Cagliari, 25 Feb 2026 - “Stiamo lavorando per individuare soluzioni strutturali e garantire i turni mancanti anche grazie all’imminente concorso per medici di emergenza urgenza”. Lo ha detto la presidente Todde, assessora pro tempore alla Sanità rispondendo questa mattina in commissione Sanità alle domande del capogruppo FdI Paolo Truzzu sul caso di medici gettonisti.
Dopo quattro anni, a partire dai prossimi giorni scadranno i contratti che hanno consentito di garantire l’apertura dei pronto soccorso più piccoli dell’Isola inizialmente per i codici minori. A fine giugno poi scadrà la gara dei professionisti impiegati per i codici maggiori. La presidente Todde, davanti al parlamentino guidato da Carla Fundoni, ha detto che per legge “non è possibile prorogare i contratti né indire una nuova gara. Stiamo dunque parlando con le singole Asl per garantire i turni mancanti. Confidiamo anche sul concorso del 20 marzo per 44 posti di medico di emergenza urgenza, sono arrivate 52 domande e cercheremo di prenderli tutti anche se ci sono alcune difficoltà. Ad esempio alla Asl di Sassari hanno presentato dodici domande per tre posti”.
La presidente, che era accompagnata dal nuovo direttore generale dell’assessorato alla Sanità, Thomas Schael, ha ricordato anche che “nelle scorse settimane la Giunta regionale ha stanziato 25 milioni di euro per corrispondere l’indennità di pronto soccorso (annualità 2023, 2024 e 2025) al personale. Stiamo anche analizzando gli accessi in pronto soccorso per capire con Areus i flussi e raccordare Areus con i pronto soccorso”. Conclusivamente, “dovremo monitorare la situazione dei pronto soccorso nel passaggio tra la fine dell’attività dei gettonisti, che proseguiranno sino a giugno prossimo grazie anche 1,8 milioni di euro derivanti dal quinto d’obbligo, e gli esiti del concorso. Sono preoccupata, è un contesto nuovo ma sono comunque fiduciosa. E’ chiaro che va accelerata la soluzione strutturale”.
La risposta della presidente Todde ha generato più di un intervento dall’opposizione. Umberto Ticca (Riformatori) ha chiesto espressamente “se dal primo marzo, che è dietro la porta, chiuderanno pronto soccorsi periferici e quali” mentre Corrado Meloni (FdI) ha detto: “Sono perplesso sulla reale possibilità che abbiate trovato una soluzione che non faccia troppi danni”. Alice Aroni (Udc) ha chiesto alla presidente “come mai non si sia mossa prima, visto che la scadenza delle gare dei medici a gettone era nota a tutti”.
Dalla maggioranza Cozzolino (Orizzonte Comune) ha denunciato: “Siamo all’anno zero del pronto soccorso pediatrico, perché quello del Brotzu non è un pronto soccorso pediatrico ma una Medicina d’urgenza”. Per Canu (Sinistra futura) “tutti i medici vogliono andare a Cagliari e a Sassari, questa è una nota dolente. Ho dubbi che saremo in grado di eliminare i gettonisti nei prossimi due anni ma bisogna incentivare concretamente, non con 200 euro, i medici che scelgono di stare nel sistema pubblico. Ho visto buste paga di gettonisti da 24 mila euro al mese, una sproporzione incredibile rispetto a colleghi altrettanto capaci se non di più”:
Positivo il commento del consigliere Giuseppe Frau, che ha ricordato come “la scelta dei gettonisti abbia messo in crisi i medici, creando uno squilibrio inaccettabile. Le rassicurazioni della presidente vanno bene e ci dicono che la strada è quella giusta”.
Sui pronto soccorso dei piccoli ospedali Todde ha aggiunto che “nostro compito non è chiudere quei presidi ma è soltanto con i numeri che capiremo quali azioni devono essere intraprese”.
Il nuovo dg della Sanità. Thomas Shael ha aggiunto: “Possiamo pensare di stipulare convenzioni con altre Regioni che hanno più medici di noi. In ogni caso è chiaro che il fenomeno dei gettonisti deve finire anche perché la qualità del loro lavoro non è quella di uno strutturato”. Com











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