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Il ciclone di San Valentino: oggi allerta arancione in Sardegna, Campania, Emilia Romagna, Lazio.

Roma, 14 Feb 2026 – Dopo la breve pausa di ieri, da oggi, San Valentino, torna il maltempo con neve a bassa quota, mareggiate e venti forti. La nuova perturbazione colpirà nuovamente Sardegna, Lazio e Sud, e si estenderà anche a Emilia, Toscana e Liguria. La caratteristica più pericolosa sarà il vento a rotazione ciclonica: avremo Maestrale sulla Sardegna, Libeccio sul Basso Tirreno e Tramontana sul Ligure. Le onde potranno superare i 4-5 metri, fino a toccare i 6-7 metri sul Mare di Sardegna. Domenica sono previste correnti fredde verso le regioni adriatiche e il Sud e la situazione non migliorerà nei giorni successivi.

Allerta arancione per maltempo in Campania, Emilia Romagna, Lazio e Sardegna, gialla in altre tredici regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria. Scuole chiuse per precauzione in diversi comuni della Campania e della Sardegna. Domami, domenica 15 febbraio è atteso un miglioramento delle condizioni.

Il bollettino delle criticità nel dettaglio

Moderata criticità per rischio idraulico / allerta arancione:
Lazio: Bacini Costieri Nord, Aniene
Sardegna: Campidano, Bacini Flumendosa - Flumineddu
moderata criticita' per rischio idrogeologico / allerta arancione:
Campania: Piana campana, Napoli, Isole e Area vesuviana, Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini
Emilia Romagna: Alta collina piacentino-parmense, Montagna emiliana centrale, Montagna bolognese
Lazio: Bacini Costieri Sud, Bacini Costieri Nord, Aniene, Bacino del Liri, Bacini di Roma
Sardegna: Bacino del Tirso, Bacini Montevecchio - Pischilappiu
ordinaria criticita' per rischio idraulico / allerta gialla:
Calabria: Versante Jonico Settentrionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico Meridionale, Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Jonico Centro-settentrionale
Campania: Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini
Emilia Romagna: Pianura piacentino-parmense, Pianura modenese, Bassa collina piacentino-parmense, Montagna emiliana centrale, Collina emiliana centrale, Pianura bolognese, Montagna bolognese, Collina bolognese
Friuli Venezia Giulia: Bacino dell'Isonzo e Pianura di Udine e Gorizia
Lazio: Bacini Costieri Sud, Bacino Medio Tevere, Bacino del Liri, Appennino di Rieti, Bacini di Roma
Sardegna: Bacino del Tirso, Logudoro, Iglesiente, Bacini Montevecchio - Pischilappiu
Toscana: Fiora e Albegna-Costa e Giglio
Umbria: Chiani - Paglia
ordinaria criticita' per rischio temporali / allerta gialla:
Abruzzo: Bacino dell'Aterno, Bacino Alto del Sangro, Marsica
Basilicata: Basi-D
Calabria: Versante Jonico Settentrionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico Meridionale, Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Jonico Centro-settentrionale
Molise: Frentani - Sannio - Matese, Alto Volturno - Medio Sangro
Puglia: Bacini del Lato e del Lenne, Salento
Sicilia: Centro-Meridionale e isole Pelagie, Nord-Orientale, versante ionico, Nord-Orientale, versante tirrenico e isole Eolie, Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria
Umbria: Chiascio - Topino, Nera - Corno, Trasimeno - Nestore, Chiani - Paglia, Medio Tevere, Alto Tevere
ordinaria criticita' per rischio idrogeologico / allerta gialla:
Abruzzo: Bacino dell'Aterno, Bacino Alto del Sangro, Marsica
Calabria: Versante Jonico Settentrionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico Meridionale, Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Jonico Centro-settentrionale
Campania: Tusciano e Alto Sele, Piana Sele e Alto Cilento, Alto Volturno e Matese, Basso Cilento
Emilia Romagna: Bassa collina piacentino-parmense, Montagna piacentino-parmense, Collina bolognese, Montagna romagnola
Lazio: Bacino Medio Tevere, Appennino di Rieti
Molise: Frentani - Sannio - Matese, Alto Volturno - Medio Sangro
Puglia: Bacini del Lato e del Lenne, Salento
Sardegna: Logudoro, Iglesiente, Campidano, Bacini Flumendosa - Flumineddu
Sicilia: Centro-Meridionale e isole Pelagie, Nord-Orientale, versante ionico, Nord-Orientale, versante tirrenico e isole Eolie, Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria
Toscana: Ombrone Gr-Medio, Isole, Fiora e Albegna-Costa e Giglio, Fiora e Albegna, Etruria, Valdichiana, Valdelsa-Valdera, Ombrone Gr-Costa, Arno-Casentino, Serchio-Costa, Arno-Valdarno Sup., Arno-Firenze, Arno-Costa, Bisenzio e Ombrone Pt, Etruria-Costa Nord, Etruria-Costa Sud, Lunigiana, Mugello-Val di Sieve, Reno, Romagna-Toscana, Serchio-Lucca, Valtiberina, Versilia, Valdarno Inf., Serchio-Garfagnana-Lima, Ombrone Gr-Alto
Umbria: Chiascio - Topino, Nera - Corno, Trasimeno - Nestore, Chiani - Paglia, Medio Tevere, Alto Tevere.

Proseguono le attività di soccorso dei vigili del fuoco nelle regioni duramente colpite dalle avverse condizioni meteorologiche degli ultimi giorni: nelle ultime 72 ore sono oltre 2mila gli interventi svolti tra Calabria, Sardegna e Sicilia.   Le maggiori criticità in Calabria nelle province di Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria e specialmente nel cosentino: 521 gli interventi effettuati dall'11 febbraio. In provincia di Cosenza le esondazioni dei fiumi Crati, Busento e Campagnano hanno causato gravi allagamenti; a Cassano allo Ionio è stata disposta l'evacuazione precauzionale di circa 500 persone. Grazie all'impiego dell'elicottero Drago 165 sono state recuperate e portate al sicuro 10 persone a Cosenza, tra cui due bambini, mentre a Grisolia altre dieci persone sono state messe in salvo su gommoni fluviali. Anche a Lamezia Terme il personale ha tratto in salvo due cittadini a seguito di una frana.   In Sicilia l'ondata di maltempo si è abbattuta sulle province di Palermo, Messina, Catania e Trapani. Dal 12 febbraio sono stati portati a termine 647 interventi, concentrati principalmente sulla rimozione di alberi pericolanti e sulla messa in sicurezza di elementi costruttivi danneggiati dalle raffiche di vento.

In Sardegna il dispositivo di soccorso è stato potenziato per gestire l'emergenza nelle province di Sassari, Nuoro, Cagliari e Oristano. Con 891 interventi effettuati dall'11 febbraio, le squadre hanno lavorato incessantemente per la rimozione di ostacoli e l'assistenza alla popolazione, prima del miglioramento delle condizioni meteo registrato nella serata di ieri.

La provincia di Cosenza ha trascorso una notte tranquilla sul fronte del maltempo rispetto alla precedente. Tuttavia sono proseguite le operazioni di sgombero di interi nuclei familiari sia in alcune frazioni di Cassano allo Ionio che nel territorio di Corigliano Rossano. La situazione si era fatta preoccupante a causa dell'esondazione, in alcuni tratti, del fiume Crati.    "Il Crati nel pomeriggio di ieri ha superato i 5,50 metri, arrivando con una forza inaudita - ha scritto questa mattina sul suo profilo Facebook il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi - sono almeno tre i punti in cui l'argine destro è crollato, uno poco più sopra della ferrovia, due a valle della SS106, invadendo case, terreni, aziende, progetti. Intorno alle 17 avevo dato l'ordine di evacuazione su contrada Foggia, Thurio e Ministalla: all'arrivo dell'acqua dunque molti erano già fuori dalle abitazioni, mentre altri sono stati raggiunti grazie a Comune, Protezione civile, carabinieri, Polizia, vigili del fuoco. Molta gente è ancora fuori di casa, al freddo, perché non ha voluto altre sistemazioni: ne sto incontrando a Ministalla, a Thurio, a Foggia. Siamo qui e siamo stati qui durante tutta la notte, lavorando per consentire alle imprese di intervenire sull'argine rotto, in condizioni difficili ed al buio, perché ogni ora è preziosa. Una delle rotture, forse la più impressionante a monte della ferrovia, è stata già fortemente ridotta e si sta lavorando contemporaneamente sulle altre". "C'è rabbia oltre che stanchezza: lo dico senza giri di parole e senza ipocrisia. C'è rabbia perché la furia della piena ha rotto un argine che avrebbe già dovuto essere messo in sicurezza, perché ci sono i soldi fermi da anni proprio per questi tratti, perché lo abbiamo chiesto ripetutamente.  Stiamo lavorando per rallentare, fermare, mitigare, senza sosta, ma c'è gente che per la seconda volta in pochi anni ha perso tutto, che aspetta di poter tornare in casa per capire quali mobili deve buttare, che aspetta di raggiungere i campi e gli animali con la speranza di trovare ancora qualcosa. Spero almeno che stavolta questa gente, almeno, venga tenuta in considerazione e gli venga data la possibilità di ripartire, perché l'ultima volta hanno dovuto rifare tutto da soli", conclude.

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