giorno per il nostro Paese. Non per la magistratura, ma per tutte le cittadine e i cittadini. Questo risultato tuttavia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza". Così afferma in una nota la giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati. "Abbiamo contribuito a preservare l'autonomia e l'indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione. I cittadini hanno democraticamente confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia. Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati con noi in questi mesi a difesa della Costituzione", si aggiunge.
"La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali. È stata una scelta consapevole, in difesa della Costituzione e dell'equilibrio delle istituzioni. Non è un rifiuto al cambiamento, ma di un metodo. La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorarne il funzionamento, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma vanno costruite con responsabilità e rispetto dei diritti".
Lo dice il procuratore di Napoli Nicola Gratteri.
"Il dibattito che ha preceduto il referendum e i dati di affluenza confermano l’importanza di ragionare sull’esercizio concreto della giurisdizione nel nostro Paese, snodo importante per la custodia del bene comune e il perseguimento della giustizia, che soffre per molte difficoltà. Tenendo sempre conto l’equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che tutti devono preservare, ci auguriamo un dialogo responsabile e costruttivo tra le forze sociali e culturali e le diverse parti politiche, nella ricerca dell’indispensabile consenso possibile attorno a soluzioni di bene". Lo ha detto il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, Conferenza Episcopale Italiana, nel discorso introduttivo del Consiglio Permanente che si svolge a Roma fino a mercoledì.
"Batteremo Meloni alle prossime politiche, l'ho detto prima e lo ribadisco dopo. È chiaro che questo voto con un'affluenza molto alta è un messaggio di cui il governo deve tenere conto".
Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in una conferenza stampa al Nazareno.
I leader progressisti "spero di vederli in piazza e festeggiare insieme. Abbiamo sempre detto che troveremo insieme le modalità per la costruzione del programma. Discuteremo di tutto, modalità e tempi. Ho sempre detto che in caso di primarie sarei stata assolutamente disponibile. Noi continuiamo a essere testardamente unitari".
Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in una conferenza stampa al Nazareno.
"Arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità. È anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa".
Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in una conferenza stampa al Nazareno.
Il No ottiene nella città di Napoli il 75,49% dei consensi, quando mancano i dati di sole due sezioni su 883. Per commentare il dato, registrato in una città governata da anni dal "campo largo", il sindaco Gaetano Manfredi ha convocato un punto stampa che avrà inizio tra breve.
"L'Associazione dei magistrati della Corte dei conti ringrazia i cittadini italiani per aver difeso la nostra Costituzione. L'esito del referendum rafforza il principio che la legge è uguale per tutti e che la magistratura è al suo servizio". Lo afferma in una nota l'Associazione Magistrati della Corte dei conti.
In Trentino Alto Adige, che da tempo è a trazione centrodestra, vince al referendum il no con il 50,51% (936 su 1.019 sezioni scrutinate). In nessuna della due Province autonome si impone il sì.
In Trentino, dove il presidente Maurizio Fugatti guida una Giunta di centrodestra e autonomisti, il no è al 50,47% (510 su 547 sezioni), mentre in Alto Adige, dove il presidente Arno Kompatscher della Svp governa con Fdi, Forza Italia e Freiheitlichen, la riforma viene bocciata con il 50,67% (429 su 492).
Nella città di Trento stravince il no con il 60,28% (definitivo), mentre a Bolzano con il 53,11% (79 su 80 sezioni).












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